Italiani di terza generazione

 

DALL’ITALIA A NEW YORK.

Tantissimi, tra amici e parenti, hanno lasciato l’Italia negli anni dell’industrializzazione. L’esodo, avvenuto tra gli anni ‘50 e ’60 si è protratto anche dopo, ma la maggior parte della gente si è spostata a ridosso di quella che è stata definita l’era industriale. In quegli anni ovunque arrivava l’eco del benessere e la voglia di cambiare vita contagiava chiunque. Specialmente nelle classi meno abbienti si coltivò la determinazione di cambiare vita e poter possedere un vestito senza toppe da indossare alla domenica e durante gli eventi belli in famiglia e nel paese. Contadini, braccianti e artigiani che vivevano alla giornata, non avendo altro da perdere e semmai qualcosa da guadagnare, decisero di intraprendere il viaggio della speranza. Chiesero aiuto e sostegno ai parenti e ai paesani che li avevano preceduti facendosi chiamare. Sì, funzionava così. Per potere avere il visto d’accesso all'estero si dovevano avere delle credenziali e la chiamata di un familiare o un conoscente che garantisse la bontà del lavoratore era un buon viatico per il lasciapassare.


Funzionava così: partiva per primo il capofamiglia, trovava un lavoro e dopo qualche tempo faceva richiesta al municipio di residenza per ottenere i lasciapassare della famiglia o dei conoscenti.

All’epoca si viaggiava per terra e per mare. 

La traversata dalla Calabria in America era perigliosa specialmente per i contadini che non avevano mai visto il mare prima dall’ora. L'imbarco era vissuto con una certa dose emotiva dagli emigranti che s'avventuravano alla conquista dell'ignoto. C’erano, però, anche degli accordi internazionali tra i governi europei, e per stimolare l'esodo di manodopera bracciantile, molto richiesta nei Paesi in cui gli autoctoni disdegnavano determinati lavori per cui  offrivano in cambio carbone, ortaggi e granaglie.

La meta più ambita per molti italiani fu l’America, e l’infatuazione per la nazione più potente e ricca del mondo la subirono anche i calabresi, vuoi perché gli americani ci hanno liberato dal nazifascismo e anche perché lì c’era, più che altrove, la possibilità di rendere concreto il sogno. 

Trovare il riscatto. Emanciparsi dalla povertà e dalla fatica infinita che consumava anzitempo i corpi era diventata un'esigenza improcrastinabile!

Gli emigranti partivano leggeri. Non avevano molte cose da portarsi dietro; a malapena qualche indumento sgualcito e consunto, un vecchio cappello e gli scarponi consumati dal fango della campagna. E le donne, quelle che possedevano un telaio e sapevano tessere la lana e i canaponi, serrarono le porte di casa con dentro il telaio in legno ricoperto di polvere e ragnatele speranzose di inserirsi nelle fabbriche tessili americane di New York.

L’America fu davvero la terra della realizzazione dei sogni per molti migranti che, affrancatisi dalla povertà congenita made in Italy, inviarono enormi pacchi ai parenti rimasti al paese. L'imballaggio consisteva in un enorme cubo di tela grezza e dentro c’era di tutto: vestiti, capi intimi, roba impensabile per la modestia vissuta e imposta dalla povertà dei tempi, persino giocattoli, una palla di cuoio da rugby e delle immense maglie con scritte americane che nessuno sapeva decifrare. Questo è per sommi capi il passato.

Oggi, gli italiani, di terza e quarta generazione, residenti in America sono cittadini naturalizzati americani cha hanno mantenuto i contatti con il vecchio mondo dei nonni e dei bisnonni ma che parlano americano com’è ovvio che sia! E l’italiano? No. Quello è difficile da apprendere secondo le regole metriche e grammaticali scolastiche. La comunicazione è, per gli italoamericani una sorta di minestrone contenente espressioni dialettali, un accenno d'italiano e tanto americano difficile da tradurre per chi non conosce l'una o l'altra lingua.

E' una sorta di esperanto minimal; balbuziente e rabberciato, discretamente utile per comprendersi e poter mantenere intatti i ponti tra i due mondi. Insomma, gli italoamericani parlano una sorta di italiano fortemente contaminato dal dialetto d’origine. E' un linguaggio italo-paesano che comunque riesce a trasmettere e comunicare. Si fa comprendere anche da chi non si è spostato dalla Calabria e accoglie in visita i parenti alla scoperta delle radici d’origine. Figli e nipoti dei primi italiani trapiantati sul suolo americano di ritorno momentaneo in Italia.

Il lessico arcaico è un cimelio rarissimo, desueto anche per noi. Persino nell'entroterra è difficile sentire certi vocaboli. La comunicazione verbale è stata contaminata dalle espressioni ricercate apprese a scuola e anche dai mezzi di comunicazione di massa. Raro, quindi ascoltare e comprendere correttamente il significato e le sfumature care ai nonni. Le nuove generazioni cresciute e scolarizzate parlano un italiano al passo coi tempi! 

