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Morire a 37 anni e infangata dal sistema maga.

  Uccisa a 37 anni e infangata dal sistema: la storia di Renee Good Morire a 37 anni e infangata dal sistema maga. . Morire a 37 anni e poi essere infangata dal sistema . È l’ennesima notizia che arriva dall’America dominata dall’arroganza di una piccola ma rumorosa parte del Paese, dove il rispetto per la vita sembra dissolversi dietro la forza bruta del potere. Un’America che uccide, rapisce, sottomette i più deboli e pretende persino di esportare la propria verità, negando l’evidenza con la disinvoltura di un giocoliere. Questa volta la vittima è Renee Good , una donna, una poetessa, una madre di tre bambini che non cresceranno più con lei. Una moglie affettuosa, attenta ai problemi sociali, impegnata nella difesa dei diritti dei più fragili. Mercoledì mattina aveva appena accompagnato il figlio di sei anni a scuola e stava tornando a casa insieme alla sua compagna. Secondo il racconto dell’ex marito — che ha chiesto l’anonimato per proteggere i figli — la coppia si è imbattuta ...

L’altra faccia dell’occupazione.

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  Sotto casa, al telefono, nel Paese. Un inizio d’anno segnato da scene inquietanti e telefonate sospette, specchio di un’Italia che si illude di stare meglio solo perché i numeri lo dicono. Mentre il governo esulta per i numeri ISTAT, la realtà quotidiana racconta precarietà, truffe e lavori che costringono i giovani a raggirare i più fragili pur di sopravvivere.

USA-OSA

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  "E sullo sfondo Usa. Forse sarebbe meglio titolare quest’opera digitalizzata: Osa. Ma lui non osa conosce i meccanismi della comunicazione di massa e sa quando e come usare le parole, l'azione. Per assecondare ma mai soddisfare la sua avidità usa ogni mezzo. Preleva. Prende. Assale. E quando non è possibile con le azioni bellicose, compra. Privatizzare, secondo il suo modello di vita è normale, in barba alle dinamiche internazionali.".

Oro incenso e mirra

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    In un tempo in cui la politica sembra aver smarrito ogni respiro umano, ogni capacità di pensare l’altro e di tendere al bene comune, emerge un bisogno diverso: una visione più ampia di socialità, quasi un orizzonte mistico. Non per fuggire dal mondo, ma per rimetterlo in prospettiva.  Forse è questo bisogno che spinge ad entrare in chiesa anche chi non crede alla narrazione giudaico ‑ cristiana, soprattutto nel giorno dell ’ Epifania. Quella scena antica — oro, incenso e mirra — è diventata cos ì familiare da sembrare innocua, eppure resta un racconto politico, antropologico, simbolico. Parla di nascita terrena, ma anche del senso dei doni:  - Oro: potere, ricchezza, logica del dominio   - Incenso: prestigio, sacralizzazione dell’autorità   - Mirra: fragilità, mortalità, limite. E dietro i Magi si staglia sempre l’ombra del potente che teme, controlla, manipola. È un racconto di duemila anni fa, ma descrive con precisione le dinamiche att...

Una storia comune sottaciuta e oscurata

  La storia dei senza‑storia Perché ricordiamo i leader e dimentichiamo i cittadini comuni Per secoli la narrazione pubblica ha celebrato i dirigenti, i condottieri, i manager del cambiamento. Ma dietro ogni trasformazione economica e politica c’è un’altra storia, silenziosa e rimossa: quella delle persone comuni, che hanno pagato il prezzo più alto delle scelte altrui.

Geografie della fame

  scrittura creativa. Cronaca di un mondo ridisegnato dall’avidità e risvegliato dalla moltitudine Occhiello riassuntivo: Un’allegoria contemporanea sul potere che divora e sui popoli che, uniti, spezzano l’ombra del Conquistador. El conquistador delle Americhe e Groenlandia. Antefatto. Sembrerebbe la fantastica storia di un uomo dalla vista lunga e con le braccia tentacolari ancora più lunghe, con un enorme stomaco temprato per ingurgitare ogni cosa ritenga appetibile. Il cui ego immenso non concede spazi. Un personaggio d’altri tempi. Tempi bui avvolti nelle tenebra della ragione dove la forza fisica rafforzata dagli armamenti, trasdotta in bellicismi, consentiva di sopraffare chiunque non si prostrasse ai suoi capricci. Vanesio, di una vanità che supera di gran lunga quella del re che sfila nudo tra i suoi sudditi e che viene additato dall’innocenza di un bimbo dallo sguardo puro.

