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Viviamo in un’epoca in cui ogni divergenza diventa un campo di battaglia. Le piattaforme che dovrebbero favorire il dialogo amplificano invece l’ostilità, trasformando opinioni in armi e cittadini in tifoserie. È un contagio silenzioso: l’arroganza del potere scende a cascata e si insinua nei nostri gesti quotidiani, fino a farci dimenticare che il dissenso non è una minaccia, ma una risorsa democratica.
L’Italia sospesa tra promesse roboanti e alternative inconsistenti. Il grande abbaiare dell’opposizione: ringhi in TV, silenzi nel Paese reale. Ho deciso, mi voglio bene! Ed è per questo che ho evitato volentieri di sentire la prosopopea del potere temporaneo. Basta vedere e analizzare quanto avviene in questi giorni tristi in casa nostra e nelle case altrui, e specialmente oltreconfine. In America si muore per una svista, una indiscriminata valutazione prettamente soggettiva di chi presiede le strade ed ha un’arma in mano. È un déjà-vu poco rassicurante. E nell'Italietta di giorgina si mastica retorica a più non posso. Dicono, che in base ai sondaggi ISTAT l’occupazione sia aumentata. Sarà! Se si guarda con gli occhi della statistica tutto è equamente suddiviso come quel tale seduto a tavola con un commensale e mangia solo lui due polli. Per la statistica, anche se l’altro è rimasto digiuno ha mangiato un pollo. Uno a testa, quindi. Mentre addomesticano i mass-medi...
Niente di nuovo sotto il sole dove sventola la bandiera a stelle e strisce, direbbero i più informati e attenti. Negli anni abbiamo assistito allo strapotere dei presidenti risoluti nell’esportare i loro personali ideali di democrazia in tutto il mondo. Ma fino ad ora, Trump , li ha battuti tutti. Dice, con la semplicità delle senili cose che altri avrebbero tentennato e magari avrebbero celato con filtri. Ha saputo depistare le attenzioni sulle nefandezze di Netanyahu, Putin e persino le sue raccattando consensi attraverso una narrazione priva di logiche. Ha saputo depistare, dicevo, le menti di quanti dividono il mondo a metà e riducono le questioni in destra e sinistra, libertà e oppressione e che non sono aperti al dialogo, all’analisi seria e approfondita. adesso, gongolante ha lanciato freccette sugli altri Paesi di interesse economico-strategico che a suo modo di intendere sono alla sua attenzione. Sono allarmato e timoroso per la democrazia e le leggi che la regg...
Oltre le luci: cosa resta del Natale 2025? Le luci del Natale 2025 iniziano a spegnersi, lasciando spazio a quel silenzio sospeso che precede la fine dell’anno. Per chi, come il sottoscritto, è cresciuto frequentando i salesiani, questo è il tempo dell’"esame di coscienza". Non una pratica punitiva, ma un esercizio di verità: fermarsi a fine giornata — o a fine ciclo — e chiedersi, con onestà brutale, se di fronte ai problemi del mondo abbiamo fatto la "cosa giusta".
di Franco Cimino Ora che il Natale è arrivato, e che più breve si farà nella sua giornata propria, quella di oggi, il venticinque e poi il ventisei, ci riposiamo dalle fatiche di questa lunga vigilia, nella quale, oltre agli inutili soldi spesi, hanno pesato gli auguri che abbiamo fatto e quelli che abbiamo ricevuto. Le domande che, tra il sonno e la pigrizia, puntualmente ritornano sono quelle di sempre: «Ma abbiamo fatto gli auguri a tutti? Mannaggia, ho dimenticato di farli a quello, a quella, al mio amico e a quel mio parente: chissà cosa penseranno di me». E un’altra, quasi uguale: «Ma Tizio, Caio, Sempronio e quel mio amico lì, quella ragazza, quel mio vecchio compagno di scuola… gli auguri non me li hanno fatti. Ora che ci penso, non me li hanno proprio ricambiati». Gli anni scorsi ho fatto anch’io così. E mi sono rovinato il Natale. Se non proprio rovinato, di certo l’ho molto infastidito. Io oggi, invece, anche per ripararmi da questi piccoli tormenti, voglio ...
