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Visualizzazione dei post con l'etichetta civismo

Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Utilitarismo e Solidarietà di facciata

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  Utilitarista. È un aggettivo ricorrente nella dinamica dialettale dell’attuale governance mondiale. Le grandi potenze si mettono in movimento solo se c’è da guadagnare. Industria delle armi. Dei farmaci, della salute. Dei beni materiali, insomma. Questà è la dinamica che muove il mondo. La Solidarietà è una minaccia. Un dogma da abolire dal vocabolario. Non voglio cedere alla semplicistica frase: se ci fossero loro, i comandanti in pectore, tra i flutti del mare, mezzi intossicati dai fumi dei motori delle bagnarole, morti di fame e di freddo.

Funzione Civile e Poesia Visiva

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                            L'Arte è Spazio di Resistenza Civile:        ndr Una spiegazione semplice che aiuta a capire la creatività. per fare capire la poetica dell'arte " informale" anche a chi non ha studiato l'arte o la storia ma ama esplorare e comprendere i linguaggi dell'anima.  Sospendiamo per un attimo la visione comune, i bei dipinti lisciati, quelli che fanno vedere bei paesaggi o belle persone sedute al bar. Pensiamo alla drammaticità quotidiana vissuta dalle persone che non hanno niente e sono costrette a rovistare nei rifiuti per campare. in loro non vediamo poesia! Vediamo derelitti. Persone scartate dal sistema. Scorie da espellere Ebbene, il lavoro che andremo a visionare nasce dagli scarti. È un incontro con gli oggetti di tutti i giorni. Quelli che noi destiniamo al macero e che hanno contaminato, se pur per poco tempo il nostro vissuto. Cose che fanno parte di noi, d...

FAKIR, NELL’ITALIA CHE SI DIVIDE

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"Ci sono testi che non nascono per essere "sezionati" con la freddezza della critica letteraria, ma che chiedono solo di essere condivisi e irradiati. Il testo di Franco Cimino appartiene esattamente a questa categoria. Non cerca la perfezione accademica, ma la connessione emotiva immediata.   L’editoriale di forte denuncia sociale e politica scritto da Franco Cimino in merito alla tragica morte di Fakir, un cittadino di origine marocchina affetto da una crisi psicotica, deceduto a Bologna durante un fermo di polizia. L'autore contesta duramente la disumanizzazione della vittima operata da media e figure politiche, difendendo al contempo la reazione democratica della città e del suo sindaco."  …FAKIR, IL FACCHINO MAROCCHINO, E LA BOLOGNA DEMOCRATICA CHE LO PIANGE, NELL’ITALIA CHE SI DIVIDE ANCHE SULLA MORTE DI UN UOMO DISARMATO di Franco Cimino  «Era marocchino, aveva piccoli precedenti per spaccio e uso di droghe…». Così dice, ancora una volta, la becera propag...

tra giocolieri e giullari

    L’Equilibrismo Populista tra Codice della Strada e Deriva Barbarica   La fluidità comunicativa e la tenuta costituzionale nella democrazia algoritmica La democrazia italiana attraversa oggi una crisi istituzionale ed etica profonda, i cui sintomi più evidenti si manifestano nella metamorfosi del discorso pubblico e nella progressiva erosione dei valori costituzionali. In questo scenario, la politica populista si è strutturata in una forma di equilibrismo permanente.

Una rivoluzione gentile

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  “Siamo giunti a un tempo in cui la parola non è più soltanto un mezzo di espressione, ma un luogo di conflitto e, insieme, di rinascita. Per questo proponiamo un ciclo di tavole rotonde dedicate al tema del Club degli scrittori anonimi, un laboratorio di pensiero in cui l’anonimato non è fuga, ma scelta etica, e la libertà di opinione diventa un atto di resistenza civile. Invitiamo studiosi, cittadini, operatori culturali e chiunque creda nel valore della verità gentile a confrontarsi su ciò che l’editoriale ha messo in luce: la fragilità della parola esposta all’odio, la forza della parola che resiste, il coraggio della parola che non cerca un nome ma un senso. In un’epoca in cui l’oblio può essere imposto e il silenzio può essere usato come arma, vogliamo riflettere insieme su come restituire alla voce pubblica la sua dignità originaria. Queste tavole rotonde non saranno un’arena, ma un presidio. Uno spazio in cui la comunità possa interrogarsi sul ruolo degli scrittori, ...

