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LA SUORA CHE TIFA PER …

  La suora che fa il tifo (e non per chi pensi). Un intervento televisivo che doveva essere neutrale si trasforma in un curioso spot politico involontario, con una religiosa che cita Berlusconi parlando di satira e Sanremo.

Papa Francesco e la sua canzone a Sanremo

    di Franco Cimino “Musica è bellezza. È strumento di pace. La musica può aiutare la convivenza dei popoli”. Francesco si presenta con queste essenziali parole a Sanremo.   E canta. Tono basso in voce flebile. Ma è voce di tenore. O del classico urlatore. E canta dal suo immenso repertorio, la sua canzone preferita. Il conduttore, cui Lui si rivolge con tenerezza paterna, lo annuncia felice come il più grande ospite di tutto il Festival e di tutti i Festival. Della cittadina ligure. E di tutto il mondo.

Dipendenze

 Sanremo. Distrazione di massa.  Troppi e enormi problemi gravano sulle nostre teste.  Volenti o nolenti siamo interessati in prima persona. Dobbiamo rispondere alla deriva sociale voluta e imposta dai despoti dell'alta finanza che governano anche le democrazie. 

Tra Sanremo la Palestina e l'Ucraina

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  "garanzie di qualità" courtesy arc. iannino Ci sono miriadi di opinioni e punti di vista personali e ognuno si differenzia dall'altro per cultura geografica generale e individuale. E in merito mi domando cosa penserà la gente vittima delle guerre in Palestina e Ucraina, tanto per rimanere in uno specchio geografico vicino al nostro, del luccichio mediatico sanremese e della presunta euforia di quanti ruotano attorno alla giostra della canzone italiana.

Sanremo, dietro le quinte storie costruite ad hoc

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  Sì decisamente sì in questo preciso momento storico caratterizzato da allarmanti tensioni sociali scaturite dalle guerre in corso e dagli abusi di potere peggiorate dalle scosse telluriche che mettono a dura prova i popoli della Siria e della Turchia escogitare qualcosa per sdrammatizzare e alleggerire gli animi ci può stare!

Quello che gli italiani non vogliono

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  Mentre Giorgia continua a mettere in atto la sua personalissima visione politica della cosa pubblica dimenticando di ricoprire un Ruolo altamente delicato e importante, e quindi vestire i panni che si addicono al Presidente del Consiglio, gli eventi sommergono le esistenze di ognuno dentro e fuori i confini nazionali.

Sanremo, feeling tra Amadeus e Zelensky?

  Amadeus o chi per lui e Zelenski. Come ogni anno la kermesse televisiva della canzone stimola l'immaginario collettivo. In questa 73° edizione gli sfriculijamenti non mancano e vanno dalle ospitate di gente dello spettacolo, come di consueto, agli intrusi eccellenti e Zelenski sembra essere uno di questi. La guerra è una cosa orrendamente seria! E non può essere trattata al pari di un prodotto d'avanspettacolo neanche quando si affaccia prepotentemente nelle case dei curiosi che guardano Sanremo. San Remo è sanremo!? E se Ama avesse invitato il Che? Battute a parte la guerra di Putin sta diventando una sorta di boomerang mondiale e le provocazioni verbali di Zelenski li moltiplicano infruttuosamente. Le soluzioni, se si vogliono seriamente sono nella politica mondiale. Risiedono nelle scelte dei governanti e non nella fabbrica delle armi né tanto meno nelle ospitate ad effetto di una velina famosa. Le coscienze vanno curate perché Simili ai giovani virgulti impostati ...

