Visualizzazione dei post con l'etichetta cultura del lavoro
Siamo lontani anni luce dall'epoca del boom economico ; dalle utilitarie delle case automobilistiche che si contendevano il mercato a colpi di innovazioni meccaniche, stilistiche e omaggi all'acquirente. Tappetini inclusi ma senza vernice metallizzata, cerchi in lega. Negli anni dell'industrializzazione il climatizzatore ancora non esisteva nell'offerta delle automobili. Una 500 costava poco. Relativamente poco. Persino i redditi bassi potevano sognare di essere alla guida di una spartana renault, una citroen, una fiat!, quindi una diana, una bianchina o una cinquecento. Insomma con 7/8 salari mensili o stipendi dal valore di 80milalire si poteva comprare una cinquecento dal valore di 500/600 mila lire. Il prodotto industriale tirava e attraeva. Quasi tutti potevano appropriarsene anche facendo ricorso alle cambiali firmate all'atto della stipula del contratto di compravendita della macchina. Parlare oggi dell'acquisto di una macchina è u...
Ragioniamo su una questione semplice: se il lavoro mi ammazza a che mi serve? Da qualche giorno assistiamo alla guerriglia verbale tra chi vuole fare ripartire la produzione e chi, più cautamente, dice di aspettare. Alcuni dicono di tutelare il lavoro per evitare una catastrofe economica immane e irreversibile per le economie nazionali e mondiali. Non ho nozioni o studi adeguati in merito, però una cosa, a mio avviso, è certa: se il lavoro inteso quale fonte di guadagno privato dagli attenti analisti economici uccide o mette in discussione la salute delle maestranze, il lavoro stesso è una potenziale bomba umanitaria forse peggio dell'atomica. Possiamo fare con esattezza matematica l'assioma tra l'ex ilva di Taranto e i tumori che l'inquinamento atmosferico provocava nell'interland tarantino fino a dove arrivavano le polveri inquinanti degli altiforni. A Taranto non si è guardato alla salute pubblica che include lavoratori e ambiente circost...
QUESTIONE SOCIALE... qualcuno se la ricorda solo oggi. manifesto: quanto è lontana la politica dalla realtà?
Europa, urge rivedere la cultura del mercato del lavoro Un operaio fiat in Serbia guadagna 300 euro al mese! Così a detto Tabacci (uno dei magnifici 5 contendenti delle primarie del centro sinistra) durante la trasmissione di Ballarò, in riferimento alla crisi del lavoro in Italia che, secondo lui, dovrebbe essere rapportata all'Europa e non circoscritta entro i confini nazionali. Di contro, essere alla guida della Fiat ha fruttato a Marchionne circa 17 milioni di euro, per quanto riguarda l'anno scorso, cifra che richiama le retribuzioni dei top manager e che si può contabilizzare così: una quota fissa pari a 2,24 milioni di euro, 12 milioni per le stock grant e le stock option, vale a dire le azioni della società cedute gratuitamente e periodicamente ai dipendenti di alto livello. A questi importi si aggiungono altri 2,55 milioni entrati nelle tasche di Marchionne perché presidente di Fiat Industial, società del Lingotto che opera nel settore dei camion e dei mezzi ag...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
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A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.