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Visualizzazione dei post con l'etichetta scrittori calabresi

Rinascite

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 L'ANGOLO DELLA POESIA …La città restò a lungo assetata, tanto che neppure tutta l’acqua caduta riuscì ad appagarla. La terra riprese a respirare quando su di lei caddero le lacrime degli uomini. Dalla crepa più dura spuntò il primo fiore, e la Vita tornò a vivere. I bambini si ricordarono di essere bambini e ripresero a giocare. La banda suonò e tutti si misero a danzare fino a notte fonda, ubriaca di vino e virtù. E anche i vecchi fecero all’amore, finché l’alba non  li colse di sorpresa.

Geografie della fame

  scrittura creativa. Cronaca di un mondo ridisegnato dall’avidità e risvegliato dalla moltitudine Occhiello riassuntivo: Un’allegoria contemporanea sul potere che divora e sui popoli che, uniti, spezzano l’ombra del Conquistador. El conquistador delle Americhe e Groenlandia. Antefatto. Sembrerebbe la fantastica storia di un uomo dalla vista lunga e con le braccia tentacolari ancora più lunghe, con un enorme stomaco temprato per ingurgitare ogni cosa ritenga appetibile. Il cui ego immenso non concede spazi. Un personaggio d’altri tempi. Tempi bui avvolti nelle tenebra della ragione dove la forza fisica rafforzata dagli armamenti, trasdotta in bellicismi, consentiva di sopraffare chiunque non si prostrasse ai suoi capricci. Vanesio, di una vanità che supera di gran lunga quella del re che sfila nudo tra i suoi sudditi e che viene additato dall’innocenza di un bimbo dallo sguardo puro.

Ti porto nel cuore, madrina

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"... non so quanti anni sono trascorsi dalla tua dipartita, quando qualcuno entra nell'anima occupa sempre un posto speciale... e tu Angelina sei una di queste". La tua voce, la tua visione, il tuo amore per la terra e per le persone continuano a vivere. Hai saputo guidare la Calabria verso un’agricoltura consapevole, sostenibile, moderna. Hai scritto con l’anima, raccontando storie che parlano ancora oggi. Hai lasciato semi di bellezza che continuano a germogliare. Il tempo non cancella chi ha saputo amare con autenticità. Grazie per averci insegnato a guardare più a fondo, a vivere con radici e con ali. Sei stata la madrina della piccola Manuela. Con dolcezza e saggezza le hai donato parole, libri, pensieri. Dicevi: “Voglio lasciarti un ricordo” — e quel ricordo oggi vive, ogni volta che Manuela accarezza con lo sguardo le pagine che le hai regalato. Non è solo carta, non è solo inchiostro. È presenza, è amore, è memoria. È il tuo modo di restare, anche nel silenzio. M...

Ritratti di Calabria

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  Un cestino di uva fragola al centro della tavola, disposto come una natura morta caravaggesca, mi riporta indietro nel tempo: ai miei quindici, sedici anni.  Era fine dicembre, e in casa fervevano i preparativi al calore del focolare: " pàssuli e  granati ", lenticchie, castagne, fichi secchi con noci e miele, conservate per allietare i giorni di festa. Gli acini passiti dell'uva, pronti per il pan di spagna, decimati dalla golosità dei bambini erano comunque lì ad impreziosire la tavola: ogni cosa aveva un posto, un significato, un sapore che non si dimentica. Come le pagine di Saverio Strati, che non si leggono soltanto: si respirano. Penetrano la mente, sedimentano, e lasciano addosso l’odore inconfondibile della calabresità. Una calabresità fatta di sfumature sensoriali, di voci dialettali, di gesti antichi che resistono al tempo. In questi giorni, a cent’anni dalla sua nascita, Strati ritorna. Non come monumento, ma come presenza viva. Come quel bambino che la non...

Estate sullo jonio, tra fichi d'india e stelle

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Ogni estate, tra le pietre calde del casolare e il respiro salato dello Jonio, qualcosa si muoveva dentro di me. Non era solo il ritorno a casa, ma un viaggio tra memorie, incontri, strade sterrate e silenzi che parlano. Questo è il racconto di un’estate che ha avuto il suono di una chitarra, il passo di un labrador fulvo, e lo sguardo di Teresa, che curava gli animali come si curano le ferite dell’anima. E' una storia comune a tanti calabresi emigrati che, come ogni anno, alla fine della scuola si spostano nei paesi d'origine, in Calabria,. La mia famiglia si spostava nella casa di campagna affacciata sullo jonio.  Il panorama che si gode  ancora oggi dalla sommità del costone roccioso è mozzafiato, e il silenzio è cadenzato dal canto delle cicale, dei grilli e sopra ai loro fastidiosi richiami si leva il dolce fischiettio degli uccelli.  Il casolare è immerso nella campagna, su un alto spuntone roccioso quasi ricoperto da enormi piante di fichi d'india. Di anto in tanto...

