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domenica 10 ottobre 2021

Roma, green pass contromano

 

Fàmosi a capì... cerchiamo di capire qualcosa.



Le notizie che arrivano dai media sono sconvolgenti! E le immagini non sono da meno. Moltissimi si sono ritrovati in piazza a Roma per dissentire sulle norme varate dal governo in merito al passaporto verde, il green pass”, e all'uso dello stesso per ritornare a vivere gli spazi fino ad ora inibiti all'affollamento.

Per scongiurare il propagarsi del virus si è ricorso ad uno stato censorio dei grandi eventi di massa e rivisto le mappe lavorative, l'accesso nei luoghi di lavoro è stato sostituito con il telelavoro ossia il lavoro a distanza svolto da casa e sono stati vietati oltre agli assembramenti scialarecci anche le visite ai musei e agli eventi culturali.

Da quasi 2 anni i settori del turismo e della cultura ( concerti, fiere, mostre, proiezioni di film, palestre, centri di ristoro, bar, ristoranti, alberghi etc.) soffrono l'isolamento programmato dai governi di mezzo mondo. E noi cittadini, dopo i primi auto-convincimenti del ce la faremo, i canti e le strimpellate dai balconi, i giochi da un condominio all'altro, ci siamo trovati spiazzati dalla mancata soluzione dei problemi.

Ci siamo visti imporre e quindi subito una vaccinazione sperimentale e immediatamente dopo il documento del liberi tutti i vaccinati a condizione che …

Comunque, anche se a malincuore, la maggior parte si è adeguata alle decisioni dei ministri e degli scienziati che formano la squadra d'emergenza anti-covid.

Purtroppo ben poco è cambiato. Nonostante le restrizioni i contagi e le varianti virali continuano ad esserci. L'economia, ma questo dato sarebbe il danno peggiore, continua a soffrire e fare soffrire specialmente i liberi professionisti che operano nella distribuzione e a contatto col pubblico.

In mezzo al caos si pongono le facce di mer(en)da.

I viscidi. Tutti quelli che cinicamente fanno affari e commerciano lucrando sulla pelle della società civile.

Non mancano i delinquenti avvezzi, e non è una novità!

Lasciano basiti i commenti di certa carta stampata che fanno eco e amplificano i conati di certa gente che ha fatto pochissimo nonostante il ruolo pubblico ricoperto in questo lasso di tempo pandemico.

Fanno incazzare, la reazione è immediata in quanti hanno un minimo di discernimento, gli atteggiamenti e le parole che alimentano la violenza fine a sé stessa. E fa esplodere la rabbia covata nei giorni claustrofobici dei divieti in tafferugli irrazionali.

Gli infiltrati nella manifestazione contro i green pass a Roma hanno mostrato una bestialità inaudita. Non è rilevante parlare o imputare colpe agli schieramenti politici che hanno preso parte alla manifestazione. Si può dissentire spontaneamente senza essere per forza di destra o di sinistra. Ma chiedere la testa di un ministro per i fatti accaduti in Roma è pura demagogia ricoperta da una montagna di merda che fa presa solo sugli stupidi faziosi. Se poi i capi banda che hanno spinto e incendiato gli animi sono anche portatori di voti di una certa fazione il quadro si commenta da solo.

Piuttosto che chiedere la testa della ministro Lamorgese nascondetevi!

Fate una seria autocritica e ragionate sulla vostra irresistibile ascesa. Meditate sull'odio seminato. Sulle accuse urlate e sparse abbondantemente contro il nemico. E sul clima cospirativo da voi creato in un momento delicato com'è l'attuale momento vissuto quasi stoicamente dai comuni cittadini.

Vergognatevi!

lunedì 11 marzo 2013

Milano, onorevoli PDL contro i Giudici

Opera dgt: "vergogna"
Può un importante partito che è, comunque, espressione di una porzione di popolo e che ha governato l'Italia negli ultimi vent'anni dispiegare le sue truppe per proteggere il leader carismatico nei termini che vediamo oggi e conosciamo da sempre?

