Astensione, minoranze trasformate in maggioranze e bug istituzionali: i numeri che hanno consegnato il Paese a un potere politico sostenuto da meno di un terzo degli aventi diritto. "m.m. courtesy M. Iannino©community" La società contemporanea è ammalata. Non di un male unico, riconoscibile, ma di una serie interminabile di patologie superficiali che permettono a virus politici più profondi di proliferare indisturbati. È un’epoca in cui l’apparenza sostituisce la sostanza, la reazione sostituisce il pensiero, e la velocità sostituisce la responsabilità. In questo scenario, la democrazia italiana — pur sorretta da una Carta Costituzionale giuridicamente e civilmente avanzatissima — mostra bug che non possiamo più ignorare.
LA MADRE A CUI SONO CADUTI I BAMBINI DALLE BRACCIA E I SOGNI DAL CUORE… Di Franco Cimino No, questa no! Ci stavamo abituando all’idea della guerra quasi come fatto ineluttabile, in questo mondo di padroni e schiavi, e alla considerata insuperabile divisione tra pochi ricchi e i moltissimi poveri, che quella bugiarda ricchezza accresce. Stavamo convincendoci che tutte quelle morti siano, in fondo, necessarie secondo i signori delle guerre. Stavamo quasi capendo che ogni guerra, assurdamente, ha le sue ragioni e che quelle degli aggressori siano le ragioni più giuste. Ci stavamo rieducando – diseducando – a quella cultura della morte che, se resta confinata nelle immagini televisive di stragi, di corpi straziati, di città rase al suolo, di case abbattute, di scuole distrutte, di bambini che muoiono più volte e per armi diverse – i missili e la fame – ma tutto lontano da noi, fa meno male. Stavamo anche accettando, rassegnati, l’idea che a queste guerre assurde noi ...
Già, solitamente non si pensa. Il passato è una pagina chiusa ma sempre disponibile per la rilettura. È oggi è una di queste. La notizia della morte improvvisa di una persona che ha fatto la sua comparsa su via Schipani agli inizi degli anni settanta mi riporta indietro nel tempo. È per esattezza nel 1969. Dietro la via principale, nella parallela a strapiombo sul burrone, con una vista mozzafiato sul golfo, stavano sorgendo nuove costruzioni . La casa nel parco. Così l'avevano intitolata la nuova conurbazione catanzarese. Che faceva da corollario alla sezione dei distinti del glorioso stadio della città: il militare, in seguito stadio Nicola Ceravolo in onore del primo Presidentissimo che portò la squadra e i colori giallorosso in serie A. Salvatore veniva da Siano, se non erro. Era mio coetaneo, per cui legammo subito. Sempre sorridente e disponibile. Non c'erano ancora i centri commerciali e neppure i tra di magazzini come li conosciamo adesso. Era, insomma, tutt...
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