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di Franco Cimino. IL PAESE, IL NOSTRO, CHE PIANGE CON UN OCCHIO SOLO LA MORTE DEI BAMBINI . L’Italia ha pianto. Per un’intera settimana. Tutta l’Italia. Quella delle casalinghe e delle persone normali. Quella della informazione pubblica e privata. L’Italia della cultura e l’Italia della politica. Del governo e del potere. Attaccata ai social e alle televisioni, non ha perso una parola e un minuto delle notizie che arrivavano dall’ospedale di Napoli, il più importante del Sud, sullo sfortunato bambino, ucciso dalla mala sanità. Aveva due anni e mezzo e un cuore ballerino. Aveva la speranza e un futuro quasi assicurato, se quella speranza avesse incontrato la buona volontà degli uomini di buona volontà. L’avrebbe salvato un cuore nuovo, che nelle mani di quella sanità è diventato più vecchio e malato del suo, che urgeva essere sostituito. L’hanno chiamato il muscolo bruciato. E da quel mattoncino di ghiaccio che in altre situazioni salva e custodisce organi e speranze. ...
CELEBRIAMO UN ALTRO ANNIVERSARIO DI MORTE E DI ROVINE… di franco cimino. In un mondo ipocrita, coperto — come da un lenzuolo steso sulla vergogna — da un calendario strapieno di ricorrenze e anniversari, oggi si dovrebbe ricordare il quarto anno dall’inizio della guerra che un capo autoritario, dallo stampo psicologico napoleonico, ha scatenato contro l’Ucraina. Era stata definita dallo stesso aggressore “operazione militare speciale per il Donbass”, da chiudere in pochi giorni.
La cultura come vetrina o come identità? Perché Catanzaro deve tornare a credere nei suoi artisti Una riflessione sul rischio di trasformare la cultura in marketing e sulla necessità di valorizzare davvero le energie creative del territorio.
E CAMBIANO PURE IL VOCABOLARIO E CHIAMANO PACE GLI AFFARI SULLA VITA DEI DISEREDATI E SUI CORPI DELLE STRAGI “GENOCIDIARIE”… La potenza travolgente dei nuovi poteri, propriamente di quelli che rinascono da quella efferata “cultura” che ha lasciato segni devastanti in Europa, in particolare a metà del secolo scorso, consiste nell’imporre, anche attraverso una pressione psicologica altrettanto devastante, un nuovo modo di concepire la realtà e le cose. Un nuovo modello sociale. Un nuovo esercizio del potere, nella nuova concezione del potere stesso. E nel realizzare un’altra rivoluzione dopo quelle storicamente riconosciute. Una rivoluzione negativa, al pari di altre quando diventano estremisticamente ideologiche e strumentalmente politiche, come quelle che abbiamo conosciuto, in particolare, nel secolo scorso. Tutte assai distruttive. Rivoluzioni che della rivoluzione conservano soltanto la forza inarrestabile con cui si ribalta l’ordine esistente e si cancellano il pensiero e la c...
La relatrice ONU sui diritti umani isolata dal sistema finanziario internazionale dopo una campagna di accuse basata su un video manipolato. Francesca Albanese, ostaggio delle sanzioni dopo un video artefatto che ha innescato il blocco totale dei suoi conti.
Calabria, tra verità e narrazioni: da Costabile a Gratteri, il filo che non si spezza. C’è un filo che attraversa la Calabria da decenni: la tensione costante tra chi chiede di guardare la realtà senza filtri e chi preferisce rifugiarsi in narrazioni rassicuranti. Franco Costabile, con La rosa nel bicchiere, lo aveva intuito con lucidità: niente romanticismi, niente folklore, niente cartoline. La Calabria, per essere capita, va guardata negli occhi. E non sempre piace.
IL GRIGIO DEL POTERE Dalla contrapposizione di classe all’illusione della mobilità: cronaca di un sistema che ha cambiato pelle per restare uguale a se stesso. Ho conosciuto la realtà operaia, i suoi bisogni e le lotte per migliorare il lavoro proletario, la socialità e l'emancipazione del tempo libero. Ho creduto nella bontà della classe dirigente politica e sindacale; vedevo nella controparte interessi granitici e privilegi che non avrebbero mai ceduto. Negli anni qualcosa si è costruito, ma oggi sembra che ogni passo verso la conquista degli ideali sia andato perduto, inghiottito da una nebbia che ha confuso i confini tra chi rappresenta e chi è rappresentato. È la fine delle etichette, l'inizio del blocco tra due mondi lontani. Col tempo ho capito che parlare di "destra" o "sinistra" è un esercizio di distrazione di massa. La realtà non si divide per ideologie dichiarate, ma per condizioni vissute. Esistono due blocchi opposti, separati da un fos...