Solo gli anziani stanziali, che non si sono mai mossi dal paese, appunto, continuano a portare avanti la tradizione orale della lingua dei padri. 

La comunicazione arcaica è immediata e calda. Emotivamente focosa, può sembrare blasfema agli orecchi non avvezzi giacché, il linguaggio, composto da espressioni eccessivamente colorate, a volte è crudo, privo di orpelli. Capita spesso, a tal proposito, intercalare con epiteti alcuni stati d'animo. Per esempio: 

quando dei consanguinei vogliono esprimere affetto e empatia la parolina forbita ci sta a pennello! Volentieri, le frasi contengono espressioni rafforzate con epiteti affettuosi che, se decontestualizzate, sembrerebbero davvero messaggi offensivi e  volgari, insomma un turpiloquio da circoscrivere nelle peggiori bettole. Ma non è così! E più si vuole fare intendere all’interlocutore il proprio pathos e maggiormente il colloquio si riempie di trivialità.

Non è sinonimo di degrado, quindi e neppure di trivialità, la parolaccia inserita con enfasi nella comunicazione primaria definita volgare ma ruspante  esternazione d'affetto.

Commenti

Chi siamo

A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

dal 2009

dal 2009
buon viaggio

ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA

ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA
PERCORSI SUGGERITI

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti
post in progress

OPEN

Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, ogni voce è importante! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra. Siamo un piccolo avamposto di bellezza civile. Un luogo dove le storie non sono consumate, ma accolte. Dove la memoria non è nostalgia, ma un gesto di responsabilità. A ore 12 nasce come un taccuino di viaggio: appunti, incontri, città, volti, ferite, resurrezioni. Col tempo è diventato un archivio di ciò che non vogliamo perdere: la dignità delle persone, la forza dei territori, la delicatezza dei gesti quotidiani. Non inseguiamo l’attualità: la viviamo ne facciamo tesoro e andiamo oltre. Non cerchiamo consenso: cerchiamo senso. Non vendiamo pubblicità: divulghiamo bellezza. Scriviamo per chi ha ancora voglia di fermarsi. Per chi crede che le parole possano essere un atto di cura. Per chi sa che la realtà, analizzata bene, è azione propulsiva. Scriviamo per chi crede che le parole possano essere un atto di cura, e riconosce nella quotidianità opere da rifinire con estrema onestà intellettuale e con un’idea alta di bellezza. «A ore 12 è un luogo aperto. Le storie che scegliamo di raccontare costruiscono la Calabria che vogliamo vedere.»

DEDICATO ALLA CREATIVITA'

🎨 Artisti in Calabria

Uno spazio libero per dare voce alla creatività calabrese.
Gratuito, ideologico, autentico. Per chi crede nella bellezza come riscatto.

Vuoi partecipare? Invia curriculum, foto delle opere e una breve presentazione a:
arteesocieta@gmail.com

📌 Tutto il materiale ricevuto sarà pubblicato integralmente. La responsabilità dei contenuti è dei mittenti.

IN PRIMO PIANO

IN PRIMO PIANO
creatività

Siamo in cerca della tua bellezza.

Non ci interessano le liste statiche o le catalogazioni polverose: cerchiamo il fermento vitale e l’energia libera di chi crea cultura in Calabria per puro amore. Che sia cinema, pittura, musica o poesia, la nostra porta è aperta alla tua visione. Mandaci i tuoi lavori e raccontaci brevemente chi sei. Se nelle tue opere leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di offrirti spazio sul nostro blog con una recensione dedicata. Il nostro è un invito autentico e senza secondi fini: non chiediamo contributi, quote o rimborsi spese. È un dono alla collettività, nato dalla voglia di condividere il talento del nostro territorio e far circolare la Bellezza. Senza filtri e in totale libertà.

Siamo in cerca della tua bellezza

Cerchiamo il fermento vitale di chi crea cultura in Calabria per pura passione. Inviaci le tue opere: saremo felici di raccontarle con una nostra recensione gratuita.

Nessun costo, nessuna quota: solo il piacere di condividere il talento.

CONDIVIDI I TUOI LAVORI

ARTISTI IN CALABRIA

ARTISTI IN CALABRIA
La creatività è femmina

La cucina della memoria

Un pizzico di ---- cultura --- folklore --- storia --- a spasso tra i paesi della Calabria e non solo. ---Incontri a ore 12 Notizie & ...Eventi ...at 12 o'clock... Opinioni ... works in progress, analisi e opinioni a confronto
Itinerari gastronomici e cucina mediterranea

A TAVOLA

A TAVOLA
ALLA SCOPERTA DELLE TRADIZIONI

Cucina Calabrese

Cucina Calabrese
... di necessità virtù

POSTA

Tra mari e monti, sbirciando qua e là

Tra mari e monti, sbirciando qua e là
notizie e curiosità

CALABRIA: Itinerari firmati

CALABRIA: Itinerari firmati
ph valentina

Da un capo all'altro

Da un capo all'altro
Tra storia, miti e leggende

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.