Il fuoco gentile, terza parte

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  TERZA  e ultima  PARTE     Ogni domenica, Filomena friggeva patate e pipareddhi in una padella di rame che si diceva fosse magica. La leggenda narra che chi assaggiava quella frissurata, avrebbe ritrovato per un giorno intero la felicità perduta. Un giorno, arrivò al villaggio un giovane viandante, stanco e affamato. Si chiamava Nino, e aveva perso la speranza: niente lavoro, niente soldi, e un cuore pieno di dubbi. Filomena lo accolse con un sorriso e gli offrì un piatto fumante di patati e pipareddhi frijiuti.

Il fuoco gentile, seconda parte

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    Il sogno si trasforma in un soffio e compare Leyla, col suo cucchiaio d’argento, che versa nell’aria granelli di coriandolo cantori. Le note si posano sulla zuppa fumante e diventano parole, parole che parlano di viaggi, di terre lontane e di chi ha perso la voce.   Al risveglio, Nino riapre gli occhi e scopre che la padella ha creato una nuova ricetta: la Zuppa dei Ricordi Sognati. Ne versa un mestolo nel Calderone del Mondo, e il vapore si alza trasformandosi in immagini danzanti di volti amici, di mani strette, di abbracci che ancora non sono accaduti in un dipinto profumatissimo e pieno di nostalgia; la storia prende vita e illustra un racconto dal sapore autentico della Calabria, quello che sprigiona la padella sul fuoco dei ricordi e danza nella mente di chi legge o ascolta la favola: SECONDA PARTE del rito delle   “Patati e Pipareddhi Frijiuti”   Più che un ricordo, è un dipinto profumatissimo e pieno di nostalgia: il racconto prende vita ...

Il fuoco gentile

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"favole senza tempo, rifugio, poesia dell'anima" Leyla la bambina del tempo La Congrega dei Cuochi Magici   Nel cuore di una cucina sospesa tra le stelle e la Terra, cinque cuochi straordinari si riuniscono attorno a un calderone cosmico. Non cucinano solo per nutrire: cucinano per guarire, per unire, per celebrare la diversità del mondo.

Il rifugio delle pieghe del tempo©

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                                   Il Rifugio delle pieghe del tempo  L’immagine evoca un’atmosfera profondamente intima e familiare, dove ogni oggetto racconta un particolare della storia vissuta di chi vi abita.

La pace si costruisce con i buoni pensieri

Di Franco Cimino   I BULLI CHE DOMINANO SULLA DEBOLEZZA E LA PAURA. E LA FORZA SEMPLICE CHE LI FARÀ SCAPPARE. Vi racconto una storia. Ascoltatemi. Anzi, leggetemi. Nella mia adolescenza e nella lunga giovinezza, tutte vissute a Marina, mi sono capitate situazioni come quelle che vi racconto. Sono simili a quelle di tanti miei coetanei. O direttamente. O per sentito dire. Ovvero, quali testimoni degli avvenimenti. La prima storiella, per nulla “fantasiata”, neppure nell’enfasi del racconto. Questa:

Ai piedi della Croce

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  di Franco Cimino  NON FARTI PASQUA QUEST’ANNO SIGNORE.  Resta dove sei, Signore.  Non venire qui da noi.  Non ti riconosciamo.  Non ti vediamo neppure.  Ancora ti scambiamo per qualche imbonitore televisivo.

La Calabria e i calabresi di Achille Curcio

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  È un libriccino composto da 19 racconti ambientati nella Calabria contadina degli anni 50. Le storie, brevi, arricchite con le illustrazioni del pittore di Cortale Andrea Cefaly, accompagnano i lettori nel mondo del proletariato tipico di quegli anni. E narra del lavoro nei campi e di antichi mestieri, di lavori artigianali ormai in disuso e sconosciuti ai ragazzi d’oggi. Servigi pagati con poche lire, appannaggio di pochi latifondisti o borghesi, piuttosto che con gli scambi di derrate alimentari o altre forme tangibili, prassi consolidate nelle piccole comunità contadine.