A sentire i notiziari, in Europa, che non è una forma geografica astratta, se pensiamo ai mali che certa politica ha prodotto ci sarebbe da mandarli tutti a zappare sotto la pioggia.

Invece piuttosto che farsi in quattro per risolvere i problemi della povertà che assedia le nazioni e butta nella disperazione più nera le famiglie, la squadriglia berlusconiana che fa? Si preoccupa di salvare dalle grinfie del lupo cattivo il nonno, che comunque, data la venerabile età non andrebbe neanche in carcere se tutto gli remasse contro.

La giustizia è una cosa seria e và rispettata anche quando sbaglia! È doloroso ma si deve accettare il verdetto dei giudici. Fare ricorso. E a lui non mancano i mezzi per difendersi.

Il problema impellente che tocca da vicino e ossessiona i cittadini è un altro!

Non è una questione di egoismo personale. Ma quando di colpo non si ha più la possibilità di campare con le proprie forze e non si vede una via d'uscita anzi, si sente parlare i leader di rigore senza prestare attenzione all'occupazione e al reddito dei cittadini, beh, il problema “Ruby” non è cosa politica. Si è già speso troppo tempo e inchiostro per le vicende private di Silvio.

venerdì 22 febbraio 2013

Roma, con passione a S. Giovanni come ai tempi di Berlinguer


Data l'area di una piazza, quante persone possono essere collocate in un metro quadrato?

aore12
ci sarà anche Adriano?
Se raffrontiamo l'area in questione a quella di piazza S. Giovanni in Roma, cioè 42.700 mq e parliamo sempre di distanze certe, immutabili, il calcolo sarebbe matematicamente corretto. Ma trattandosi di persone che si muovono e si mettono una sulle spalle dell'altro, tentare una stima scientifica è un'impresa complicata. Se a questo aggiungiamo anche le persone che potrebbero stare nella parte successiva della piazza, dietro Palazzo Laterano e giardini di viale Carlo Felice, si potrebbe ipotizzare un numero vicino a 700 mila presenze. Contro i 256mila che potrebbero essere contenuti nei 42.700 metri quadrati di piazza San Giovanni.

E se aggiungiamo le piazze collegate via streaming?
Stasera ci sarà da ridere nell'ascoltare il balletto dei numeri sciorinati dai tg e dai canali accreditati che osservano lo tsunami tour di Beppe Grillo.

Spettacolo e numeri a parte, oggi alle 18 sarà testimoniata, e sotto gli occhi di chi vuol vedere sul proprio pc, l'insofferenza di un popolo nei confronti della cattiva politica che straccia e modifica la Costituzione in base alle proprie esigenze di bottega.

Per amor del vero c'è da dire che non tutti i vecchi della politica si sono macchiati dell'infamia che leggiamo sulla cronaca e che anzi hanno combattuto il malaffare e i furbi. Ma di questo parleremo più avanti. In un altro post. Anche per dire che non c'è odio in chi si impegna in politica. ma passione!  Sentimento che ha guidato le masse in corteo nella storica piazza che fu teatro attento anche delle ultime parole di Enrico Berlinguer

venerdì 16 novembre 2012

Cancellieri, guardiamo i fatti da più angolazioni

Ha ragione la Cancellieri quando dice di guardare ai fatti da più angolazioni ma ha dimenticato di affermare un concetto semplice e cioè che le forze dell'ordine non sono pagate e addestrate per picchiare di brutto ma appunto per tutelare l'ordine sociale laddove necessita. E nelle riprese viste su internet e su “servizio pubblico” di ieri si è vista la tracotanza dei poliziotti che inseguivano minacciosi dei ragazzini liceali. Un poliziotto li ha inseguiti col petto in fuori e manganello in mano. Li ha rincorsi fino ad una scaletta laterale del lungotevere. Ha dato un calcio rabbioso alla transenna e urlato qualcosa di irripetibile. Insomma, chi di dovere avrebbero potuto, se voluto, evitare quelle scene di violenza inflitta a persone armate di slogan e fervore civico.

giovedì 15 novembre 2012

vecchi e giovani contro i tagli europei

Bamboccioni, dipende. Choosy, non saprei. Coglioni, forse. Patetici, sicuro!


