Nessun Confine tra realtà e immaginazione nell'era dell'intelligenza artificiale. L'Eclissi dell'Oggettivo si manifesta nella realtà che si trasforma in Palinsesto Digitale con dei tap. Dalla fotografia, fin ora intesa come testimonianza immediata del reale si passa a piè pari nel virtuale creativo. Con la manipolazione digitale, o mixed media, sviluppiamo una nuova generazione dell'immaginario sovrapponendo e mescolando immagini dettate dal rispettivo fermento creativo mostriamo mondi ben definiti e in sintonia con il sentire soggettivo.
Parlare di povertà imposte significa attraversare un territorio dove le biografie individuali non bastano più a spiegare le cadute. Qui la povertà non nasce da un destino personale, ma da un disegno collettivo che si è fatto struttura: scelte politiche cieche che rinunciano a ridurre le disparità, l’assenza di un salario minimo che garantisca dignità, un welfare che si ritira come una marea stanca, lasciando scoperte intere generazioni. In questo paesaggio, la precarizzazione non è un incidente ma un modello, un metodo che regola il mercato del lavoro e definisce chi può vivere e chi deve arrangiarsi. È un sistema che favorisce pochi, mentre la tassazione regressiva schiaccia chi ha meno e una politica abitativa degna di questo nome sembra sempre rimandata, come se gli ultimi potessero attendere all’infinito. Così, la povertà non è più una condizione marginale: è una condizione prodotta, amministrata, distribuita. E riguarda tutti, anche quelli che ancora credono di esserne...
Inutile tentare di cambiare il mondo fisico: è un’illusione antica quanto l’uomo. Finché non si compirà una trasformazione interiore, i furbi continueranno a predicare un mondo migliore mentre, come recita un vecchio detto calabrese, «ciangianu i morti e fhuttanu i vivi». La società si muove entro regimi economici e culturali che raramente coincidono con la dottrina del fate bene fratelli, e le sovrastrutture mentali che ci educano tracciano confini che sembrano invalicabili. In questo scenario, la politica promette equità ma produce schieramenti, non comunità. Eppure una via esiste: quella indicata dai maestri di vita — da Seneca a Gesù, da Gandhi a Buddha — che hanno posto la trasformazione dell’individuo come premessa per ogni cambiamento collettivo.
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.