Caffè al bacio con sorpresa
Il bar profumava di caffè e zucchero tostato. Il barista, con gesto ormai rituale, mi porse il solito caffè al bacio accompagnato da un torroncino e un “divino amore”. Piccoli doni quotidiani, dolci come carezze. Mentre i denti affondavano nella pasta molliccia e zuccherosa, la sorpresa arrivò inattesa: un corpo estraneo, duro, che strideva tra i molari. “Un nocciolo, forse,” pensai, cercando di mantenere la discrezione. Lo sputai nel tovagliolino, pronto a trasformare l’imprevisto in battuta per il barista. Ma quando lo sguardo cadde su quel frammento, il sorriso si spense. Non era un nocciolo. Era la capsula del mio molare, staccata come un soldato caduto dalla sua postazione. Il dolce, che un attimo prima mi aveva regalato un piacere infantile, ora mi ricordava la fragilità del corpo, la necessità di correre dal dentista. Il barista, ignaro, continuava a lucidare bicchieri. Io, con il tovagliolino stretto tra le dita, pensai: la ...