Domenico Teti, una presenza silente, costante
Mimmo, presente nelle pieghe del silenzio.
Ci sono presenze che non fanno rumore nemmeno quando se ne
vanno. Continuano a muoversi nelle pieghe del silenzio, come un’aria sottile
che non si vede ma si sente. Domenico, Mimmo Teti era così anche in vita:
discreto, attento, quasi laterale. E forse per questo oggi la sua assenza non è
un vuoto, ma una vibrazione.
Lo conobbi molti anni fa, in un tempo che non so più
collocare con precisione. Era già allora un uomo che non cercava di essere
altro da sé: medico per vocazione, pittore per necessità interiore. Dipingeva
come si respira, senza ostentazione, senza pretese. E continuava a frequentare
lo studio di Giovanni Marziano come si frequenta una sorgente: per restare
fedeli a qualcosa che ci ha formati.
L’ultima volta che l’ho visto è stata alla mia vernice del
2024. Poi qualche incontro casuale per strada, nei percorsi che condividiamo
senza accorgercene. Nulla che facesse presagire un addio. Ma gli addii, spesso,
non avvisano.
E stamane, una foto sul telefono di mia figlia apre uno scorcio temporale.
“Pa’, chi sono questi tuoi amici?” “Pa’, chi sono questi
tuoi amici? Uno è Vittorio Politano… e gli altri due?”
Il primo a sinistra è Mario Pitardi; quello tra me e Vittorio è … rimango in silenzio per qualche attimo.
Lì, tra volti familiari, c’era anche il suo. Un’immagine che
ha aperto una fenditura: è da tempo che non lo vedo. E subito, come un’eco, il
ricordo di una pubblicazione funeraria. Non un caso di omonimia. La conferma di
un amico.
e cosi Mimmo è tornato a camminare nei miei pensieri più di quanto
facesse nelle nostre strade. Non è più materia, ma non per questo è meno
presente. Anzi. C’è una forma di continuità che non ha bisogno di corpo: una
fedeltà che resta, una luce che non pretende di essere vista.
Penso a lui come a un’energia che si è ricongiunta
all’Eterno, alle presenze che ci accompagnano senza clamore. Una quiete che non
è fine, ma trasformazione.
Ciao Mimmo.
Rimani dove sei sempre stato: in quel punto esatto in cui la
memoria non pesa, ma illumina.

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