Reggio Calabria: la sconfitta della cultura

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  L’autore, l’ingegnere Oreste Mario Dito, sostiene che la grande sconfitta delle elezioni comunali 2026 a Reggio Calabria non è un candidato, ma la Cultura. Non perché qualcuno l’abbia attaccata, ma perché nessuno l’ha difesa, né nei programmi né nelle scelte degli elettori. In una città che celebra l’effimero e trascura i suoi luoghi simbolo, la vera sconfitta delle elezioni non è politica ma culturale: Reggio Calabria ha smesso di riconoscere nella cultura un bene comune

La grazia concessa

 SERGIO MATTARELLA E QUELLA GRAZIA IMPRUDENTE Chi mi conosce sa che rispetto tutti i Presidenti della Repubblica. Tutti. Anche quelli verso i quali non ho avuto particolare stima. Li rispetto per l’educazione che ho ricevuto, nella quale il rispetto delle istituzioni coincide con quello delle persone che le rappresentano. È da questo rispetto che si distingue chi è civile da chi non lo è, chi è democratico da chi democratico non è.

2 giugno festa della Repubblica

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 IO E LA REPUBBLICA ITALIANA  IN QUESTO GIORNO DI FESTA… I nomi delle persone e, talvolta, anche la loro storia personale sono legati, involontariamente, alla data di nascita e al periodo storico con il quale quella data simbolicamente si rapporta.

Catanzaro. Maquillage per le vie di Corvo.

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  Il blu sotto i piedi e il domani sugli alberi. Cronaca di una auspicabile rinascita: tra la nuova ciclabile e il sogno di un quartiere, che potrebbe essere un giardino condiviso.   "Il maquillage urbano delle vie di Corvo è finalmente sotto gli occhi di tutti: forme accattivanti, verde curato e una ciclabile che invita al cammino. Ma un quartiere non si governa con i colpi di trucco. La domanda che rimbalza tra i residenti è una sola: chi berrà il calice amaro dell'abbandono quando l'effetto novità sarà svanito? Inutile aspettare risposte che tardano ad arrivare: la soluzione è un intervento dal basso, un comitato che trasformi i residenti da spettatori critici a custodi attivi del bene comune."  

La società del litigio permanente

Viviamo in un’epoca in cui ogni divergenza diventa un campo di battaglia. Le piattaforme che dovrebbero favorire il dialogo amplificano invece l’ostilità, trasformando opinioni in armi e cittadini in tifoserie. È un contagio silenzioso: l’arroganza del potere scende a cascata e si insinua nei nostri gesti quotidiani, fino a farci dimenticare che il dissenso non è una minaccia, ma una risorsa democratica.

Il Paese aspetta alternative ma riceve solo fuffa.

  L’Italia sospesa tra promesse roboanti e alternative inconsistenti. Il grande abbaiare dell’opposizione: ringhi in TV, silenzi nel Paese reale.  Ho deciso, mi voglio bene! Ed è per questo che ho evitato volentieri di sentire la prosopopea del potere temporaneo. Basta vedere e analizzare quanto avviene in questi giorni tristi in casa nostra e nelle case altrui, e specialmente oltreconfine. In America si muore per una svista, una indiscriminata valutazione prettamente soggettiva di chi presiede le strade ed ha un’arma in mano. È un déjà-vu poco rassicurante. E nell'Italietta di giorgina si mastica retorica a più non posso. Dicono, che in base ai sondaggi ISTAT l’occupazione sia aumentata. Sarà! Se si guarda con gli occhi della statistica tutto è equamente suddiviso come quel tale seduto a tavola con un commensale e mangia solo lui due polli. Per la statistica, anche se l’altro è rimasto digiuno ha mangiato un pollo. Uno a testa, quindi. Mentre addomesticano i mass-medi...