Cenacolo in riva al mare

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Deriva della ragione pura e nuove barbarie. Alcune considerazioni a margine della presentazione del libro di Filippo Veltri dal titolo “ Calabria silente”. Edito da Rubbettino. n. fiorita, f. veltri, n. belcaro Mentre i relatori parlano mi tornano alla mente gli anni giovanili della passione politica. Incontri, assemblee... analisi.  Sì, era passione pura la nostra! Sentimento che spingeva al superamento delle diversità e al livellamento dei problemi sociali non solo per me ma per una miriade di ragazzi che credevamo nel cambiamento epocale: l'alienazione dei privilegi dei pochi a favore della moltitudine costretta a vivere ai margini della sottocultura dei potenti. Poveri e ignoranti che ringraziavano i “padroni” pure per le briciole ricevute come se fosse un dono inaspettato e immeritato, che lui, il padrone del momento, magnanimamente, donava ai meritevoli. La storia si ripete. Ci s'interrogava, ieri come oggi, sul perché di certi atteggiamenti sociali e su...

Ho incontrato un Angelo

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Teresa Mannino incontra Andrea Camilleri. Il colloquio tra il papà di Salvo Montalbano e la showgirl nonostante si conoscano da poco è saturo di familiare calda intimità. La voce roca dello scrittore mi riporta alla mente una figura pacata e positiva, anche lei, grande fumatrice, ma senza pappagorgia, anziana, più grande di me di una ventina di anni arricchiti da una enorme esperienza culturale. Tosse e raucedine impongono i fumatori accaniti a prendersi attimi rumorosi di pausa. Anche Angiolina era costretta a farlo. Doveva interrompere il dialogo, sospendere le parole a causa del fumo. Angiolina Oliveti Scrittrice anche lei ma meno nota del maestro Camilleri, non ha insegnato all'accademia d'arte drammatica, non ha fatto alcuna regia e non ha avuto allievi nel campo del cinema e dello spettacolo. Ha insegnato, però, le tecniche agrarie per migliorare le colture. Ha steso e realizzato progetti in tal senso espletando egregiamente la funzione di dirigente reg...

Alla Ubik "Una vita per tre".

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A caldo, il ragazzo mi ha fatto una buonissima impressione. Non è da tutti esprimere e scrivere con una certa maturità storie esistenziali nell'era dei social media fuorvianti presi ad esempio dai guardoni cangianti che li popolano. Ha soli 21 anni ma ha concetti profondi che sa esplicitare con semplicità e passione inusuali per i giovanissimi che liberano scempiaggini sul web. Nel dialogo col libraio della Ubik, Nunzio Belcaro, viene fuori un ritratto sorprendente. Fabrizio Massimilla è al suo primo libro, un romanzo, “ Una vita per tre ”. Ancora non l'ho letto ma mi riprometto di leggerlo al più presto, tanto mi ha colpito la proprietà di linguaggio e i valori etici che ha esternato durante la conversazione in libreria. Lo scritto stampato dalla casa editrice “ la città del sole ” è, e lo è senza ombre di dubbi, quell'ancora salvifica che mette in moto e fa comunicare le menti distanti, sa, da quanto ho udito durante la presentazione, dialogare, annul...

Nonno Carlo

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Sul comò, in camera da letto, mia madre aveva raggruppato le foto dei nonni e degli zii. Il centrino ricamato li raccoglieva in una sorta di spazio dedicato alla preghiera e al ricordo. Il fratello di mamma, in divisa, morì non so dove in guerra, lasciando la giovane moglie e il figlioletto soli. Quando la guerra finì, il governo italiano promosse accordi politici con gli Stati ricchi di materie prime ma povere di maestranze. Ebbe inizio il primo grande esodo. Francia, Germania, Svizzera, Americhe, Argentina, Brasile e anche il nord Italia furono mete dei nostri padri e nonni. Nonno Carlo, mi raccontò mia madre, partì per le Americhe in cerca di fortuna ancor prima. Lui, come si diceva una volta, era un benestante prima che maestro di musica e in paese lo rispettavano tutti. Anche le figlie erano rispettate e, raccontava mia madre, che anche lei, se pur ancora ragazzina, a quel tempo era ossequiata e siccome era d'uso tra i paesani togliersi il cappello in segno di...

