flashbach. Il gesto di Aniceto, Nino, Mamone — così spontaneo, così umano — trasforma un piccolo quadro in un grande atto di affetto. Questa non vuole essere una recensione critica formale ma è testimonianza della valenza dell'uomo e pittore attraverso l'intreccio dell’opera e il suo antefatto per il modo in cui è entrata in casa e tra la collezione "Iannino", come merita: Il titolo è implicito; Vaso di fiori. E' un Olio su tela, 10x15 cm, firmato: Aniceto Mamone; con una dedica rispettosa sul retro: "Alla signora Anna, con profonda stima, datato:1981" Un minuscolo vaso di fiori, una preziosa, immensa miniatura dipinta con mano sicura e sensibilità impressionista, si presenta come un frammento di quiete. I toni morbidi e sfumati, la luce diffusa, il gioco tra rosa, rosso e verde su uno sfondo blu-violetto evocano una serenità domestica, quasi un pensiero gentile che prende forma. Il vaso bianco, semplice e centrale, non è solo contenitore: ...
Pino Pingitore e la visione optcal: un ricordo personale Nel fervore visivo degli anni ’70, quando la pittura cercava nuove modalità di percezione e coinvolgimento sensoriale, Pino Pingitore si inseriva con forza e originalità nel panorama della cosiddetta “scuola optcal” — un movimento che sondava il confine tra arte e illusione, tra struttura e vibrazione. La sua tela del 1973, acrilico su 50x40 cm, è una testimonianza viva di quel linguaggio: geometrie pulsanti, cromie in movimento, una costruzione plastica che non si limita a rappresentare, ma interroga lo sguardo. Ho avuto il privilegio di conoscere Pino fin dall’infanzia: compagni di scuola, amici, complici di conversazioni che spesso si spingevano oltre la superficie dell’arte, toccando il ruolo dell’artista nella società, la responsabilità del gesto creativo, la tensione tra forma e significato. Ricordo nitidamente il giorno in cui entrai a casa sua e lo trovai intento a lavorare su questa tela. Mi colpì subito — non so...
Recensione critica dell’opera di Pino Pingitore (1973) senza titolo; Acrilico su tela, 50x40 cm, coll.ne Mario Iannino Contesto e linguaggio visivo Realizzata nel 1973, questa composizione si colloca in un periodo di fervente sperimentazione artistica, in cui l’astrazione geometrica e la ricerca di nuovi linguaggi visivi si intrecciavano con istanze esistenziali e sociali. Pingitore, con questo lavoro, sembra inserirsi in quel clima con una voce personale, costruendo un’immagine che è al tempo stesso figura e architettura, volto e paesaggio. La tela è dominata da una figura centrale che richiama un volto umano stilizzato, costruito attraverso sovrapposizioni di forme geometriche e cromie contrastanti. L’occhio visibile, quasi isolato, diventa punto focale e simbolico: uno sguardo che osserva, ma che forse è anche frammentato, disperso nel caos visivo circostante. La composizione è dinamica e stratificata. I rettangoli, le curve, le bande orizzontali e le forme archite...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
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nessun sensazionalismo
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Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.