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martedì 1 ottobre 2013

Sono qui perché in quota Renzi

Il rottamatore da rottamare.

sono qui perché in quota renzi

Quella di ieri, è stata una trasmissione da far nascondere dalla vergogna tutti quelli che siedono nei posti di comando della Repubblica Italiana; dai Ministri ai tecnici.

Sono in quota Renzi! Dice uno messo lì a gestire la cosa pubblica, che tra parentesi non è stato eletto ma cooptato in quel posto perché seguace di Matteo Renzi. E mentre il reporter di Milena Gabanelli gli rifà la domanda e rigira il coltello nella piaga, lui, visibilmente imbarazzato, tenta di alleggerire i mali che la spartizione politica procura ai cittadini.

Milena Gabanelli e il suo staff, ancora una volta hanno fatto le pulci al malcostume della politica nostrana. Hanno fatto capire a chi ancora non l'avesse capito come stanno davvero le cose.
Altro che alti ideali. Gente che si mette al servizio del popolo per spirito di sacrificio.

L'unico sacrificio per questa gente è servire ciecamente gli interessi di bottega. La loro bottega e di chi li ha messi lì.

Basterebbe poco, per risollevare le sorti dell'Italia. Altro che commissariamento europeo. Va be' che certi giornalai non sanno neanche che l'Italia, in quanto Stato Sovrano, non può essere commissariata da nessuno se non da se stessa, cioè dal Popolo che va a votare e invece si lascia condizionare la vita passivamente e lascia che si attuino le macellerie sociali più assurde.

Ci lasciamo condizionare la vita dalle prerogative che l'alta finanza, le lobby e gli industriali, in una parola, il capitale, mette sulla bilancia dei profitti, che, come si sa, pende sempre da una sola ed unica parte: la loro.

E le nomine uscite dal lavoro di report lo confermano.

All'agricoltura la figlia del presidente di un consorzio agricolo che il ministero dovrebbe monitorare.
Viceministri senza deleghe che non possono dimettersi poverini perché il meccanismo si è inceppato dallo stallo politico delle larghe intese.
Poi, c'è un volto noto che ha firmato per togliere una tassa sui natanti per far decollare, dice lui, la cantieristica.
Salvo poi sentire i diportisti intervistati dire che chi spende 4,500mila euro per una barca di 20, 30metri che gli costa di gestione solo cinquemila euro l'anno per tenerla in porto dei 200 o 300€ risparmiati dall'accordo di governo non gliene frega nulla.
D'altronde che vuoi che ne esca da
Sottosegretari messi lì per non fare nulla. Senza competenze che hanno l'ingenuità(?) d'ammetterlo, grazie alla spartizione del vecchio ma sempre attuale manuale Cencelli.

Che dire? È una storia squallida! In altri Paesi si sarebbero dimessi in blocco. e, davanti a fati così circostanziati sarebbero arrossiti dalla vergogna. Ma qui da noi, in Italia, neanche i semafori arrossiscono più: sono stati sostituiti con le rotatorie apposta.

giovedì 6 giugno 2013

Italia, tornano strategie, eversione e misteri

I giochi sembrano definiti. L'assedio continua:
Copasir a Lega, Vigilanza RAI a M5S mentre la giunta di Palazzo Madama va a SEL.
Se come si legge sul “sole24ore” di oggi questo è il risultato degli accordi raggiunti dai capigruppo PD e PDL nulla è cambiato!

Ma come si può pensare di assegnare la presidenza della commissione del COPASIR, che, non ce lo dimentichiamo, è il Comitato per la Sicurezza Parlamentare, ad un esponente di un partito sfascista che ha bruciato la Bandiera Italiana e disprezzato Roma!

Intanto, SEL rivendica per sé la Presidenza del Copasir e dà indicazione ai suoi di votare per Fava, inviso, però da PD e PdL e dagli stessi Servizi perché quando Fava era europarlamentare si schierò contro le estradizioni illegali di prigionieri da parte della CIA e, quindi, degli americani.
Fava, all'epoca, mise a punto la risoluzione che fu approvata dal Parlamento Europeo.
E i grillini, accetteranno la presidenza di vigilanza RAI?

Che dire? In mezzo a tutto 'sto casino i sentimenti di giustizia dei cittadini non contano.
Con le fatidiche parole “le sentenze non si criticano” passano giudizi che dividono ancora di più gli ultimi dalla classe dirigente.

Prima la sentenza che scagiona tutti tranne i medici che hanno avuto in cura Giuseppe Uva dopo essere stato trattenuto una notte nella caserma dei carabinieri dove, stando alla ricostruzione di Lucia Uva, sorella di Giuseppe, è stato malmenato di brutto.

Poi, una analoga che riguarda Stefano Cucchi, arrestato per droga ma morto per fame, sete e maltrattamenti sei giorni dopo in ospedale.

E che dire degli scontri tra polizia e manifestanti al corteo della Thyssen di Terni?
Secondo alcune testimonianze, pare che un centinaio di poliziotti in tenuta antisommossa abbiano aspettato davanti alla stazione ferroviaria gli operai in corteo e li hanno caricati.

Anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, si è procurato alcuni punti di sutura.

Il Viminale sostiene che il sindaco sia stato colpito da un civile con l'ombrello ma il sindaco dice di aver ricevuto alcune manganellate.
Angelino Alfano si dice rammaricato e si è impegnato di chiarire i fatti.

D'Alema chiede la testa dei responsabili.

Insomma, tutto come prima nel Bel Paese!

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