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IL PREDATORE

  L’individuo è un essere indecifrabile nell’immediato. Ha sempre qualche mira nascosta dietro ogni sua azione. Non penso all’individuo evoluto, cresciuto con una certa etica e morale. Mi riferisco ai predatori. E di questi soggetti abbiamo già avuto esperienza. In tv le televendita proliferano di soggetti che pratica questo mestiere con un minimo di onestà ma ce ne sono stati alcuni che hanno forzato la mano e abusato delle debolezze umane. Cartomanti. Presunte maghe. Gente di ogni specie che fanno intendere di poter penetrare il futuro. Streghe che lanciano il malocchio. E venditori innocui che cavalcano moderatamente le paure. Negli ultimi anni c’è un venditore che sta seminando il panico a livelli esagerati. Uno che vende armi. Incita alla paura e innesca guerre. Fomenta popoli non per amore della libertà e della democrazia ma per poter vendere armi. Un demone dell’apocalisse uscito dagli incubi peggiori…  

Io, Pascoli e la mia allegra infanzia (rovinata)

  Pascoli, Zvanì e quella malinconia che non ti molla mai”. Dal banco di scuola alla tv di ieri sera: tra poesie che graffiano l’anima e un biopic un po’ troppo zuccheroso, il mio rapporto complicato con il poeta più nostalgico d’Italia.

Catanzaro, dentro e fuori le mura

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  Uscire dalla città è un’impresa specialmente quando i lavori nell’arteria principale di entrata e uscita è interessata dai lavori di manutenzione. Il ponte Morandi sovrasta la vallata del fiume torrentizio e unisce i due lati opposti del nucleo urbano. Ho tempo per osservare. Il dirupo sotto via Carlo quinto è impervio e la vegetazione sembra essere la fautrice della conservazione. Le rocce sembrano friabili ad occhio nudo e pare davvero che le radici dei fichi d’india fungano da collante. E quella casetta, anzi i resti di quella che un tempo forse era una casa o molto più probabilmente un rifugio temporaneo per attrezzi e animali. Sta lì. Non si capisce come sia stato possibile   edificarla vista la ripidità del terreno.

La società del litigio permanente

Viviamo in un’epoca in cui ogni divergenza diventa un campo di battaglia. Le piattaforme che dovrebbero favorire il dialogo amplificano invece l’ostilità, trasformando opinioni in armi e cittadini in tifoserie. È un contagio silenzioso: l’arroganza del potere scende a cascata e si insinua nei nostri gesti quotidiani, fino a farci dimenticare che il dissenso non è una minaccia, ma una risorsa democratica.

Sabato sera, un gatto nero e ...

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  Una storia domestica di ordinaria, quasi, amministrazione.  Non è vero ma… Quando un gatto nero e un tubo "cinese"  decidono di mettersi d’accordo un sabato sera. Non ho mai creduto alla leggenda della sfortuna collegata al gatto nero che taglia la strada, così non do importanza e continuo nel mio senso di marcia senza deviare. Avrei potuto farlo, certo, lasciando a qualcun altro la jattura popolana, ma mi sembrava ridicolo. Eppure, quella sera, un filo di attenzione in più me lo sono concesso. Non si sa mai, mi sono detto: magari è un segnale gentile da qualche anima buona che mi guarda da lassù.

LA NUOVA GUERRA.

 QUELLA CONTRO I GIOVANI E LE DONNE CHE SI BATTONO PER LIBERARE L’IRAN. Di Franco Cimino  C’è un’altra guerra. Non prevedibile, ma attesa. Una guerra dura. Pericolosa. Si è accesa con un’esplosione apparentemente improvvisa, ma in realtà alimentata da una fiamma lunga molti anni, che ha camminato nel sottosuolo di una regione straordinariamente bella del pianeta. Una terra che, nell’era moderna, è stata, però, da sempre afflitta da governi che ne hanno turbato la bellezza, derubato la ricchezza, umiliato la sua bellissima popolazione, la quale, nel corso della lunga vita di quella terra, ha dato prova di intelligenza e di civiltà, promuovendo altre civiltà e creando ricchezze esclusive. Questa terra è l’Iran del vecchio imperatore Reza Pahlavi, costretto alla fuga dalla rivoluzione che il popolo fece per cacciarlo, consegnandola però nelle mani di altri imperatori, più totalitari e antidemocratici: gli ayatollah di una religione già di per sé assolutista e totalitaria, antimod...

Ova vacanthi e fhigghji d'oru

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 Un racconto che profuma di vita vera: ha ritmo, calore, ironia, e quel dialetto che non è solo lingua ma memoria. Funziona perché intreccia due fili — l’infanzia contadina e la saga familiare — senza perdere autenticità. È un pezzo che si legge con il sorriso e con un po’ di nostalgia. "L’ovu vacanti". L'uovo vuoto.  S torie di casa, ova vacanti e fhigghji d’oru. (Storie di casa, uova vuote e figli d'oro).  A casa nostra eravamo sette fratelli, e ognuno aveva il suo carattere, la sua voce, il suo posto a tavola. Ma uno, l’ultimu, aveva un posto speciale nel cuore di mamma: Umberto, ’Mbertu. Era il più piccolo, il più coccolato, quello che mamma guardava come si guarda una cosa fragile e preziosa.

dal 2009

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Chi siamo

Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria. Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati. Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni. Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante. Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale. Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise. Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza. Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare. Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola. Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.

Incontri: il blog aperto a tutti

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