HAI RAGIONE, PRESIDENTE: LA DEMOCRAZIA È IN PERICOLO, MA NON SI SALVA DA SÉ. QUESTA VOLTA I SUOI NEMICI SONO PIÙ FORTI. Di Franco Cimino. Ho ascoltato il discorso del Presidente della Repubblica, pronunciato ieri al Quirinale in occasione del saluto e degli auguri di buon Natale alle diverse autorità nazionali. Come sempre, o quasi sempre, mi sono emozionato e mi sono nuovamente lasciato affascinare dalla sua parola, nutrita di cultura e di sensibilità democratica. E ancora una volta lo ringrazio per le parole che, con coraggio, ha pronunciato su principi etici e politici ormai quasi messi da parte nel mondo politico, e anche all’interno delle istituzioni. In particolare nel Parlamento, divenuto ormai luogo di risse e di aggressioni brutali, di propaganda becera che trasporta l’odio reciproco e l’odio nei confronti dei cosiddetti nemici all’interno della società, avvelenandola dello stesso odioso sentimento. Ieri Sergio Mattarella si è soffermato sul tema della Democrazia. D...
A, … mi rivolgo a tutti. In un primo momento ho pensato di indirizzare il messaggio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e perché no, al Papa. Ma poi ho ritenuto opportuno parlare direttamente con tutti quelli che hanno a cuore il Dono della Vita e la libertà educati al civismo. Uso il termine civismo per evitare strumentalizzazioni, anche se sarebbe più indicata la parola “Politica”. Ma ormai si è arrivati a schierarsi uno contro l’atro. E farsi guerra. Violentare diritti che moltissimi avevano dato per scontati in una civiltà cresciuta nell a “ragione” del buonsenso maturato dopo le nefandezze delle guerre armate mondiali e dei miseri conflitti non meno dannosi dei localismi ottusi. La nostra è una “democrazia”. È vero! Una decrazia debole, azzoppata da una legge che conferisce i “pieni poteri” a chi riesce ad arrivare al governo attraverso elezioni. E chi vince, anche con un risicato 25% delle persone votanti, comanda! Impone la propria visione dello stare in ...
Dal silenzio dell’anima, controvento Agli invisibili resilienti "kintsugi; courtesy m.iannino©" A chi come me ha conosciuto il gelo dell’indifferenza, la fame che non è solo di pane, ma di ascolto, di dignità, di presenza. A chi ha camminato con scarpe rotte e sogni spezzati, a chi ha imparato a non chiedere più, perché il “no” fa più male della povertà. Scrivo dal silenzio dell’anima, quel luogo dove si accumulano le parole non dette, le lacrime trattenute, le speranze che non hanno trovato spazio. Scrivo perché quel silenzio non è vuoto: è pieno di vita, di lotta, di verità. Ho vissuto l’invisibilità. Ho visto gli sguardi che evitano, le parole che minimizzano, i gesti che ignorano. Ho chiesto aiuto, e ho ricevuto il rifiuto. Il giudizio sprezzante. Ho superato la vergogna, ho trovato il coraggio… e sono diventato muro. Da quel giorno, ho imparato a non espormi. A fingere forza, a ostentare sicurezza, a camminare con la testa alta anche quando dentro mi...
Siamo alle solite, questo governo non garantisce l'equità alla nazione ma tutela il suo elettorato e quanti la pensano come loro. Non si è mai visto prima d'ora un primo ministro che si scaglia sempre a spada tratta contro chi dissente. Nel gioco delle parti c'è chi butta la palla in campo al centro e chi fuori, sugli spalti. Non è una questione di destra e sinistra è semplice bon ton tra le parti e chi governa, dovrebbe pensare al bene di tutti. Chi ritiene che gli scioperi siano un modo per fare il ponte lungo di fine settimana forse non sa che chi sciopera non lo fa a cuor leggero perché perde soldi e qualche possibilità di togliere qualche sfizio ai familiari e a sé. Vorrei un Governo che pensasse e fosse di tutti, non di pochi.
"Nel nostro Paese, è inutile indignarsi dopo i drammi. scrivere lettere ai ministri e alle scuole, non servono leggi ma attenzione! attenzione alle fragilità! e per quanto concerne la comunità internazionale, in riferimento Gaza, deve agire con determinazione contro il criminale Netanyahu. baasta guerra e armi! necessita una azione che contrasti la brutale aggressione, mobilitare scudi umanitari e prsenza costante dei mass media in modo che denuncino gli orrendi crimini".
"la denuncia di Mattarella sulla situazione dei bambini violentati dalle guerre di Gaza e Kiev. i bambini bullizzati come Paolo dai compagni che a scuola lo chiamano paoletta, il bambino colpito con una sbarra di ferro mentre gioca nel parco a pallone, ma che società è la nostra?"
Sanremo. Distrazione di massa. Troppi e enormi problemi gravano sulle nostre teste. Volenti o nolenti siamo interessati in prima persona. Dobbiamo rispondere alla deriva sociale voluta e imposta dai despoti dell'alta finanza che governano anche le democrazie.
Chi siamo
Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria.
Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati.
Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni.
Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante.
Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale.
Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise.
Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza.
Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare.
Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola.
Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.