CAROSELLO

Giorgia, don Chisciotte, gli scudieri e le giravolte


 Nonostante mi sforzi, è più forte di me il sentimento che suscitano certe affermazioni fuorvianti. E mi indigno davanti alla tracotanza con cui si urlano certe “verità” addomesticate dal politichese.

Alcuni facendo leva sulla delega elettorale sentono la superforza dell’investitura popolare e la indossano al posto dei vestiti come una corazza autocratica.

 L’investitura, l'autoinvestitura carpita al Popolo è il lasciapassare che li legittima a tirare diritto.  Non governano per il Paese ma per una sparuta parte: per loro stessi!

La democrazia è mortificata da certe azioni, dagli sberleffi e dalla litigiosità dei nuovi despoti al potere, in Italia e nel resto delle democrazie mondiali. 

Mi indigna l’arroganza che volge ogni azione politica a piegare l’intero processo civile in un contesto che diventa strumento di autocrazia. 

Le giravolte di chi ha gridato contro ogni cosa dei governi precedenti. e che giunta a governare non mantiene nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale.

Le metamorfosi camaleontiche di Giorgia. 

qualcuno, ancora in buona fede potrebbe supporre che si tratti d, questioni squisitamente politiche tutte interne alla strategia politica della coalizione, e che queste obbligano la Giorgia a muovere certe soluzioni per il bene comune. Mosse incomprensibili per il popolo ma che, appunto, i coalizzati dicono in coro, utili e improcrastinabili. 

Dicono di servire il Paese e che le polemiche vanificano gli sforzi.

 È vero che la diffidenza è sempre più forte della  visione globale della politica ma, come fanno a presentarsi davanti al Popolo senza arrossire? 

Io avrei preferito sprofondare piuttosto che inventare scuse e puntare il dito accusatorio sulla magistratura o sull'altro emisfero politico. sarei arrossito come a scuola quando arrossivo di vergogna per una interrogazione poco approfondita o studiata superficialmente. ecco, avrei marinato la scuola piuttosto che rischiare.

E per non dover arrossire più mi sono imposto di studiare bene gli argomenti prima di trattarli ed esporli. 

Avrei studiato, mi son giurato, non per fare bella figura. E neppure per dimostrare saccenteria. Ma semplicemente perché è giusto che sia così; per chiunque abbia un cervello funzionante, specialmente se si è chiamati a essere guida e servire gli altri è obbligatorio conoscere la materia del contendere. 

E, ancora di più mi aspetto in politica dalle persone che si autodeterminano a essere profeti, guide e aggiustatori dei mali sociali.

Per questo ritengo, quanti in buona o cattiva fede menano il can per l’aia e si aggrappano ai muri lisci pur di portare l’acqua al proprio mulino coscienti di avere sbagliato e detto delle corbellerie madornali, impresentabili

È quanto sta accadendo nel gruppo di governo italiano che nonostante gli errori commessi insistono imperterriti a prendersela con nemici immaginari piuttosto che chiedere scusa e dire, finalmente la verità sul caso del torturatore libico inseguito da una etichetta che fa rabbrividire.

Etichetta che gli è stata cucita addosso dalla corte europea per i misfatti commessi in Libia. 

Parlare di uso politico della giustizia mortifica l’intelligenza degli italiani che avrebbero sperato un ben altro atteggiamento dalla cara Giorgia. 

Quanti hanno seguito senza pregiudizi, la vicenda in questione, ritengono grottesca le dichiarazioni di parte.

Il comportamento suggerisce ed evidenzia pressapochismi difficili da accettare senza un valido motivo. Qualcuno accenna a motivi di Stato. Potrebbe anche essere così!, Allora manda a ramengo le esternazioni, cara Giorgia. Abbassa lo scudo e deponi le armi. Smetti di dichiarare guerra alle mafie dei trafficanti di vite umane, clandestini, uomini donne e bambini gettati in mare o sulle coste italiche.


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