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Anzi in Marocco significa "stelle" il mio nome significa stelle, plurale. Dove abiti qui in Italia? A Lamezia. Abito a Lamezia Terme! Vai a scuola? Sì. Che classe fai? Quest'anno devo fare la 5° elementare. Chi c'è con te, sei sola? No. C'è mio fratello. È là vedi? Sotto quell'ombrellone. E tuo padre? Dov'è? Anche lui è qui. Gira sulla spiaggia con biancheria x corredi e asciugamani. Quanto hai guadagnato oggi? 50 centesimi. E tuo fratello? 1 euro. Tag: venditori ambulanti, migranti, spiaggia, estate 2016,
Il suo aspetto curato dice di essere, complessivamente e tutto sommato, una bambina amata in famiglia. Si avvicina col suo carico agitando un ventaglietto rosa. Vuoi comprare ventaglio? Vedi, rinfresca. Dice. E mi dà una piccola dimostrazione. No grazie non mi serve. Vuoi accendigas? Parasole grande per macchina grande? È commovente. La sua ingenua ed enorme missione espletata con serietà e abnegazione nonostante la tenera età fa pensare alle tante persone in stato di necessità contingente costrette a mettere da parte ogni remora e darsi da fare per aiutare la famiglia nei momenti tristi che la vita riserva. Tag: società, povertà, lavoro giovanile, infanzia negata, ambulanti, spiaggia, immigrati, venditori ambulanti
Mali il mio nome è Mali. Ho quaranta anni. E allora perché ti fai chiamare Natale? Perché Natale è il nome di un amico de mio padre. L'ambulante somalo è alto. Allegro. Molto solare. Non sembra essere contaminato e afflitto dalle leggi di mercato e dalla bramosia del denaro nonostante vorrebbe possederne quel tanto che basta per avere 4 mogli. Oggi l'ho visto nuovamente. Ciao amico come va? La sua ombra mi sovrasta. Sposto il cappello e lo fisso. Bene! E tu? Tutto bene. Risponde sorridente. Ci scambiamo il capello? Lui ha un cappello tipo risaia coloniale con la paglia lievemente lacera. Sorrido. E lui passa oltre. Due tre falcate ed è oltre le barche. Tag: integrazione, immigrati, ambulanti, lavoro, società, cultura, calabria
Sei cristiano? Chiedo al simpatico uomo di colore che sorride mentre ripete lo slogan tra gli ombrelloni piantati nella spiaggia assolata e si ferma sotto il mio. No, sono musulmano. Allora davvero si paga a Natale perché Natale non puoi essere tu. Sorride. E inizia a parlare. Ha una discreta padronanza della lingua italiana ed una buona filosofia di vita. Gli chiedo quante mogli ha. Lui prende l'android, scorre lo screen e compare la foto di una donna bellissima. Ti basta! Ti basta solo questa. Dico. No no, risponde: donne più degli uomini. Io vorrei 4. Ma non posso. Non ho soldi per farle vivere dignitosamente. Ma lei quando mi vede con altre è gelosa però è bello quando togli dalla miseria donne dignitose. Insomma mi spiega la teoria della poligamia secondo una idea utilitaristica e un po' maschilista secondo la nostra mentalità ma lo fa convintamente con grazia e riporta il concetto nei dogmi della sua religione. È l'uomo che deve lavorare e togliere dall...
primo giorno: L'orientale col raccoglitore dei tatuaggi aperto e il fatidico aquilone che svolazza sinistro sopra di noi agganciato in chissà quale parte del suo corpo. I nordafricani, una volta detti genericamente “cugini” marocchini ma oggi non più visti i tratti somatici e il colore della pelle, offrono di tutto, dai tappeti alle asciugamano, dai giochini e ninnoli di plastica agli orologi, occhiali da sole autenticamente contraffatti, libri presi probabilmente al macero, vestiti tribali e occidentali che le bagnanti non indugiano a misurare sui costumi umidi e i corpi resi lucidi dalle creme. Gli immancabili indiani con le loro valigette colme di ninnoli e pietre colorate. Il venditore di cocco fresco e le zingare con prole al seguito che sperano nella pietà dei bagnanti stesi al sole e nel loro ipotetico inquantificabile senso di colpa verso qui poveri bambini ammaestrati a elemosinare qualche centesimo. "maternità" intaglio nigeriano Lui è diverso! Al...
LA SEMPLICITÀ DEI BAMBINI E DEGLI ULTIMI RENDE L'ANIMO SERENO Quanto costa pranzare in questo locale? Niente. Non ho lo scontrino. È tutto gratis. Bene allora faccio un abbonamento. Dove mi posso mettere? Per i grandi c'è un tavolo vicino alla cucina. Là state tranquilli. Potete parlare e sentire musica … a me piace la frittura di gamberi. E' molto buona! Ma sai come si sgusciano? sì. Si toglie la plastica. Si strappa la testa poi le gambe e si mangiano. Vuoi una pizza alle ciliegie? Questa è una pizza alle ciliegie. Però so anche fare il caffè le patatine fritte i gamberi... Ha tre anni la piccola Beatrice. Costumino due pezzi blu e tanta sabbia nelle tazzine del caffè e nel vassoio della pizza. L'ambulante nero offre la sua mercanzia. Non compro niente. Lui sorride e: posso permettermi? In amicizia: vedi tu sei qui con la famiglia e altri più ricchi di te no. Non godono delle piccole cose della vita. Pensano a fare i soldi. Vedi, io ho mangia...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
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A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
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