Catanzaro e dintorni

 

L'ILLUSIONE DEL CAMBIAMENTO A CATANZARO

Tra cantieri del PNRR, monumenti sterili e una marina che si rialza da sola, il Capoluogo si rifà il look ma perde la sua anima. Cronaca di una metamorfosi senza visione di futuro.

- La paralisi del centro storico -

Tante cose sono successe a Catanzaro negli ultimi anni, a partire da una mobilità urbana ormai al collasso. Nella parte storica della città – lungo l'asse principale di Corso Mazzini e le sue storiche diramazioni – è cambiato il senso di marcia e le strisce blu si sono estese a macchia d'olio. Eppure, le auto continuano a fare enorme fatica ad accedere e a circolare nel cuore del centro cittadino da nord a sud. In questo scenario desolante si inseriscono i banchetti per i disoccupati: grandi eventi di "recruiting" dove l'unico vero lavoro remunerato sembra essere quello delle aziende esterne che li organizzano, lasciando chi cerca un'occupazione sul territorio a mani vuote.

- Il porto tra vetrina e dimenticanza -

La parte bassa della città mantiene intatta la sua profonda vocazione marinara. Non per chissà quale sforzo politico o pianificazione strategica, sia chiaro, ma semplicemente perché il mare Jonio ne lambisce la costa. Eppure, qualcosa nell'area del porto di Catanzaro Lido si è mosso negli ultimi tempi: lavori per le darsene, ormeggi e infrastrutture che dovrebbero servire i diportisti. Peccato che, anche a un occhio non esperto di nautica, salti subito all'occhio una carenza inconcepibile: la totale assenza di colonnine funzionali per il rifornimento di acqua dolce o di carburante.

Questa stessa area portuale è stata al centro dell'attenzione mediatica nazionale, avendo ospitato l'imponente palco del Capodanno Rai per lo show "L'Anno che Verrà", ma è stata anche ferita duramente dalla furia del ciclone Harry. Se oggi, guardandosi intorno lungo le banchine del quartiere marinaro, sembrerebbe che niente di distruttivo sia mai avvenuto, il merito è solo della caparbietà tipica dei calabresi. Un plauso sincero e un profondo rispetto vanno ai commercianti del porto per la dignità e la rapidità con cui hanno saputo reagire, rimboccarsi le maniche e ripartire dopo i danni della mareggiata.

- Monumenti e populismo -


Tornando verso i tre colli del centro urbano, i cittadini catanzaresi — già messi a dura prova dalle difficoltà quotidiane e dal caro vita — hanno dovuto assistere a una delle solite cerimonie istituzionali che lasciano il tempo che trovano. È stato piantato un monumento ingombrante, inutile e sterile come un freddo compito scolastico. Un'opera che non celebra affatto i reali e condivisi valori della Resistenza, ma che risponde a dinamiche che rasentano il populismo e la vanagloria di una fetta di "mercato" politico e culturale di stampo prettamente italiota.

- Le briciole del PNRR in periferia -

Un'analoga operazione di facciata ha colpito i quartieri periferici storicamente penalizzati da una malapolitica ottusa.


 Nel quartiere Corvo, i residenti assistono da mesi ai lavori di rigenerazione urbana legati ai fondi del PNRR. Marciapiedi riadattati e nuove piste ciclabili progettate per connettere la zona alla nuova linea della metropolitana di superficie di Catanzaro, con la promessa della vicina stazione di Pistoia o Corvo-Aranceto.

Poco distante dallo storico PalaGallo, sorge l'emblema perfetto di questa edilizia priva di grazia: un capannone bruttissimo. Si tratta di un freddo prefabbricato indoor destinato alle attività sportive, inaugurato in pompa magna e intitolato a Quirino Ledda.

Una scelta che sa di beffa per la memoria di un uomo della vecchia scuola sindacale e comunista, sardo d’origine ma catanzarese d’adozione, che del quartiere Corvo è stato un residente storico e un simbolo di riscatto sociale.

Oggi il suo nome si ritrova appiccicato a una toppa visiva, circondata da rotatorie decorate e svincoli stradali messi a nuovo.

Un contrasto stridente che, a prima vista, farebbe quasi credere che i finanziamenti europei siano stati spesi nel migliore dei modi.

Un'analoga operazione di facciata ha colpito i quartieri periferici storicamente penalizzati da una malapolitica ottusa.

Nel quartiere Corvo, i residenti assistono da mesi ai lavori di rigenerazione urbana legati ai fondi del PNRR. Marciapiedi riadattati e nuove piste ciclabili progettate per connettere la zona alla nuova linea della metropolitana di superficie di Catanzaro, con la promessa della vicina stazione di Pistoia o Corvo-Aranceto.

