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SERGIO MATTARELLA E QUELLA GRAZIA IMPRUDENTE Chi mi conosce sa che rispetto tutti i Presidenti della Repubblica. Tutti. Anche quelli verso i quali non ho avuto particolare stima. Li rispetto per l’educazione che ho ricevuto, nella quale il rispetto delle istituzioni coincide con quello delle persone che le rappresentano. È da questo rispetto che si distingue chi è civile da chi non lo è, chi è democratico da chi democratico non è.
DA UNA FESTA ALL’ALTRA: LA REPUBBLICA E IL CATANZARO, COSA RESTA? Sta passando, o forse è già passata, la Festa della Repubblica per gli italiani sinceramente democratici. Sta invece lentamente terminando la festa dei tifosi del Catanzaro, sinceri e appassionati anch’essi.
“DE E DE”, UNA PREPOSIZIONE CHE POTREBBE DIRE DI ERRI E FRANCESCO, OGGI, DUE GRANDI SEMPRE…! Ehi ragazzi, diamoci una calmata. Non trasformiamo ogni cosa in un campo di battaglia dove scaricare frustrazioni e aggressività che si muovono dentro di noi come piccoli demoni quotidiani.
NOI SIAMO FINALMENTE CATANZARO, NON SOLO IL CATANZARO. DALL’IMPRESA SPORTIVA POSSIAMO ESSERE LA CALABRIA INTERA La città è avvolta da un silenzio che non fa male. Non è quello del sabato dopo cinque giorni di traffico e di rumori assordanti, compreso quello festoso degli studenti che escono da scuola correndo. Non è neppure quello delle domeniche d’estate o dei giorni particolari di Ferragosto e Pasquetta.
IL CATANZARO DEL SOGNO CHE NON FINISCE E DI UN PRESIDENTE BELLO COME LA SQUADRA CHE HA COSTRUITO…
-è successo ancora- Il regno vegetale dell’ego Ci sono stagioni, nella vita pubblica, in cui il paesaggio umano sembra trasformarsi in un orto di creature smarrite. Non uomini, non artisti, non pensatori: ma vegetali ambiziosi, piante che aspirano a diventare monumenti. Prendiamo il cavolfiore che, specchiandosi nell’acqua ferma, si illude di essere una quercia. Non è un’allegoria: è un ritratto. E come tutti i ritratti ben riusciti, non lusinga.
OGGI È MORTO ALDO MORO. E NON LO PIANGE NESSUNO… Aldo Moro è morto. Oggi. Stamattina. Nell’ora che separa la notte profonda dall’inizio dell’alba. È morto quarantotto anni dopo la sua crudele esecuzione da parte delle Brigate Rosse.
I decreti del governo Meloni, nel corso della legislatura, si sono caratterizzati per un uso frequente e intenso della decretazione d'urgenza. Al luglio 2025, sono stati varati oltre 100 decreti legge in meno di due anni (in media uno ogni 9-10 giorni), un ritmo paragonabile o superiore a quello dei precedenti esecutivi, inclusi quelli in gestione pandemica.
Dopo il voto: tra trionfalismi prematuri e il lavoro che davvero serve La tentazione di esultare è forte, ma la credibilità politica si costruisce lontano dai riflettori: con proposte concrete, linguaggio misurato e un ascolto reale dei cittadini.
Oltre la retorica del “referendum sulla giustizia”: cosa resta dopo il rumore Tra accuse incrociate e narrazioni distorte, il dibattito post ‑ referendario rivela un problema pi ù profondo: la distanza crescente tra istituzioni, verit à dei fatti e responsabilit à verso i cittadini.