Draghi, SanRemo, AstraZeneca, vaccino che non c'è e covid

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Si vieta l'esportazione del vaccino oltre l'Europa e qualcuno grida VITTORIA! È evidente che si è persa la bussola. La guerra tra poveri è iniziata da un pezzo. Vige il vecchio ma sempre attuale “mors tua vita mea”. E speriamo che io me la cavi. Dopodiché può anche venire il diluvio! La paura della sopravvivenza offusca ogni benché minima ipotesi di raziocinio. I valori umani vanno a puttane! E chi ha più soldi e ricchezze si sceglie la più attraente. Ma stiamo scherzando? Piuttosto che unire le forze per impegnare in un lavoro corale gli istituti di ricerca scientifici, ricercatori e virologi di ogni Paese, così da debellare davvero il virus covid-sars19 e iniettarlo gratuitamente si esulta e si grida con enfasi per avere bloccato una spedizione di fiale destinate altrove piuttosto che rifornire i centri anticovid europei. Complimenti alla politica e alle strategie di Draghi! Bravi. Bravi tutti. Vogliamo dirla tutta? Non sembra che i risultati raggiunti siano davvero s...

Sanremo 2013 e il nulla

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Luciana provoca! come si può stare ad ascoltare in silenzio una frase insulsa quanto irrispettosa nei confronti dei teleutenti che avrebbero, semmai, voluto assistere a qualcosa di più qualificante? "ci siamo divertiti" ecco, lei esordisce così alla fine del Sanremo targato Fazio. Insulta l'intelligenza di chi guarda  e si aspetta, non il lampo di genio, ma almeno di assistere ad uno spettacolo degno di essere prodotto per la rai e a spese degli abbonati. Ma, cara Lucianina, forse Fabio si è dimenticato di dirti e dirsi che non siete stati pagati per divertirvi ma per prestare la vostra "professionalità" in favore della canzone italiana, dei cantanti e dello spettacolo.

Sanremo 2013 seconda serata peggio della prima

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meglio Carosello! OPINIONI SUL FESTIVAL DELLA MUSICA ITALIANA 2013. Avviso ai naviganti: se vi piace Sanremo di Fazio & C. non leggete questo post! se continuate a leggerlo è a vostro rischio! Al buio anche una lucciola può sentirsi un faro luminoso. Guardarsi allo specchio e gongolare per il fulgore vivido che pensa o vuol fare credere di emanare. È ciò che succede in RAI. Creano il buio attorno o la massimo programmano spettacoli poco seguiti, come tribune politiche, documentari, vecchi film, soap e lasciano invariato “chi l'ha visto” nei palinsesti. È così che un flop come il festival di Sanremo di quest'anno si auto esalta e mostra numeri entusiasmanti di ascolti. Eppure, altri bravi conduttori sono stati irremovibili quando si sono accorti che il prodotto non andava bene e con serena umiltà hanno passato il testimone ad altri. Ora è chiaro che dopo aver fatto le scelte “discografiche” il direttore artistico del festival nonché conduttore non può dimett...

Sanremo prima, trionfa la pubblicità

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crozza imita silvio bu Opinione spassionata su Sanremo di chi ha già pagato il canone Rai. (come azionista di minoranza penso di poter esprimere il mio personale parere sulla trasmissione in onda sul primo canale della rai radio televisione italiana). 300.000 € per dire scurrilità e fare il gesto dell'ombrello mi sembrano troppi. Se fossi amica di Fazio e avessi la possibilità di fare squadra con lui, giuro che per la metà, per 150mila euro, visto che si è simpatici sparando cazzate e parole forti, potrei anche esibirmi in sonori rutti. Potrei anche tenere il tempo a scorreggini profumati. Tra una canzone e l'altra, pardon, tra una pubblicità e l'altra. Perché fino a mò sono stati più i passaggi pubblicitari che le canzoni a far da padroni sul palco di Sanremo. Lucianina ha la grazia di una allegra campagnola. È sconcertante! Sembra di essere davanti a Zeling. Comunque, una nota positiva c'è! Sono i cantanti e le canzoni. anche se sommersi da spot pubbl...