Come definire un gruppo di ragazzi che si mette alla testa di un corteo e scimmiotta quanto letto nei testi di storia?
Vuoi mettere una testuggine di cartoni contro scudi e manganelli per giunta in mano a gente addestrata?
Ma questa è l'età in cui si fanno le cazzate. Vuoi per passione condita con abbondante inesperienza. Vuoi per i condizionamenti ambientali legati all'incertezza del momento: una miriade di situazioni propri dell'età, che ci possono anche stare e che compongono il famigerato bagaglio di esperienze del quale andiamo fieri.

Dopo l'età delle cazzate i capelli cadono insieme alle speranze e, se tutto va bene, dopo essersi rotto il culo con qualche lavoro malpagato arriva l'età della saggezza (si fa per dire). Un'età in cui si dovrebbe stare tranquilli, in panciolle e al massimo, ma proprio al massimo, sentire il brivido lungo la schiena al parco giochi quando il nipotino o la nipotina scende a pancia in giù dallo scivolo grande.
E invece no!
La politica dei tagli riporta nuovamente in piazza i ragazzi del 68. brutti, flaccidi, senza capelli né denti. Alcuni esodati senza pensione o con pensioni da fame.
Almeno gli ex ragazzi del sessantotto possono essere “ciusy” storcere il naso e detestare chi ancora li induce a dimostrare il proprio malessere in piazza?

mercoledì 14 novembre 2012

Roma, contro l'austerity, scontri e feriti

MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA

CONTRO LA POLITICA DEL RIGORE 

Alta tensione nelle piazze di varie città italiane.
Le manifestazioni contro le politiche di austerity messe in atto dal governo sono degenerate. A Torino tre poliziotti sono stati feriti. Il più grave, accerchiato e aggredito da autonomi, è ora ricoverato in ospedale.

Scene di panico e terrore anche a Roma, sul lungotevere. Manifestanti caricati e malmenati dalla polizia dopo che la testa del corteo si è chiusa a testuggine. Prima della carica alcuni scoppi hanno fatto tremare e intossicato l'aria oltre le fila della polizia e tra i cittadini ai lati della strada.





lunedì 10 settembre 2012

Sulcis, un giorno amaro per i lavoratori

Roma, momenti di tensione durante la manifestazione
dei lavoratori Sulcis.
Una classe politica che non riesce a creare lavoro e non sa mantenere quello esistente è una classe di uomini e donne da estromettere nell'immediatezza.

Un uomo che guida un partito e che per avere visibilità parla delle imminenti elezioni tirando per la giacchetta Monti è un fanfarone non all'altezza del ruolo che ricopre.

Quanti additano gli esasperati, i nuovi poveri, i senza lavoro, i cassintegrati di populismo e antipolitica e non fanno nulla per ripristinare il confronto dialettico sono dei demagoghi pericolosi.

Non si può più parlare di Europa e dei paesi dell'eurozona continuando a nascondere il morbo della povertà che sta assediando intere aree geografiche.
Sardegna. Calabria. L'intero sud è allo stremo. Lo dimostrano gl'innumerevoli cartelli “vendesi” affissi ogni dove, ma anche il calo delle vendite delle auto, dei beni di secondaria necessità che facevano mercato e sostenevano l'economia, i supermercati semivuoti, le strade e i negozi deserti.

Insomma, con uno scenario apocalittico degno del miglior film di fanatascienza sulla fine della civiltà i nostri politici che fanno?
Si struggono per cercare alternative? Creano o propongono cooperative o associazionismi di vario genere tra le maestranze delle miniere sarde per allungare la vita delle fabbriche e mantenere il lavoro?
No! loro sperano in qualche imprenditore straniero e mentre aspettano il furbo avventuriero (le fabbriche appena fallite o chiuse o delocalizzate dopo avere preso i soldi dello Stato italiano lo testimoniano) non sanno fare altro che sparare contro Grillo e i disperati che non riescono a campare, crescere i figli e mantenere la dignità nel e col lavoro.

