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1980. Anni di cambiamenti . Il complesso dell’EUR era stato ultimato da qualche decennio e ormai messo pienamente a disposizione di aziende, patronati e Confindustria, che dagli anni Settanta avevano iniziato a utilizzarne gli spazi in modo continuativo. Quel giorno eravamo lì per una trattativa delicata: l’azienda doveva comunicarci notizie importanti. Le delegazioni sindacali erano arrivate da tutte le regioni. Il complesso si presentava enorme, imponente, quasi disorientante. Ma non eravamo lì per turismo o per shopping. In ballo c’erano questioni serie: gli esuberi, le strategie per tentare di risanare l’azienda, il marchio. Perché ormai c’era ben poco da salvare. Arrivai con qualche ora d’anticipo e mi persi nel dedalo di uffici e nuovi spazi. Ne approfittai per incontrare un amico, un gallerista, e finii per impegnare buona parte della mattinata con lui. Andammo in galleria e, quando mi accorsi che il tempo era volato, tornai di corsa all’EUR. La riunione n...
Dal 4°Stato allo stato di fatto I laser assumono un ruolo crescente nell'automazione della manifattura odierna. Levi Strauss sceglie i laser e li sostituisce ai lavoratori. Per produrre jeans il colosso userà dei robot. L'obiettivo, secondo quanto riporta il Financial Times - è quello di ridurre gli sprechi e i costi accorciando il processo di design e di manifattura che appare troppo lento per rispondere ai rapidi cambi nella moda. Questo e' il futuro della manifattura dei jeans', secondo Chip Bergh, amministratore delegato di Levi Strauss. Negli ultimi anni la società si e' trovata a fronteggiare una crescente concorrenza e una forte pressione sui margini e l'introduzione dei robot velocizza e rende più agile la produzione. I laser possono compiere un la finitura di un paio di jeans in 90 secondi rispetto ai 6-8 minuti di un lavoratore in carne e ossa. Levi Strauss ha chiuso il 2017 con un utile in calo del 3% a 281 milioni di do...
Gheddafi, l'Italia, e gli affari in cifre. La presenza di Gheddafi in Italia significa accordi per commesse in Libia, soldi per grandi gruppi che dovranno fare i lavori, il tutto previsto dal trattato di amicizia e cooperazione tra Italia e Libia del 2008. Anche allora, in agosto, vi fu una visita del dittatore libico che scardinò i protocolli e fece indignare il presidente Fini. L’Italia, deve pagare gli errori del passato e risarcire l’ex colonia, la Libia ma, buona parte dei 5 miliardi di dollari pattuiti per chiudere col passato fascista deve essere investita nella costruzione dell’autostrada costiera libica “Rass Ajdir Imsaad” lunga 1,700 km con due corsie più una d’emergenza nei due sensi di marcia. Secondo le notizie diffuse in questi giorni, al ministero dei trasporti italiani sono pervenute venti richieste di altrettante imprese, tutte italiane. A comunicarne notizia è il ministro Altero Matteoli. La Astaldi è la capogruppo della cordata Bonatti, Ghella, Grandi Lavor...
Emigrazione, immigrazione , sfruttamento ed emancipazione culturale del proletariato Sono inebetito! La classe operaia è invisibile . Non è più la forza lavoro trainante per l’economia Nazionale; capitale per le imprese ed entità fisica pensante. E per classe operaia s’intende non solo chi veste la storica tuta blu ma anche i colletti e i camici bianchi della ricerca. In sintesi: tutti gli attori produttivi di beni fisici e intellettivi. Si deduce dai dibattiti politici e dagli orientamenti dei partiti. Si desume dai comportamenti parolai e dalle azioni perpetrate da quanti dicono di rappresentare i cittadini. In Italia si è creata una situazione assurda: si tutelano i cosiddetti im-prenditori che prendono i soldi dallo stato e portano fabbriche e capitali all'estero laddove guadagnano di più grazie a situazioni sociali che si credevano debellati con l’emancipazione proletaria e con le leggi dello statuto del lavoro in atto in Italia. Forse proprio per questo v...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
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A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.