Nuove povertà
Occhi di un celeste soprannaturale, barba bianca curata ma non delineata. Magro. piccolo di statura e quasi scheletrico. Seduto sul bordo della finestra a livello strada, silenzioso, guarda diritto quanti gli passano di fronte. Non parla e non chiede ai passanti nulla.
Anche se dal suo essere traspare la necessita' d'attenzione da parte di chi ha di piu', lui rimane a osservare silenzioso chi gli passa davanti con i carrelli pieni.
Ha lo sguardo sereno anche se provato, l'uomo, quasi rannicchiato su se stesso infagottato nella tuta nera dall'eta' indefinibile.
E' la prima volta che lo incontro, ma ho come la sensazione di conoscerlo da sempre e mi sembra di cogliere quella sua invocazione silenziosa d'aiuto in tutta la sua immensa drammatica dignita'.
Prendo il carrello. Entro in negozio con il suo sguardo che mi persguita e nella testa la sensazione d'aiuto si fa martellante. La domanda sorge spontanea: perche' lui e non io? un' altra vittima delle nuove poverta'?
Ma no, forse sbaglio! E' un tipo distinto. E' pulito, no sicuramente sbaglio, non sembra un barbone trasandato, si vede che tiene cura alla sua persona.
Messo nel carrello l'ultimo prodotto in lista mi incammino verso l'uscita.
L'uomo e' li'. D'istinto gli porgo gli spiccioli che la cassiera mi ha dato di resto. lui tende la mano e sussurra: grazie...
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