Fa rabbia vedere lavoratori coi capelli bianchi piangere mentre loro, i politici di lungo corso, continuano a farneticare. È giunto il momento di licenziare loro, i politici che non hanno saputo amministrare la democrazia, la cultura dello sviluppo del lavoro e, di contro, sono bravissimi nel dire cazzate, mettere cordoni di poliziotti  a loro difesa e lasciare morire l'ultima speranza dei lavoratori.

giovedì 20 ottobre 2011

Scopelliti: -feste e +sociale!


Quando si parla di disagio!
Su via Lucrezia della Valle davanti all’assessorato al lavoro della regione Calabria una cinquantina di persone silenziose sono ferme ai margini della strada.. Su entrambe le corsie gli striscioni appesi ai guard rail parlano per loro, le scritte in rosso urlano il disagio e la rabbia per il mancato diritto al lavoro: 250 famiglie sul lastrico! Scopelliti – feste + sociale! 50 operatori in cassa integrazione! Insomma un’altra manifestazione per la perdita del lavoro.
Sono gli operatori sanitari di strutture private che operano con persone con disabilità; persone ammalate che se private dell’assistenza adeguata rischiano grosso perché non autosufficienti.
Dal canto loro, gli operatori, denunciano da diverso tempo l’abbandono del welfare nelle politiche sociali e nell’agenda politica regionale.
Lo stato sociale, per l’attuale governo regionale, è un problema di bilancio come lo è la sanità! Salvo poi spendere allegramente milioni per le feste reggine o per la gara di miss Italia nel mondo sempre, vedi caso a Reggio Calabria…
Nel frattempo 50 operatori sono messi in cassa integrazione per mancanza di soldi e insolvenze regionali.

“I dipendenti di Fondazione Betania, si legge in una nota, insieme ai lavoratori di altre strutture sociosanitarie della provincia di Catanzaro manifestano per rivendicare un'adeguata attenzione degli organismi preposti e l'erogazione degli stipendi maturati, perchè senza reddito da mesi con le famiglie da mantenere, nel contesto generale, denunciano veri drammi familiari. Per questo chiedono risposte precise alle Aziende, all'assessorato regionale alla salute e alle politiche sociali con assunzioni di responsabilità serie. Basta coi rimpalli!”
Questa la situazione a Catanzaro, sul fronte lavoro e, cosa di non poco conto, l'assistenza ai più deboli.

domenica 16 ottobre 2011

violenza a Roma, infiltrati tra gli Indignati

La sporcizia mentale che condiziona le azioni umane, ancora una volta tenta d’insozzare le giuste istanze degli indignati giunti a Roma col preciso intento di dire BASTA alla cattiva politica asservita alla lobby mondiale dell’alta finanza.

BASTA al sistema economico politico che affama bambini del terzo mondo e quelli del nuovo mondo educato al consumismo e allo scialacquio.

Avrebbe dovuto essere una marcia di protesta pacifica che, ancora una volta sarebbe stata ignorata dai dirigenti politici italiani ma non dai mass media.

Tra gli indignati, esasperati dalla situazione di stallo creatasi nel governo e di conseguenza nella società produttrice di idee, proposte e ipotetici impegni di lavoro, si sono infiltrati ragazzi incappucciati.
Gente incazzata, questi ipotetici black bloc, forse perché pagano in prima persona le ingiustizie prodotte dagli uomini di potere o perché esasperati dalla tracotanza con la quale presentano il conto ai cittadini; mandati da qualche ideologo, o peggio, prezzolati da qualcuno che ha interesse a far degenerare la protesta, sentita e organizzata dagli indignati del mondo. La loro rabbia si scarica sulle vetrine delle banche.
Prende di mira le caserme e le forze dell’ordine. Infiamma macchine parcheggiate di gente che probabilmente piangerà per la perdita di un bene che dovrà comunque continuare a pagare senza averne nessuna utilità.
È vero! Questa classe dirigente non è degna di guidare niente e nessuno! Deve essere estromessa democraticamente da una concezione mentale che presta attenzione alla Politica, ai Cittadini, all'ambiente.

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