Migranti, Gente dei sud, storie

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Calabria, crocevia di storie. Da molte settimane vedo tra i post più letti del blog “a ore 12” lo snippet riassuntivo del mio lavoro poetico di qualche anno addietro. Stampato in proprio nel giugno del 2011 e dedicato alle nuove generazioni. È un libriccino di poche pagine che racchiude storie confinanti nella cronaca dei nostri giorni e fa il punto sulle fobie degli uomini trasformate in paure dagli ignoranti e da quanti pensano di rimetterci in privilegi, denaro e servizi, nell'accogliere i migranti; e, forse spinti dalla paura, alcuni accolgono con sollievo leggi mascherate da insano patriottismo che tutelano gli egoismi dei singoli (l. bossi/fini) . Storie di vite migranti come le nostre anime, che, se pur condite di realtà frammista a poesia e narrativa, testimoniano le assurdità dei centri d'accoglienza e smistamento posti ai valichi dei sud del mondo ma che narrano anche di afflati umanistici insperati.

Pasquino Crupi, un Calabrese Scomodo

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Mario Iannino 2013, "cartoline dalla Calabria" Meridionalista. Così è definito chi spende le proprie energie per rivendicare diritti cancellati o calpestati per favorire altre realtà economiche, politiche e culturali. Non si tratta di una strenua difesa del territorio d'origine imputabile, come spesso si sente dire da qualche personaggio che fa della spocchia la sua fortuna, di amore viscerale verso le proprie origini. I meridionalisti calabresi, conosciuti e non dai conterranei, vivono le contraddizioni politiche che si riflettono sulla società e li scandagliano. Suffragano le ricerche con studi scientifici e le condiscono con analisi liberali per renderle libere da preconcetti e faziosità. Insomma, annullano le realtà dei se e dei ma e polverizzano le colonne granitiche dell'ignoranza con dati di fatto inoppugnabili. Pasquino Crupi è uno di questi! Studioso. Meridionalista convinto. Ha dato il suo apporto alla causa meridionalista con lo stru...

scrittura creativa: la cartomante

LA CARTOMANTE. Il palazzo ha una forma strana. Inconsueta. Da lontano sembra circolare. Solo da vicino ci si accorge che i muri perimetrali formano degli angoli laddove si uniscono. Non saprei dire se il suo perimetro forma un pentagono, un decagono o qualcosa di più. Il portone è costituito da un'enorme vetrata all'interno di un porticato punteggiato da colonne circolari che sorreggono l'intera struttura. L'androne e le scale sono di marmo. Le porte scorrevoli dei due ascensori situati alle estremità del lungo corridoio sono ancora protette dalla pellicola trasparente. 58 appartamenti di nuova costruzione iniziano a vivere umori altrui. Secondo piano interno 12. L'odore della pittura fresca è ancora nell'aria. La signora pulisce le ultime macchie sul pavimento facendosi spazio tra gli scatoloni. Ancora qualche giorno e poi possiamo iniziare a svuotare i cartoni e sistemare la roba. Per oggi può bastare. Dice la signora mentre invita la ragazza a seguir...

l'albergo delle fate, di A. Oliveti

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Nel mese d’aprile di quest’anno Angiolina Oliveti pubblica per i tipi di Helicon la sua ultima creazione letteraria. È una narrazione ambientata in Calabria, tra la Sila piccola, Catanzaro e la Locride. Tratta, con un linguaggio scorrevole, una vicenda di malaffare che vede implicate persone della ‘ndrangheta, intente in loschi traffici e incolpevoli testimoni oculari, vittime di spietati codici malavitosi. Teatro principale dell’opera è “l’albergo delle fate”, una struttura reale situata tra la suggestiva vegetazione silana catanzarese, nel comune di Taverna, paese che diede i natali al Cavalier Mattia Preti e, ancor prima, al fratello Gregorio, entrambi pittori del barocco secentesco italiano operanti in Roma e Malta. Angiolina percorre lieve la civiltà Calabrese. Ricorda la Magna Graecia, i reperti archeologici locresi, il centro storico di Catanzaro e li condisce con frasi note in vernacolo. Detti e motti catapultano il lettore nella quotidianità dei luoghi visitati. Pagine sco...

Chi siamo

A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

dal 2009

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