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Il cambiamento non sempre fa rumore. A volte scivola nelle pieghe del quotidiano, si insinua nei gesti ripetuti, nelle abitudini che sembravano eterne. Altre volte, invece, arriva come un colpo secco: un terremoto che incrina ciò che si credeva solido. Negli anni Ottanta, per chi lavorava nelle telecomunicazioni, accaddero entrambe le cose. Un lento logorarsi e un improvviso crollo. Un’epoca che prometteva modernità e lasciava dietro di sé un sentimento nuovo, sconosciuto, inquietante: la precarietà. In mezzo a quella trasformazione, una figura emergeva più nitida delle altre: Marisa Bellisario . Non ancora un mito, non ancora l’icona che sarebbe diventata dopo la morte. Era una presenza concreta, determinata, capace di parlare il linguaggio del futuro mentre molti di noi cercavano ancora di decifrare il presente. La sua voce, le sue decisioni, il suo passo sicuro nei corridoi dell’Italtel segnarono un’epoca in cui la tecnologia correva più veloce...
Era venerdì 17 marzo 1972. "e questo, il teatro in cui si svolse l'antefatto storico: il grande albergo moderno" Catanzaro, piazza Matteotti negli anni '70 Ricordo che faceva caldo ed io andai all'albergo Moderno per il colloquio di una ipotetica, anzi improbabile assunzione in un'azienda telefonica che aveva sede in Milano e cercava maestranze in Calabria solo per non sentire parlare mia madre. E mentre camminavo continuavo a dirmi: si stai a vedere che prendono proprio te.
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.