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CAROSELLO

Catanzaro, la Dulbecco al Pugliese

 Di Sabatino Nicola Ventura  LA DULBECCO A CATANZARO IN UN NON SISTEMA SANITARIO Nei prossimi giorni, con un ritardo politico/amministrativo incolmabile, il Consiglio Comunale di Catanzaro discuterà, improvvisando sicuramente molto, di sanità; ma è più corretto dire della ubicazione di u, eventuale, nuovo ospedale sul territorio comunale.

AOU R. DULBECCO, Governare il mutamento

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  La nascita dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria (AOU) "Renato Dulbecco" di Catanzaro rappresenta uno dei più importanti progetti di riorganizzazione sanitaria nel Mezzogiorno. Il processo ha portato alla creazione di un colosso sanitario da oltre 850 posti letto e un fatturato stimato in centinaia di milioni di euro, unendo le forze dell'assistenza sul territorio con quelle della ricerca scientifica.

Calabria, emergenza sanità

 "editoriale" Sanità al collasso: se il medico si ammala …   Un   frammento di realtà, una riflessione sullo stato della sanità pubblica.   Quando la sanità pubblica si scusa e rimanda a data dadestinarsi.

Calabria, sanità tra il dire e il fare

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  Capita anche questo. In Calabria!   Ama il prossimo tuo come te stesso. Che tradotto significa: cura la tua persona, abbi cura di te a 360°, non solo nell’aspetto fisico ma anche nell’anima, nella mente così da poter cogliere le esigenze dell’altro, di chi ti sta vicino, di chi necessita delle attenzioni altrui perché impossibilitato e versa in una condizione di sofferenza fisica e psicologica.

Il taxi social di Occhiuto

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    Riflessione sulle aree interne e sui disagi legati all'isolamento geografico dei pazienti calabresi.   Il taxi sociale e la sfida delle aree interne: se curarsi in Calabria diventa un'odissea.   L’iniziativa di Occhiuto intercetta il dramma dei pendolari della salute. Per battere la carenza di trasporti e l'isolamento urbano serve però un impegno coraggioso: estendere il servizio a tutti i malati delle zone periferiche.   LA SALUTE NON HA PATENTE E NON HA PORTAFOGLIO - Appello al presidente   Occhiuto sul taxi sociale e altro ancora: tra borghi isolati, trappole urbane e l'inferno delle liste d'attesa, la sanità si garantisce difendendo chi non può permettersi di pagare.

Ricetta rossa e bianca, differenze

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  “tutela   del cittadino e impatto economico sulle famiglie. Una panoramica sulle storture del sistema sanitario nazionale.”   IL DIRITTO ALLA SALUTE E’ UN LUSSO PER POCHI.   Il paradosso delle liste d’attesa e delle esenzioni inutili: viaggio nelle storture di un Servizio Sanitario Nazionale che discrimina chi non può pagare.

Calabria, sanità: stamu mbrazza a Maria

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  “Curarsi è diventato un privilegio . Da quando la sanità pubblica è passata in mano ai mercanti tutto è diventato più difficile. Non interessa sapere i meccanismi che ostacolano la disfunzione. Al cittadino e paziente affetto da problemi economici dalle condizioni di salute cagionevoli, ai pensionati, che sono la maggior parte degli utenti, ai disoccupati e occupati sottopagati interessa non “stare a pregare e affidarsi a Maria” come si dice in gergo “stamu mbrazza a Maria”: ci affidiamo alla Mamma Celeste, Maria. Siamo caduti dalla padella nella brace! Da quando si è operata la scelta politica di rivoluzionare il sistema gli unici ad avere benefici e trarre i massimi guadagni sono le strutture pubbliche e private che operano in convenzione, visite e analisi intramoenia. Anche i farmaci sono impossibili da gestire tra fascia A e ticket. “  

La nuova sanità nasce da un gesto

  La carezza che non si dà per pudore ma che si divrebbe:  quando i giovani salvano la sanità con un sorriso   Una scena normale, quasi insignificante ma che vale più delle terapie prescritte dagli esperti, è quanto accaduto nell’ospedale di Catanzaro. E che diventa epifania quando l’empatia sopperisce alla competenza, perché la dolcezza è cura! e la nuova generazione diventa la promessa di una sanità finalmente umana.  

Finalmente

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    La buona sanità che scalda il cuore. E la forza Mistica di fratel Cosimo.    Tra la professionalità del Pronto Soccorso di Catanzaro e la forza della fede: il racconto di una guarigione inaspettata.

Commozione da social

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di Franco Cimino.   IL PAESE, IL NOSTRO, CHE PIANGE CON UN OCCHIO SOLO LA MORTE DEI BAMBINI . L’Italia ha pianto. Per un’intera settimana. Tutta l’Italia. Quella delle casalinghe e delle persone normali. Quella della informazione pubblica e privata. L’Italia della cultura e l’Italia della politica. Del governo e del potere. Attaccata ai social e alle televisioni, non ha perso una parola e un minuto delle notizie che arrivavano dall’ospedale di Napoli, il più importante del Sud, sullo sfortunato bambino, ucciso dalla mala sanità. Aveva due anni e mezzo e un cuore ballerino.  Aveva la speranza e un futuro quasi assicurato, se quella speranza avesse incontrato la buona volontà degli uomini di buona volontà. L’avrebbe salvato un cuore nuovo, che nelle mani di quella sanità è diventato più vecchio e malato del suo, che urgeva essere sostituito. L’hanno chiamato il muscolo bruciato. E da quel mattoncino di ghiaccio che in altre situazioni salva e custodisce organi e speranze. ...