Il paradosso dell’impotenza si manifesta nel lampo improvviso delle news che irrompono violentemente nell'intimità domestica. Mentre in Ucraina, a Gaza e in ogni angolo dove il potere consuma i suoi drammi, le ombre della storia devastano vite umane, quel medesimo orrore filtra attraverso i nostri schermi, violando il calore dei nostri rifugi. Ci scopriamo fortunati, ma di questa fortuna ci sentiamo paradossalmente colpevoli. Accade quando il privilegio di un tetto smette di essere un conforto e si trasforma nello specchio deformante della sofferenza altrui. Il nostro benessere non è più un porto sicuro, ma il termine di paragone di un'ingiustizia che non possiamo né ignorare né risolvere, alimentando quella che la psicologia definisce come Sindrome del sopravvissuto o "senso di colpa del fortunato".
IL TRAMONTO DEL PLURALISMO NELLA STRISCIA SERALE DELLA RAI Bruno Vespa e i "Cinque Minuti" di parte: quando il conduttore si fa militante. Se l'informazione pubblica perde il senso della misura: il caso Torino e lo scontro con Bonelli. I recenti avvenimenti di Torino, segnati da tensioni e scontri legati alla manifestazione pro-Askatasuna, avrebbero meritato un’analisi giornalistica equilibrata, capace di distinguere con nettezza tra il sacrosanto diritto al dissenso democratico e le derive violente di frange estremiste che danneggiano la collettività. Invece, nella puntata di ieri di "Cinque Minuti", il pubblico ha assistito a uno spettacolo ben lontano dai canoni del Servizio Pubblico.
Oltre la Logica della Repressione. Tra la violenza inaccettabile di piazza e la tentazione di leggi speciali, la politica rischia di smarrire l’unica via d’uscita: l’ascolto di una generazione che non trova più spazi.
"pagine in-utili. ©marioiannino2000" Non che per me sia importante, ho le idee chiare in merito, ma quanto è rilevante oggi, alla luce delle possibilità offerte dalla nuova scienza dell’immagine corredata da applicazioni impensabili al tempo di Giotto, continuare a produrre pitture verosimili a qualcosa di conosciuto e familiare? Qual è il ruolo dell’artista contemporaneo oggi? Dipingere per abbellire, stupire, decorare o altro? Oggi la pittura "verosimile" non compete più con l'ottica, ma con il concetto. Ecco il punto: nell'era dell'iper-visualità digitale e dell'IA, produrre immagini che imitano la realtà non serve più a documentare il mondo (compito passato alla tecnologia), ma a rallentare la percezione. La pittura verosimile oggi Continuare a dipingere il "vero" ha senso solo come atto di resistenza antropologica. Mentre un software genera un volto perfetto in un secondo, l'artista impiega settimane: quel tempo "i...
In una basilica nata nel IV secolo, a far discutere non è un affresco medievale né un restauro barocco, ma un angioletto dipinto nel 2000 che ricorda la premier. E l’Italia, prevedibilmente, si infiamma. Editoriale semiserio sulla vicenda del cherubino “somigliante”. In un Paese dove le chiese hanno spesso più secoli che fedeli, fa quasi tenerezza scoprire che il caso mediatico del momento riguarda una basilica che affonda le sue radici nel IV secolo. San Lorenzo in Lucina non è certo una comparsa nella storia di Roma: nasce come domus cristiana, viene consacrata nel 440, ricostruita nel Medioevo, rimaneggiata nel Seicento, restaurata nell’Ottocento. Insomma, una signora con una biografia più lunga di molte dinastie. Eppure, dopo sedici secoli di storia, ciò che la porta sulle prime pagine non è un ritrovamento archeologico, un affresco medievale o un restauro barocco. No. È un “cherubino dipinto nel 2000”, opera recente, “alla maniera”, che improvvisamente si ri...
Stento a crederci! Non so se pensare ad uno slancio d’affetto, politico, o semplice possibilità di ritagliarsi un momento di gloria. La notizia ha del surreale: un restauratore trasforma un angelo dell’affresco della chiesa di san Lorenzo in lucina, Roma, con il volto di Giorgia meloni.
La verità. Le verità. Il nostro presente è condizionato dal modello di pensiero stratificato nel corso dei secoli. I pensatori ci hanno dato chiavi di letture, non è un concetto di poco conto volgere al plurale i pensieri. Infatti, i sofisti riescono a fare le pulci a chiunque e ad ogni concetto. Da qui nasce la riflessione sulle mille sfumature del concetto di verità. Il Prisma della Ragione: Dall’Unicità della Verità alla Molteplicità delle Verità. Il pensiero contemporaneo abita un paesaggio intellettuale profondamente stratificato, dove ogni certezza è il risultato di secoli di negoziazioni filosofiche. Se per lungo tempo l'Occidente ha inseguito l'ideale di una Verità con la maiuscola — una realtà oggettiva, immutabile e universale — la modernità ci ha consegnato la consapevolezza di un mondo al plurale. Questo passaggio non è un semplice vezzo linguistico, ma una rivoluzione gnoseologica che affonda le sue radici nella Grecia del V secolo a.C. Furono i sofist...
