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L’effimero e l’eterno Oltre la retorica della mimosa: se la celebrazione diventa un rito ciclico, solo l’amore svincolato dal possesso può aspirare alla permanenza.
Quando la fede diventa arma di conflitto. Leader improvvisati e comunità chiuse trasformano la spiritualità in battaglia, mentre l’inclusione diventa minaccia. C’è un filo sottile che lega i raduni religiosi di provincia alle grandi piazze politiche: il bisogno di un capo, di una voce che indichi un nemico e trasformi la confusione in battaglia. Non importa se si tratti di un parroco scomunicato o di un leader improvvisato: ciò che conta è la promessa di un’identità forte, di un “noi” contrapposto a un “loro”.
1978. fermenti La politica così com’è concepita non mi piace. Preferisco occuparmi di civismo. Del ruolo che ognuno di noi dovrebbe occupare in società. E testimoniare l’impegno posto al servizio della collettività bandendo i personalismi. Impegnati a migliorare la qualità della vita e non lasciare nessuno indietro a pietire opportunità e diritti legittimi.
M5s, biodegradabile x natura o statuto? Lavoisier nel ‘700 capii e stigmatizzò il concetto della relatività, teoria secondo cui “nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”. E ancora prima, in Grecia, Empedocle, riferendosi alla totalità dell’essere pensava, semplicisticamente, che non c’era separazione tra anima e materia. Fede e scienza non vanno a braccetto. Cosicché, il concetto, epurato dalla spiritualità, passa alla storia della fisica nella formula esplicata da Antoine-Laurent de Lavoisier sul principio della conservazione chimica della massa. La stessa formula è corretta da Einstein che chiarisce, laddove, all’interno di un sistema chiuso, in una reazione chimica la massa dei reagenti è esattamente uguale alla massa dei prodotti, anche se appare in forme diverse. Quindi, “ nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma !”. E che dire del filosofo Jean Jacques Rousseau? Anche lui nato nel ‘700 e tirato in ballo dal movimento cinque stelle con l’orm...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
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nessun sensazionalismo
nessuna retorica
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Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.