Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Gaza. Genocidio annunciato. Compiuto!

di franco cimino

 ADESSO BASTA, CHE SIGNIFICHI BASTA O SAREMO TUTTI COLPEVOLI



. UN POPOLO NON SI CANCELLA! 

“Ogni bambino a Gaza è nostro nemico. Dobbiamo conquistare tutta Gaza per colonizzarla e non lasciarvi dentro nessun bambino”. Questa dichiarazione non è di un fanatico reazionario ortodosso, stupido e ignorante, resa cinquant’anni fa.


 È quella di uno dei più influenti leader politici conservatori con forza elettorale e parlamentare notevole, che l’ha consegnata al mondo intero in diretta televisiva qualche giorno fa. L’azione di ulteriore massiccia occupazione dei territori e quell’altra più devastante di un nuovo più duro attacco di fuoco, che Netanyahu aveva annunciato giorni prima, è entrata in atto senza che ancora le agenzie ne battessero la notizia. In questi ultimi dieci giorni, nel silenzio generale (imbarazzata l’Europa, muta l’Italia del suo governo e del suo Parlamento, meno male che c’è Mattarella) si è più gravemente proceduto a uno dei più  pesanti massacri che la storia dell’Umanità racconti. Bombardamenti dall’alto sul già distrutto e demolito dai precedenti. Lo scopo è di bucare la terra di Gaza, bruciarla sotto le macerie non basta più. Ammazzare i soldati di Hamas è fuoco sprecato, li hanno uccisi tutti. E, allora, l’invasione di terra con tutta la potenza militare dell’esercito più forte del mondo, a cosa servirebbe? Servirebbe appunto a completare il lavoro più sporco. Uccidere quel che resta della popolazione inerme. Uomini malati e invalidi già da prima, i vecchi, le donne e i bambini. E non si era scritto nel Diritto Internazionale, che le donne i vecchi e i bambini, come le chiese, le scuole e gli ospedali, sono intoccabili? E, allora, perché, in spregio a quel Diritto, in quella terra di confine e di unione di religioni, culture e civiltà, si compiono quegli assassinii delle più sanguinose stragi? La risposta è nella domanda. Si vuole cancellare un intero popolo non più dalla sua terra. Ma dal mondo. E affinché non ne resti traccia alcuna, gli si cancelli anche la storia. Si brucino i libri, si distruggano  le biblioteche e i musei. Non resti traccia della sua cultura. E se i missili e carri armati e gli aerei non bastano a cancellare tutto e ad ammazzarli tutti, si pensi ad altro. A un’arma la più micidiale. E quale potrebbe essere questa?  La fame. Questa è l’arma letale. Netanyahu la usa come arma di guerra. Cioè dentro la guerra. Con questa ne sta uccidendo il doppio dei cinquantamila bombardati. Sono soprattutto vecchi, donne e bambini. Da mesi sono stati bloccati alla frontiera circa diecimila camion pieni di viveri e medicinali. Il governo israeliano ne consente solo un centinaio al giorno. É come mettere davanti al plotone d’esecuzione cento bambini e vecchi e donne al minuto. La Croce Rossa Internazionale e l’Unicef hanno lanciato l’allarme. Se entro quarantotto ore non arriveranno gli aiuti alimentari moriranno quattordicimila bambini. Oggi è morto un bambino per fame. Un bambino ogni ora o forse meno, 

non nell’intera giornata. L’altro ieri sotto un missile sono morti massacrati nove bambini di una sola famiglia. Lo ricorderò, questo solo dato, fino a quando non sarà finita. Domanda: perché vogliono uccidere i vecchi? Perché distrutti i libri  non resti memoria verbale dei palestinesi. I vecchi ce l’hanno e la sanno raccontare. Domanda: perché uccidere i bambini? Perché non crescano e non coltivino lo spirito di vendetta che li porti a vendicare i padri. E le donne, perché ucciderle tutte? La risposta è nella domanda. La traduco: perché non resti vita da donare in loro. Non partoriscano altri figli. Che se anche nascessero dagli stupri armi di guerra, sempre palestinesi diverrebbero. Quanto orrore occorre ancora per imporre , imporre in nome di Dio, la fine immediata di questa strage infinita? Immediata, che non riparerà mai le uccisioni e le distruzioni già avvenute , ma almeno risparmierà altre vite. Una sola, Dio, almeno lui lo voglia, servirà per far vivere un popolo. E l’umanità vuole che il popolo palestinese viva. Ché non può farne senza. Come di alcun altro popolo che non sia della cultura nazifascista. La cultura della morte. E per genocidio.  E cos’altro è quello che si sta consumando a Gaza? Linguisti e letterati d’occasione e prezzolati, vi si rizzino i capelli, e rispondete! Rispondete, soprattutto voi, uomini di quei governi che ancora non dicono dello schifo che dovrebbero provare dinanzi a quest’orrore. Rispondete, voi ministri (se ci siete anche nel nostro governo), che avete, dinanzi alla sentenza di condanna con mandato di cattura internazionale, del feroce capo della guerra israeliana contro anche i bambini, che avreste ospitato e ricevuto come un grande capo di Stato, l’instabile tessitore del progetto cancellazione di un popolo. Rispondete! E se non potete , vergognatevi. Se, guardando i vostri figli, vi tornasse un po’ di coscienza pentitevi e consegnatevi ai giudici terreni e al vostro Dio. Quanto a noi, i buoni, i civili, i pacifisti, i credenti, quelli che piangiamo con un occhio solo e ci addormentiamo sul divano discettando, o ci daremo una mossa di quelle forti, o dovremmo vergognarci anche noi. 

                            Franco Cimino

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