Viaggio in Terronia giù al nord
Eccoci qua! A mille e passa km da casa. Non li abbiamo fatti a piedi ma è comunque un travaglio pesante. Come quei parti fatti in casa con annessi e connessi e la mammana che invitava la puerpera a spingere e farsi forza.
Siamo in una struttura d'eccellenza. Gli accenti e le cadenze sono familiari e fanno sentire aria di casa nostra.
Dottori e lavoratori del ssnn oltre che i pazienti in attesa hanno origini del sud. Calabresi, siciliani, pugliesi, lucani come l'accompagnatore ch'ė venuto a prenderci in aeroporto. Un signore loquace che ti fa sentire subito il calore del terrone scappato dalla terra d'origine per necessità . Se ne incontrano molti in Milano. Da quando atterri a Linate a quando arrivi in albergo. Insomma, il nord l'abbiamo fatto noi diventare eccellenza!
Aveva dodici anni quando è scappato dalle campagne di Matera il nostro angelo accompagnatore : faceva il pastore, come il padre. Un uomo tarchiato dai colori tipicamente meridionali. Ultimo di 12 figli. Venuti al mondo come conigli da un padre pastore e con un salario di circa 19milalire al mese, per il capofamiglia era un grosso problema garantire studi e cibo, vestiti e quant'altro a tutti i figli, cose che oggi sembrano diritti naturali inalienabili . Ma l'epoca del nostro migrante non garantiva null’altro che sudore e fatica e forse la scuola dell'obbligo con i libri donati dallo Stato nelle famiglie permissive . Cosicché il nostro angelo decise di partire verso il nord. E anche quella decisione fu un terno al lotto. Iniziò come garzone tuttofare .
Poi, raggranellato qualche soldo e conosciuto una ragazza, ebbe la fortuna di trovare un lavoro più dignitoso e con tutti i criteri legali previsti dallo statuto dei lavoratori. Ma non si accontaccontentò! E Come tutti i meridionali scampati alla fame s'imbarcamena in molti lavori e compra persino un’edicola… e poi la rivoluzione digitale gli si ribalta contro. I giornali e la carta stampata non interessano più e quello che avrebbe voluto trasferire ai figli si volatilizza. Evaporata come nebbia nelle assolate e rare giornate ventose milanesi, il nostro non si perde d'animo si reinventa ancora: molte persone hanno bisogno di qualcuno e allora, si dice, perché non fare l’angelo del quartiere? Si mette a disposizione e accompagna chi ha bisogno a fare visite mediche, riscuotere pensioni, fare la spesa.
Ma, in oltre 60anni di onorato impegno civile tra i polentoni mantiene l'accento e alcune massime della saggezza popolare. Alcune espressioni tipiche del sud non lo hanno abbandonato e le sciorina orgoglioso.

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