IL POPOLO. Il popolo non è una combinazione di consonanti e lettere astratte. Il popolo è un insieme di coscienze, teste pensanti che all’occorrenza muovono nel senso giusto le azioni. Oggi i cittadini si sono espressi. Oltre il 57% ha detto NO al referendum voluto dalla Meloni e dal suo governo. Ma pare che la meloni ancora non abbia inteso come ci si debba comportare con il Paese. Rilascia dichiarazioni spot. E non intende rivedere l’atteggiamento arrogante che manifesta contro una parte degli italiani da lei ritenuti “nemici”. Il popolo ha decretato una linea democratica oltre la quale non è consentito a nessuno di calpestarne i diritti sanciti dalla Costituzione. È assurdo sentire, a caldo, le risposte dei favorevoli al Sì, tra comitati e politici, ministri e sottosegretari, tutto sommato danno la colpa agli elettori perché non hanno compreso il vero fine della legge. Difronte a simili scempiaggini si rimane di sasso! A voler essere buoni e concedere una pur minima perc...
NON HO CAPITO NIENTE E HO COMPRESO TUTTO… di Franco Cimino Questo è il momento della scelta. È il momento delle decisioni, della responsabilità, ma anche del coraggio di sostenerle e praticarle. Non ricordo, nella mia pur fragile memoria, una fase più drammatica di quella che il nostro Paese sta vivendo in questa strana contemporaneità. Una fase grave non solo perché siamo pienamente coinvolti nelle grandi tragedie globali — la fame e le guerre — e nelle loro cause profonde, ma anche perché, a differenza degli anni Settanta, oggi manca quasi del tutto la politica. E con essa sono scomparse le grandi culture politiche che, tra Ottocento e Novecento, pur nella pluralità delle posizioni, seppero costruire un pensiero nazionale forte e una democrazia originale e solida. Questa fase, che potrebbe essere definita come un tempo di “astenia morale”, è segnata da un’angosciosa necessità di domandare e da un altrettanto coraggioso bisogno di rispondere: dove è arrivata la democrazia ...
Di Franco Cimino Siamo uno strano Paese, per quelle contraddizioni — a volte anche estreme — che manifestiamo quando passiamo dall’angelismo al diavolismo, se mi è consentita questa licenza espressiva. Ci commuoviamo facilmente dinanzi alle sofferenze altrui e altrettanto facilmente le dimentichiamo. Abbiamo sempre bisogno di un Dio che ci protegga e ci soccorra nei momenti di difficoltà; da qui l’ottimismo che caratterizza gli italiani. Ma, nel frattempo, abbiamo anche bisogno di un nemico, qualcuno o qualcosa da odiare e contro cui prendersela quando le cose vanno male. Oppure, semplicemente per scaricare quel nostro istintivo bisogno di divisione e di contrapposizione. Si sta da una parte o dall’altra, perché nel mezzo — antica nostra caratteristica — non conviene più stare. Non dà utili, e quelli che vi restano sono sempre di meno. In questa legge dei contrasti troviamo la contrapposizione dei giudizi anche su uno stesso fatto e addirittura sulla stessa persona. Specialm...
A proposito di cultura: Non so se c'è da restare basiti oppure passare oltre alla provocazione, perché senz’altro di questo si tratta! Di una banalissima e perciò insignificante provocazione di qualche presunto “intellettuale” convito che il suo nozionismo possa favorire la cultura collettiva o più miseramente concimare miseri orticelli. Ho tempo da perdere proficuamente, sempre! E quindi spendo qualche minuto per dire no a quanti vogliono farsi pagare al pari di una “meretrice” = come scrive testualmente nel messaggio affidato ai social il presunto personaggio in questione. E dico NO convintamente alla sua richiesta mercificatoria del sapere. Non sono mai andato a “puttane” per il semplice motivo che non amo la merce effimera a pagamento. Pretendo l’anima delle cose e ancor a di più l’intelletto delle persone con cui interagisco. Capisco perfettamente il senso di fastidio in chi contesta tali atteggiamenti. C’è una differenza abissale tra chi vive di cultura e chi tenta...