Sanità in fuga: ecco perché i calabresi scappano

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   Esodo sanitario dalla Calabria: una mattina alla Dulbecco di Catanzaro Ore 10:30. Mi accomodo in sala d’attesa del reparto di diabetologia dell’ospedale “Renato Dulbecco” di Catanzaro. In realtà, più che una sala, è un corridoio. Le sedie sono allineate lungo le pareti, occupate da pazienti di ogni età, alcuni accompagnati, altri soli. Sul lato opposto, due imbianchini tinteggiano il muro con cura. L’odore di pittura è sorprendentemente gradevole, quasi anestetico. Non rimane che attendere il proprio turno. Una sola dottoressa in servizio. Una. Per un’intera popolazione di pazienti affetti da diabete, una patologia cronica che richiede monitoraggio costante, attenzione, empatia. Eppure, eccoci qui: in fila, in silenzio, con santa pazienza. Ogni visita dura mediamente 20/30 minuti. Fate due conti. Il tempo scorre, ma le esigenze non si fermano. Nel frattempo, per spezzare l’attesa, mi concedo un caffè al bar dell’ospedale e una ciambella per i bambini. Piccoli gesti p...

Catanzaro, Ospedale Dulbecco: cronaca di un’attesa civile

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  Editoriale per Aore12 Catanzaro, ottobre 2025 Nel corridoio spento dell’ospedale, una metafora civile Ci sono giorni in cui la realtà si presenta senza trucco, senza scenografie, senza retorica. Ieri, all’ospedale “Dulbecco” di Catanzaro, un blackout ha spento i terminali e acceso una scena che pareva uscita da un teatro dell’assurdo: pazienti in attesa, operatori muti, corridoi pieni di corpi e domande. Nessuna accettazione, nessuna vidimazione, nessuna risposta. Solo monosillabi e inviti a “fare denuncia”. Eppure, in quel tempo sospeso, qualcosa si è rivelato. Non solo l’inefficienza di un sistema che si paralizza al primo guasto, ma la fragilità di una società che ha delegato la cura al digitale, dimenticando che la sofferenza è analogica, carnale, urgente. La scena come specchio Il blackout non è stato solo tecnico. È stato simbolico. Ha mostrato quanto poco basti per trasformare un luogo di cura in un luogo di attesa. E quanto l’attesa, se non accompagnata da parola e...

Calabria, dove curarsi è utopia

  In Calabria, curarsi è spesso un percorso a ostacoli. Le liste d’attesa per visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici sono talmente lunghe da scoraggiare chiunque, e la sanità pubblica, già fragile, sembra incapace di garantire tempi accettabili. Di fronte a questa paralisi, molti cittadini si vedono costretti a rivolgersi alla sanità privata, pagando di tasca propria ciò che dovrebbe essere un diritto garantito.

Diritto alla salute e alle cure

  Diciamo in Calabria: Mentra u mmedicu studijia u malatu s’ind’a và! E cioè: mentre il medico studia il paziente muore! Però, abbiamo la primogenitura dell’informatizzazione sanitaria!

Sanità, specialisti di prim'ordine in Calabria

 Possibile che per curarsi si debba necessariamente andate oltre i confini regionali?

MORIRE DI SANITA' IN CALABRIA

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A proposito di sanità. Tra burocrazie e famelicità sparse ... Se pensiamo che fino a qualche anno addietro tutti , ma proprio tutti avevamo la possibilità di curarci ed essere all’occorrenza “ricoverati in ospedale” per gli accertamenti del caso. Una questione squisitamente sociale voluta dalla nostra bellissima Carta della Costituzione e messa in atto dalla volontà politica della tanto bistrattata prima repubblica.

Un giorno da paziente

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 Qualità della vita. Diritto alla salute. Cure mediche. Aspettative di vita. Tematiche sviluppate nel tempo con la dovuta attenzione e in sintonia con le linee guida del welfare. Stili di pensiero socializzanti alimentati dalla passione politica intesa come azione di servizio gratuito per i cittadini affetti da bisogni primari.

Fine vita e altre considerazioni

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  Tra sacro e profano. Scienza e fenomeni Imponderabili. Malati terminali. Accanimento terapeutico, cure palliative e fine vita. La Toscana è la prima regione italiana in cui è possibile decidere cosa fare degli ultimi giorni della propria vita in caso di malattie che non lasciano scampo. Mi sono chiesto da sempre: meglio soffrire, ostaggio di una condizione svilente e dolorosa, vittima di una situazione irreversibile che porta ammalati e congiunti alla disperazione oppure farla finita appena inizia il declino? Emotivamente, ancorati saldamente alla vita terrena, tutti vorremo essere toccati dalla miracolosità del Divino. I siti del miracolo sono sempre affollati da persone questuanti. Chiedono preghiere per loro stessi o per i familiari e amici colpiti dalle malattie. Gente che mestamente pregano a voce alta e altri, più sommessamente, sussurrano parole di fede.

U dispenzariu e Catanzaru

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 Duva fhusti? E nenta, non stissi tanto bonu. Avia u fjiatu curtu e eppi a stara a lu dispenzariu.

Sanità e diritti dei cittadini

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  Migrazioni. Vi sono diverse forme migratorie. E gli esseri viventi le praticano per vivere o sopravvivere. Le migrazioni sanitarie, da quando il servizio nazionale instituito per salvaguardare tutti da patologie connaturate alla vita stessa è stato “lottizzato e privatizzato”, sono diventate una necessità. Si dice che le aspettative di vita siano aumentate, ed è vero! La ricerca ha fatto passi da gigante ed è riuscita a debellare malattie virulente, mortali fino a qualche decennio addietro.

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Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

ARTISTI IN CALABRIA

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La creatività è femmina

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