Quasi affiancato al vecchio palacorvo sorge l'emblema perfetto di questa edilizia priva di grazia: un capannone bruttissimo. Come già accennato di tratta di un freddo prefabbricato indoor destinato alle attività sportive, inaugurato in pompa magna e intitolato a Quirino Ledda. Una scelta che sa di beffa per la memoria di un uomo della vecchia scuola sindacale e comunista, sardo d’origine ma catanzarese d’adozione, che del quartiere Corvo è stato un residente storico e un simbolo di riscatto sociale.

Qualcuno potrebbe obiettare che un politico pragmatico come Ledda avrebbe badato alla concretezza della struttura piuttosto che alla sua estetica. Ma il pragmatismo della sua generazione non ha nulla a che fare con l'approssimazione. Al contrario, esigeva che alle periferie e al popolo venisse data la massima dignità, non i rimasugli dell'edilizia a basso costo.

Intitolargli una simile toppa visiva significa svuotare la sua storia per farne retorica da inaugurazione, circondandola di rotatorie decorate e svincoli stradali messi a nuovo.

 Un contrasto stridente che, a prima vista, farebbe quasi credere che i finanziamenti europei siano stati spesi nel migliore dei modi.

  Ma se tutto apparentemente si rifà il look, perché in fondo all'anima resta un senso di vuoto così incolmabile? Non è la solita e banale questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Qui a Catanzaro manca del tutto la lungimiranza di una classe dirigente che dovrebbe progettare e costruire il futuro della cittadinanza, anziché evocare continuamente i fantasmi del passato — anche di quello recente — per conferire appartenenze sterili e identità di pura facciata.

 

Commenti

Chi siamo

A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

dal 2009

dal 2009
buon viaggio

ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA

ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA
PERCORSI SUGGERITI

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti
post in progress

OPEN

Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, ogni voce è importante! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra. Siamo un piccolo avamposto di bellezza civile. Un luogo dove le storie non sono consumate, ma accolte. Dove la memoria non è nostalgia, ma un gesto di responsabilità. A ore 12 nasce come un taccuino di viaggio: appunti, incontri, città, volti, ferite, resurrezioni. Col tempo è diventato un archivio di ciò che non vogliamo perdere: la dignità delle persone, la forza dei territori, la delicatezza dei gesti quotidiani. Non inseguiamo l’attualità: la viviamo ne facciamo tesoro e andiamo oltre. Non cerchiamo consenso: cerchiamo senso. Non vendiamo pubblicità: divulghiamo bellezza. Scriviamo per chi ha ancora voglia di fermarsi. Per chi crede che le parole possano essere un atto di cura. Per chi sa che la realtà, analizzata bene, è azione propulsiva. Scriviamo per chi crede che le parole possano essere un atto di cura, e riconosce nella quotidianità opere da rifinire con estrema onestà intellettuale e con un’idea alta di bellezza. «A ore 12 è un luogo aperto. Le storie che scegliamo di raccontare costruiscono la Calabria che vogliamo vedere.»

DEDICATO ALLA CREATIVITA'

🎨 Artisti in Calabria

Uno spazio libero per dare voce alla creatività calabrese.
Gratuito, ideologico, autentico. Per chi crede nella bellezza come riscatto.

Vuoi partecipare? Invia curriculum, foto delle opere e una breve presentazione a:
arteesocieta@gmail.com

📌 Tutto il materiale ricevuto sarà pubblicato integralmente. La responsabilità dei contenuti è dei mittenti.

IN PRIMO PIANO

IN PRIMO PIANO
creatività

ARTISTI IN CALABRIA

ARTISTI IN CALABRIA
La creatività è femmina

La cucina della memoria

Un pizzico di ---- cultura --- folklore --- storia --- a spasso tra i paesi della Calabria e non solo. ---Incontri a ore 12 Notizie & ...Eventi ...at 12 o'clock... Opinioni ... works in progress, analisi e opinioni a confronto
Itinerari gastronomici e cucina mediterranea

A TAVOLA

A TAVOLA
ALLA SCOPERTA DELLE TRADIZIONI

Cucina Calabrese

Cucina Calabrese
... di necessità virtù

POSTA

Tra mari e monti, sbirciando qua e là

Tra mari e monti, sbirciando qua e là
notizie e curiosità

CALABRIA: Itinerari firmati

CALABRIA: Itinerari firmati
ph valentina

Da un capo all'altro

Da un capo all'altro
Tra storia, miti e leggende

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.