di Franco Cimino. FACCIAMO LA GUERRA ALLA GUERRA. E BATTIAMO TUTTI QUEI SIGNOROTTI CHE LA IMPONGONO… Io so come far cessare la guerra. Le guerre. Queste guerre. Questa guerra, la più antica di tutte. La farei cessare tagliandole le unghie. Perché le mani non mi riuscirebbe mai. E neppure la testa. La guerra è come quei mostri della mitologia o della fantascienza: una creatura con cento teste e trecento mani. E se anche gliele tagliassi tutte, ne produrrebbe altre cento e altre trecento. Questo non significa che la guerra non possa essere sconfitta. E cancellata. No, questo no. Per quanto male contenga, per quanta cattiveria la ispiri e la sostanzi, resta sempre un fatto umano. E, come tale, può essere sconfitta. Ma il tempo che ci vorrà sarà ancora molto lungo. Poiché l’unica forza davvero invincibile che può cancellarla è l’Amore, con la maiuscola. L’amore non soltanto come sentimento degli uomini, ma come forza che agisce nelle relazioni umane, nel rapporto degli esseri um...
Un’analisi cruda che tocca i nervi scoperti di una geopolitica che sembra aver smarrito la bussola della diplomazia per affidarsi esclusivamente al linguaggio della forza. La seguente riflessione evidenzia come la percezione dei cittadini sia spesso distante dalle scelte di "realpolitik" compiute dai leader. L’OMBRA DEL FUNGO SULLA SCACCHIERA DEL MONDO. Tra il bluff nucleare e l’arroganza dei leader, il Medioriente trascina il pianeta verso il punto di non ritorno: la fine della diplomazia e l’inizio del caos globale. Non è più un azzardo, né una suggestione da romanzieri distopici: l’odore di un conflitto mondiale aleggia nell’aria, pesante come il piombo che cade sui civili. Quella cui assistiamo, non è una crisi passeggera, ma il risultato di una mentalità che definire "bacata" è quasi un eufemismo. È l'arroganza di chi, seduto su poltrone di velluto a Washington o a Gerusalemme, agisce ignorando il mandato di chi li ha eletti e il buonsenso di una so...
Il Board of Peace e il peso del pane: la scommessa di Washington vista con gli occhi di chi vive nelle macerie di Gaza. Mentre la diplomazia internazionale disegna nuovi assetti a Palazzo Chigi e Washington, per i palestinesi della Striscia il successo del piano Trump non si misurerà sui protocolli di sicurezza, ma sulla capacità di restituire dignità e sovranità a un popolo stremato da decenni di conflitto.
Tra il dogma della terzietà e l’incognita dell’indipendenza: il referendum di marzo mette a nudo il paradosso di una riforma che separa le carriere dei magistrati ma lascia intatto l’habitat dei tribunali. Se il problema è la "vicinanza" culturale, basta dividere i concorsi per garantire un giudice davvero imparziale o si rischia solo di consegnare il PM al controllo della politica? Si o no al referendum di marzo? Tutti ne parlano ma forse è bene fare il punto sfrondando da inutili cirri mentali il problema, perché di un problema si tratta, e non è cosa di poco conto visto che riguarda la modifica della Carta.
Tra hacking digitale e manovre di Palazzo: la città di Catanzaro stretta nella morsa di due insidie parallele. TRAPPOLE VIRTUALI E AGGUATI REALI: IL DOPPIO ASSEDIO A CATANZARO. INCIPIT, (neccessario) per comprendere la deriva in cui è costretto "chi vive ai margini". Qual è il confine sottile che separa un’aggressione digitale da una manovra di potere? Nelle ultime ore gli account dei devices sono stati inondati da due messaggi diversi, ma entrambi allarmanti. Da un lato, il virus della "ballerina" su WhatsApp : un vocale della Polizia Postale che avverte del rischio di clonazione dei contatti e furto d’identità. Dall’altro, la notizia di un agguato politico in piena regola : la raccolta firme per far cadere il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita . Se la truffa web punta a svuotare le rubriche, l’operazione a Palazzo de Nobili sembra mirare a svuotare il Comune della sua attuale guida, orchestrata da quella solita "combricola" di volti...
La suora che fa il tifo (e non per chi pensi). Un intervento televisivo che doveva essere neutrale si trasforma in un curioso spot politico involontario, con una religiosa che cita Berlusconi parlando di satira e Sanremo.
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.