Off limits

  Niente di nuovo sotto il sole dove sventola la bandiera a stelle e strisce, direbbero i più informati e attenti. Negli anni abbiamo assistito allo strapotere dei presidenti risoluti nell’esportare i loro personali ideali di democrazia in tutto il mondo. Ma fino ad ora, Trump , li ha battuti tutti. Dice, con la semplicità delle senili cose che altri avrebbero tentennato e magari avrebbero celato con filtri. Ha saputo depistare le attenzioni sulle nefandezze di Netanyahu, Putin e persino le sue raccattando consensi attraverso una narrazione priva di logiche.   Ha saputo depistare, dicevo, le menti di quanti dividono il mondo a metà e riducono le questioni in destra e sinistra, libertà e oppressione e che non sono aperti al dialogo, all’analisi seria e approfondita. adesso, gongolante ha lanciato freccette sugli altri Paesi di interesse economico-strategico che a suo modo di intendere sono alla sua attenzione. Sono allarmato e timoroso per la democrazia e le leggi che la regg...

L'esame di coscienza di un Paese che ha perso il decoro.

  Oltre le luci: cosa resta del Natale 2025? Le luci del Natale 2025 iniziano a spegnersi, lasciando spazio a quel silenzio sospeso che precede la fine dell’anno. Per chi, come il sottoscritto, è cresciuto frequentando i salesiani, questo è il tempo dell’"esame di coscienza". Non una pratica punitiva, ma un esercizio di verità: fermarsi a fine giornata — o a fine ciclo — e chiedersi, con onestà brutale, se di fronte ai problemi del mondo abbiamo fatto la "cosa giusta".

IL NATALE STA PASSANDO, AUGURI ALL’ASSENZA E AGLI ASSENTI.

 di Franco Cimino  Ora che il Natale è arrivato, e che più breve si farà nella sua giornata propria, quella di oggi,  il venticinque e poi il ventisei, ci riposiamo dalle fatiche di questa lunga vigilia, nella quale, oltre agli inutili soldi spesi, hanno pesato gli auguri che abbiamo fatto e quelli che abbiamo ricevuto. Le domande che, tra il sonno e la pigrizia, puntualmente ritornano sono quelle di sempre: «Ma abbiamo fatto gli auguri a tutti? Mannaggia, ho dimenticato di farli a quello, a quella, al mio amico e a quel mio parente: chissà cosa penseranno di me». E un’altra, quasi uguale: «Ma Tizio, Caio, Sempronio e quel mio amico lì, quella ragazza, quel mio vecchio compagno di scuola… gli auguri non me li hanno fatti. Ora che ci penso, non me li hanno proprio ricambiati». Gli anni scorsi ho fatto anch’io così. E mi sono rovinato il Natale. Se non proprio rovinato, di certo l’ho molto infastidito. Io oggi, invece, anche per ripararmi da questi piccoli tormenti, voglio ...

La democrazia potrà salvarsi?

 HAI RAGIONE, PRESIDENTE: LA DEMOCRAZIA È IN PERICOLO, MA NON SI SALVA DA SÉ. QUESTA VOLTA I SUOI NEMICI SONO PIÙ FORTI. Di Franco Cimino.  Ho ascoltato il discorso del Presidente della Repubblica, pronunciato ieri al Quirinale in occasione del saluto e degli auguri di buon Natale alle diverse autorità nazionali. Come sempre, o quasi sempre, mi sono emozionato e mi sono nuovamente lasciato affascinare dalla sua parola, nutrita di cultura e di sensibilità democratica. E ancora una volta lo ringrazio per le parole che, con coraggio, ha pronunciato su principi etici e politici ormai quasi messi da parte nel mondo politico, e anche all’interno delle istituzioni. In particolare nel Parlamento, divenuto ormai luogo di risse e di aggressioni brutali, di propaganda becera che trasporta l’odio reciproco e l’odio nei confronti dei cosiddetti nemici all’interno della società, avvelenandola dello stesso odioso sentimento. Ieri Sergio Mattarella si è soffermato sul tema della Democrazia. D...