Il paradosso del consenso: Tra miliardari della Silicon Valley e una base popolare fedele nonostante i dati economici, ecco la rete di potere che sostiene l’uomo che sfida i dogmi della democrazia americana. Mentre i grandi donatori ottengono sgravi fiscali, milioni di elettori vedono in lui l'unico difensore contro Washington: analisi di un legame che ignora i fatti per alimentare il mito.
Il mito della famiglia: tra devozione pubblica e incoerenze private. Un valore celebrato come sacro, ma spesso tradito nei comportamenti quotidiani. Dalla cultura italo ‑ americana alla satira dei Simpson, emerge la distanza tra l ’ ideale collettivo e le fragilit à reali dei legami familiari. "courtesy ©mario_iannino part."
QUELLA CONTRO I GIOVANI E LE DONNE CHE SI BATTONO PER LIBERARE L’IRAN. Di Franco Cimino C’è un’altra guerra. Non prevedibile, ma attesa. Una guerra dura. Pericolosa. Si è accesa con un’esplosione apparentemente improvvisa, ma in realtà alimentata da una fiamma lunga molti anni, che ha camminato nel sottosuolo di una regione straordinariamente bella del pianeta. Una terra che, nell’era moderna, è stata, però, da sempre afflitta da governi che ne hanno turbato la bellezza, derubato la ricchezza, umiliato la sua bellissima popolazione, la quale, nel corso della lunga vita di quella terra, ha dato prova di intelligenza e di civiltà, promuovendo altre civiltà e creando ricchezze esclusive. Questa terra è l’Iran del vecchio imperatore Reza Pahlavi, costretto alla fuga dalla rivoluzione che il popolo fece per cacciarlo, consegnandola però nelle mani di altri imperatori, più totalitari e antidemocratici: gli ayatollah di una religione già di per sé assolutista e totalitaria, antimod...
Il caso Renee Good e le distorsioni del sistema MAGA: un’analisi La morte di una donna disarmata a Minneapolis riaccende il dibattito sul modello di sicurezza promosso dall’area MAGA: narrazioni manipolate, abuso di potere e un apparato federale che fatica a rispondere ai principi di trasparenza e responsabilità. La vicenda di Renee Good , morta a 37 anni durante un’operazione dell’ICE, si inserisce in un contesto più ampio: quello di un sistema di sicurezza federale influenzato dall’approccio politico e culturale dell’area MAGA (Make America Great Again). Un sistema che, negli ultimi anni, ha mostrato una tendenza crescente alla militarizzazione, alla semplificazione ideologica dei conflitti sociali e alla costruzione di narrazioni funzionali alla legittimazione dell’uso della forza. Secondo la ricostruzione iniziale fornita dai funzionari dell’amministrazione Trump, Good sarebbe stata una “terrorista interna” che aveva tentato di investire gli agenti con la propria auto. Una ...
L'arma migliore, contro la retorica degli affaristi, è riflettere, ragionare pacatamente. “ Il pensiero non si può ingabbiare o ridurre ad una semplice equazione; dividere in campi ristretti le infinite sfaccettature è impossibile per una analisi etica che guarda alla collettività con empatia . Purtroppo i mezzi di comunicazione di massa riducono al minimo i margini del pensiero critico, e non c'è bisogno di essere maestri del pensiero, “ maître à penser ” come dicono i francesi, per comprenderlo. Ridurre in “destra e sinistra” è deleterio e riduttivo oltremisura e non può sfociare in altro se non in bagarre. I crimini contro l'umanità rimangono tali nonostante gli sforzi e i propositi dei comparaggi intessuti per convenienza ”.
Guarda e passa. L’ARTE DI NON FARSI INGOIARE DAL RUMORE. La libertà comincia dove finisce ciò che non merita la nostra attenzione. E, non ti curar di loro, ma guarda e passa non è un ammonimento antico: è un gesto di oggi, un’arte sottile, quasi un istinto di sopravvivenza in un mondo che ci strattona da ogni lato. Ogni voce pretende ascolto, ogni ombra reclama una reazione. Ma non tutto è degno. Non tutto è necessario. Non tutto deve entrare nel ostro sacro spazio mentale.
Chi siamo
Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria.
Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati.
Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni.
Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante.
Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale.
Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise.
Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza.
Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare.
Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola.
Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.