Off limits

  Niente di nuovo sotto il sole dove sventola la bandiera a stelle e strisce, direbbero i più informati e attenti. Negli anni abbiamo assistito allo strapotere dei presidenti risoluti nell’esportare i loro personali ideali di democrazia in tutto il mondo. Ma fino ad ora, Trump , li ha battuti tutti. Dice, con la semplicità delle senili cose che altri avrebbero tentennato e magari avrebbero celato con filtri. Ha saputo depistare le attenzioni sulle nefandezze di Netanyahu, Putin e persino le sue raccattando consensi attraverso una narrazione priva di logiche.   Ha saputo depistare, dicevo, le menti di quanti dividono il mondo a metà e riducono le questioni in destra e sinistra, libertà e oppressione e che non sono aperti al dialogo, all’analisi seria e approfondita. adesso, gongolante ha lanciato freccette sugli altri Paesi di interesse economico-strategico che a suo modo di intendere sono alla sua attenzione. Sono allarmato e timoroso per la democrazia e le leggi che la regg...

Contro comparaggi e opportunismi

 L'arma migliore, contro la retorica degli affaristi, è riflettere, ragionare  pacatamente. “ Il pensiero non si può ingabbiare o ridurre ad una semplice equazione; dividere in campi ristretti le infinite sfaccettature è impossibile per una analisi etica che guarda alla collettività con empatia . Purtroppo i mezzi di comunicazione di massa riducono al minimo i margini del pensiero critico, e non c'è bisogno di essere maestri del pensiero, “ maître à penser ” come dicono i francesi, per comprenderlo. Ridurre in “destra e sinistra” è deleterio e riduttivo oltremisura e non può sfociare in altro se non in bagarre. I crimini contro l'umanità rimangono tali nonostante gli sforzi e i propositi dei comparaggi intessuti per convenienza ”.

America stratificata. Bound States of America

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  Frammenti di Identità: L’America Stratificata. L’opera si presenta come una riflessione visiva sull’identità americana, decostruita e ricomposta attraverso una stratificazione di materiali e simboli. Il soggetto centrale — la bandiera degli Stati Uniti — non è solo un emblema patriottico, ma diventa un campo di tensione tra ordine e caos, tra appartenenza e frammentazione. La superficie dell’opera, ruvida e tridimensionale, richiama le cicatrici della storia e le contraddizioni della società contemporanea. I tre coni colorati, collocati nella zona blu delle stelle, suggeriscono una reinterpretazione giocosa o rituale, forse allusiva a celebrazioni, ma anche a una teatralità che maschera il dissenso. La lettura estetica registra: - Strati e texture che evocano la complessità della memoria collettiva. - I materiali eterogenei (mesh, carta, tessuto) parlano di contaminazione culturale e di una nazione costruita su molteplici voci. - La bandiera è decostruita ma ancora ri...

La ri/creazione

 LA RI.CREAZIONE. Il settimo giorno riposò. Si mise seduto a contemplare l’opera. Osservò bene. Analizzò ogni piccolo dettaglio e penetrò il tempo. Vide che in una striscia di terra qualcosa non funzionava, anzi, per l’esattezza non era funzionale agli affaristi. Immobiliaristi e commercianti lamentavano pochi profitti dalle immense e sterminate possibili potenzialità insite del territorio che Lui stesso, il buon Creatore, aveva elargito copiosamente. Come dargli torto? Disse tra sé. Mentre le visioni scorrevano nel suo terzo occhio. In effetti qui potrebbe sorgere una spa per ricconi. E là un complesso eldorado per i poveri nababbi affinché possano recuperare le energie dopo gli interminabili sforzi per colpire la pallina e fare buca… e là tutti quei ghiacciai a che servono? Fu così che creò i risolutori. Uomini decisi. Persone dalle decisioni immediate che non lasciano margini a tentennamenti. Che siano loro a decidere e porre i correttivi giusti al momento opportuno della stori...

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti

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Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, SEI NEL POSTO GIUSTO! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori… chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra.

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Chi siamo

Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria. Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati. Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni. Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante. Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale. Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise. Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza. Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare. Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola. Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.

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