La democrazia non è un inganno: difendiamola dalla mistificazione.

  A, … mi rivolgo a tutti. In un primo momento ho pensato di indirizzare il messaggio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e perché no, al Papa. Ma poi ho ritenuto opportuno parlare direttamente con tutti quelli che hanno a cuore il Dono della Vita e la libertà educati al civismo. Uso il termine civismo per evitare strumentalizzazioni, anche se sarebbe più indicata la parola “Politica”. Ma ormai si è arrivati a schierarsi uno contro l’atro. E farsi guerra. Violentare diritti che moltissimi avevano dato per scontati in una civiltà cresciuta nell a “ragione” del buonsenso maturato dopo le nefandezze delle guerre armate mondiali e dei miseri conflitti non meno dannosi dei localismi ottusi. La nostra è una “democrazia”. È vero! Una decrazia debole, azzoppata da una legge che conferisce i “pieni poteri” a chi riesce ad arrivare al governo attraverso elezioni. E chi vince, anche con un risicato 25% delle persone votanti, comanda! Impone la propria visione dello stare in ...

Non mi piego, la dignità non si mendica

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Dal silenzio dell’anima, controvento Agli invisibili resilienti "kintsugi; courtesy m.iannino©" A chi come me ha conosciuto il gelo dell’indifferenza, la fame che non è solo di pane, ma di ascolto, di dignità, di presenza. A chi ha camminato con scarpe rotte e sogni spezzati, a chi ha imparato a non chiedere più, perché il “no” fa più male della povertà. Scrivo dal silenzio dell’anima, quel luogo dove si accumulano le parole non dette, le lacrime trattenute, le speranze che non hanno trovato spazio. Scrivo perché quel silenzio non è vuoto: è pieno di vita, di lotta, di verità. Ho vissuto l’invisibilità. Ho visto gli sguardi che evitano, le parole che minimizzano, i gesti che ignorano. Ho chiesto aiuto, e ho ricevuto il rifiuto. Il giudizio sprezzante. Ho superato la vergogna, ho trovato il coraggio… e sono diventato muro. Da quel giorno, ho imparato a non espormi. A fingere forza, a ostentare sicurezza, a camminare con la testa alta anche quando dentro mi...

Meloni e il Governo di tutti

  Siamo alle solite, questo governo non garantisce l'equità alla nazione ma tutela il suo elettorato e quanti la pensano come loro. Non si è mai visto prima d'ora un primo ministro che si scaglia sempre a spada tratta contro chi dissente. Nel gioco delle parti c'è chi butta la palla in campo al centro e chi fuori, sugli spalti. Non è una questione di destra e sinistra è semplice bon ton tra le parti e chi governa, dovrebbe pensare al bene di tutti. Chi ritiene che gli scioperi siano un modo per fare il ponte lungo di fine settimana forse non sa che chi sciopera non lo fa a cuor leggero perché perde soldi e qualche possibilità di togliere qualche sfizio ai familiari e a sé. Vorrei un Governo che pensasse e fosse di tutti, non di pochi.

APPELLO PER L’INFANZIA VIOLATA E LA DIGNITÀ UMANA CALPESTATA

  "Nel nostro Paese, è inutile indignarsi dopo i drammi. scrivere lettere ai ministri e alle scuole, non servono leggi ma attenzione! attenzione alle fragilità! e per quanto concerne la comunità internazionale, in riferimento Gaza, deve agire con determinazione contro il criminale Netanyahu. baasta guerra e armi! necessita una azione che contrasti la brutale aggressione, mobilitare scudi umanitari e prsenza costante dei mass media in  modo che denuncino gli orrendi crimini".

Che società è la nostra?

  "la denuncia di Mattarella sulla situazione dei bambini violentati dalle guerre di Gaza e Kiev. i bambini bullizzati come Paolo dai compagni che a scuola lo chiamano paoletta, il bambino colpito con una sbarra di ferro mentre gioca nel parco a pallone, ma che società è la nostra?"

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Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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