Sanremo, l'Italia dalle tante marce risorse e compensi

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luciana & fabio Meno male che c'è Sanremo Anche se, rispetto alle edizioni passate, i cachet di quest'anno sono inferiori, se paragonati a quelli dati a Bonolis, Michelle Hunziker e persino a Gianni Morandi, per la stragrande maggioranza di italiani rimangono pur sempre un gruzzolo da sogno. Inutile che qualcuno tenti di giustificare la spesa parlando di pubblicità indotta dovuta alla bravura di Fabio e Luciana per giustificare ascolti e guadagni extra. Non è per amore di polemica sulle indiscrezioni del momento, ma per ricordare che Sanremo rappresenta l'italianità del pensiero popolare, vale a dire, la kermesse è un impasto di italianità dagli ingredienti più disparati tra musica, gossip, folklore, industrie e mercanzie varie che, nel bene e nel male, rappresenta la girandola psichedelica dello spettacolo effimero in un contesto sociale impoverito. Ed è proprio il lasso temporale brevissimo che fa sembrare mostruoso e non giustifica l'enorme quant...

siamo tutti Celentani

Ha biglietti della metro? (chiedo all'edicolante) per dove? (mi risponde lui) sa sono cambiati i costi dei biglietti. A volte basta una fermata per pagare 20 centesimi in più o in meno e poi non dura 90 minuti come prima. Una volta timbrato vale solo per quella corsa. Certo che la crisi ci ha messo davvero alle strette. Anche il canone della RAI è aumentato... Sì, dopo gli anni dello scialacquio siamo costretti a fare i conti in tasca a tutti e se vogliamo che il servizio pubblico continui ad essere tale qualcosina deve pur aumentare. Ognuno dice la sua, lì davanti all'edicola, nella piazzetta della fermata della metro. C'è chi dà ragione a Celentano e chi invece si trova d'accordo col comunicato dei vertici RAI; chi appoggia l'operato del governo Monti e chi tira in ballo i figli dei ministri impegnati come ricercatori nelle stesse università dei genitori. Se penso che non in tutti gli Stati i cittadini possono criticare liberamente e in pubblico ...

Sanremo, Celentano ha deluso

Celentano ha deluso. Non è stato rivoluzionario o profeta come qualche anno addietro. L'atteso intervento, tra l'altro pompato eccessivamente dai media, non ha aggiunto niente di nuovo a quanto ha fatto l'ultima volta che si è visto in televisione. Non è stato in grado di stupire, superare le aspettative di quanti attendevano il suo messianico intervento sanremese. Ha ripetuto le stesse scene apocalittiche di una guerra poco convincente anche dal punto di vista cinematografico data la staticità della finzione visiva che collegava il tutto ad un gioco preordinato e lo rendeva simile alle guerre messe in scena dai nostalgici storici. Il suo intervento è risultato sfuocato, traballante e antidemocratico con qualche punta polemica resa granitica dall'esternazione di voler eliminare le testate giornalistiche vicine al Vaticano: Avvenire e Famiglia Cristiana, rei di non predicare il Vangelo, la Parola, ma interessati ai temi della politica. Qualcun altro potrebbe inv...

Sanremo ingessata dalla par condicio

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La serata dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia ingessata dalla par condicio reprime la creatività degli artisti stretti tra lacci e laccioli contrattuali. Chiusi nella gabbia della par condicio imposta dai dirigenti aziendali rai, Gianni Morandi e la sua squadra non esprimono quella scioltezza dialettica relazionale necessaria allo spettacolo della canzone italiana. Anche Roberto Benigni è sembrato sofferente per le regole di quest’anno. A parte le prime tiepide battute e l’ingresso trionfale con il tricolore sul cavallo bianco e qualche esortazione durante l’esegesi, il resto del monologo ha rasentato la retorica. Benigni è salito in cattedra e simile a un docente di storia delle scuole medie ha spiegato, imboccato col cucchiaino le peculiarità importanti racchiuse nella storia del risorgimento italiano alla platea dell’Ariston e ai telespettatori che si sono sintonizzati appositamente alle 22 e 20 per godere della sua performance. Una performance durata più d...

Sanremo 2011, Morandi, Paolo, Luca, Belen, Elisabetta e

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Sanremo 2011, Morandi, Paolo e Luca, Elisabetta, Belen ... Roberto Benigni intorno ai 250milaeuro in mezz’ora? non è la trasmissione di Lucia Annunziata ma l’indiscrezione che circola nell’ambiente sanremese sul compenso per la partecipazione del noto e esilarante comico italiano. Ammesso che la cifra sia questa, c’è da specificare che esistono regole di mercato precise che, attualmente, determinano i compensi in base al valore aggiunto che l’artista dà col suo prestigio personale al programma e allo spettacolo, quindi, all’audience con le relative ricadute pubblicitarie che è in grado di attrarre. Normale legge di mercato, quindi. Però, c'è un però! E come tutti i discorsi analoghi, immediatamente dopo, ineluttabilmente, il censore presenta il rovescio della medaglia contigua alla polemica. Analizzando sommariamente i fatti, ci rendiamo conto da soli che non c’è bisogno di un ministro delle finanze o un commercialista esperto in marketing per convenire che forme simili di re...

perché Sanremo è Sanremo, 61° festival della canzone italiana

Non tutto è perduto! se è vero che alcuni degli uomini più ricchi del mondo hanno tenuto il necessario e devoluto in beneficenza il superfluo dei rispettivi imperi finanziari, allora qualche speranza rimane a confortare chi soffre la fame. Alcuni di loro, i magnati buoni, hanno liquidato la notizia con disarmante spontaneità, ritenendosi fortunati rispetto al resto del mondo e quindi in dovere di aiutare i meno fortunati e quanti ne hanno bisogno. Altri, fanno opere di beneficenza senza esporsi. Lasciano gli oboli senza salire sul carro dell’eroe caritatevole coronato da ghirlande o pergamene, ringraziato e osannato ma in pace con se stessi. Chissà se anche i nostri lavoratori dello spettacolo sanremese, certo non le maestranze da 1000euro (anche se a volte i poveri sono più solidali e magnanimi dei benestanti) devolveranno qualcosa a chi sta peggio. Secondo indiscrezioni Gianni Morandi dovrebbe percepire tra gli 800mila e unmilione di euro; 150mila euro a testa le soubret Eli...

Elisabetta Canalis avrebbe detto no alla piazza

Un tipico esempio di sano disinteresse per i problemi della gente comune è dato dall’ex velina Elisabetta Canalis che lo condensa in poche battute a Sanremo : “Io non ci sarei mai andata…” Che dire, si commenta da sé! d’altronde una che deve fama e ricchezza, nonché status di compagna del fascinoso George Clooney e che vive negli States però viene a intascarsi i soldi degli abbonati rai italiani, cosa ci si poteva aspettare se non questo tipo di filosofia di vita? Finalmente dopo tante battute, risolini e prese in giro, i cittadini stanchi dicono di no a modelli artificiosi lontani dalle realtà popolane. Dicono di no alla mercificazione esponenziale gridata ai quattro venti senza pudore del corpo delle donne e degli uomini. Urlano basta a devianze , vissute fino a qualche tempo addietro con pudore, e chi le commetteva non le sbandierava perché sapeva di fare azioni poco gradite che andavano contro, non la morale comune o il senso del pudore bacchettone ma, un ordine precostituit...

Sanremo specchio dell'Italia

Festival della canzone italiana e dei costumi italiani; Sanremo, anche questa sessantesima edizione non poteva smentire la bagarre massmediatica che s’imbastisce attorno a quella che, di diritto, dovrebbe essere la regina del teatro Ariston: la musica e la canzone italiana. Nella ancor calda kermesse, stentano a stemperarsi gli umori di quanti non accettano l’ennesima imposizione dei burattinai che gestiscono il potere. Anche qui si è vista chiaramente la volontà di imporre scelte che nulla hanno a che vedere con la creatività musicale. Canzoni e testi costruiti per personaggi che farebbero bene a trovare strade più consone al “rango”. Televoto ambiguo. Artisti in erba costruiti in laboratorio e conduzione falsamente familiare alimentano i cori del dissenso attuale. Persino i musicisti contestano la finale e lanciano gli spartiti per terra mentre il pubblico fischia un ragazzetto stonato, impacciato nei movimenti ma non nel rispondere ai dissenzienti. Di contro, i cantanti bra...

Chi siamo

A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

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