2 giugno festa della Repubblica

 IO E LA REPUBBLICA ITALIANA 

IN QUESTO GIORNO DI FESTA…



I nomi delle persone e, talvolta, anche la loro storia personale sono legati, involontariamente, alla data di nascita e al periodo storico con il quale quella data simbolicamente si rapporta.


Si pensi ai nomi imposti negli anni Venti, Trenta e Quaranta del secolo scorso: quelli riferiti a Benito Mussolini, ai simboli dell’epoca fascista o a tutto ciò che richiamava quel regime. Nomi dati ai neonati da genitori che, per convinzione o per necessità, si sentivano e si dichiaravano fascisti.


Anche la mia data di nascita, il giorno e il mese in cui sono nato, hanno involontariamente un legame con un appuntamento che la storia italiana ha dato a sé stessa. Un appuntamento straordinariamente bello.


Il 3 giugno, preceduto dal 2, si svolsero le elezioni che sancirono l’esito del referendum tra Monarchia e Repubblica. Era l’anno 1946, naturalmente non quello della mia nascita, che sarebbe avvenuta successivamente. Ma quel giorno e quel mese sono strettamente legati a me.


Li sento talmente dentro di me da avere quasi l’impressione di aver partecipato a quell’evento storico che diede inizio alla Repubblica italiana. Forse è per questo spirito che mi pervade interamente che ho sempre rafforzato in me non soltanto il sentimento verso la Repubblica, ma soprattutto l’adesione ai valori che essa rappresenta.


Sono i valori della Costituzione democratica e antifascista.


E benché la parola “fascismo” non venga esplicitamente menzionata negli articoli della Costituzione, come qualche moderno Solone ancora sostiene, la nostra Carta è antifascista proprio nella sua natura democratica.


Lo è perché non soltanto si oppone, ma respinge a priori ogni forma autoritaria e dispotica nell’organizzazione dello Stato e nel sistema di governo.


Lo è perché trova nei solidi pilastri della democrazia l’architrave dell’intero edificio statale. Anzitutto il Parlamento; poi i governi che, pur nascendo dal consenso popolare espresso attraverso le elezioni, sono sottoposti al sostegno, al controllo e all’approvazione del Parlamento nell’esercizio delle loro funzioni.


Vi è inoltre l’istituto della Presidenza della Repubblica, soggetto essenziale per l’unità del Paese e per la garanzia del rispetto della Costituzione, anche attraverso il ruolo di vigilanza esercitato dalla Corte costituzionale.


Pilastri della democrazia sono inoltre, in forma assolutamente paritaria, le altre assemblee elettive che, attraverso l’originalità del nostro pluralismo istituzionale, dal centro dello Stato discendono alle Regioni e, in ciascuna di esse, alle Province e ai Comuni.


Repubblica e Costituzione, sebbene nate in due momenti vicini ma distinti, sono in realtà la stessa cosa. L’una è la ragione dell’altra.


Sono sorelle gemelle che camminano insieme lungo il percorso di una storia che non potrà avere fine finché entrambe resteranno vive e procederanno unite, senza che alcuna modificazione che ne alteri la natura e la bellezza.


Io mi sento — e mi scuso per questa digressione personale — pienamente il 3 giugno. In quel bellissimo giorno che si racchiude nel 2 giugno, festa nazionale della Repubblica.


La Repubblica italiana è uno strumento per la costruzione della pace interna e in Europa, come lo è stata nei primi anni della sua vita. La Repubblica italiana e la sua Costituzione sono energie vitali per la costruzione della pace nel mondo.


La pace, secondo l’insegnamento della Costituzione, nasce dal rifiuto della guerra e di ogni violenza che la preceda o la segua, per non essere mai più soltanto una sospensione tra due guerre. Essa si realizza attraverso la piena affermazione di due valori irrinunciabili: la libertà e la giustizia.


La libertà e la giustizia per ogni persona e per ogni popolo. Libertà e giustizia che si affermano anche nell’altro principio ineliminabile: l’indipendenza e l’autonomia dei popoli e delle nazioni, nel loro precipuo diritto ad avere una terra entro la quale vivere in pace e affermare libertà e autonomia.


Dedico pertanto questo 2 giugno, festa della Repubblica, alla Democrazia e alla Libertà. La dedico al principio fondamentale secondo cui non si è Repubblica democratica e indipendente se non si combattono apertamente le guerre in ogni luogo in cui esse avvengono.


La dedico a tutti quei Paesi che non hanno la fortuna di avere una Costituzione o una Repubblica come quella italiana, e che non vivono in un continente, anzi in una parte di esso, l’Europa, entità politica e democratica, come lo sono tutti i Paesi che aderiscono all’Unione Europea.


Dedico questo giorno ai popoli martoriati, umiliati, affamati, derisi, abbandonati, accampati in vecchie strutture e in campi ancora più precari e più esposti alle durezze del clima.


Dedico questo giorno al popolo dell’Ucraina, e ai soldati di tutti gli eserciti, mandati a morire e a uccidere in trincee assurde. 

La dedico agli uomini e alle donne che soffrono ogni forma di rovina della guerra; dallo Yemen al Libano, dalla Siria ai Paesi delle guerre tribali africane.


Lo dedico agli uomini e alle donne soli e ai popoli affamati che vivono nelle terre arse dalla povertà e rese sterili dalla siccità, popoli che subiscono la guerra mondiale più lunga e devastante: quella della povertà imposta da pochissimi uomini che, sulla povertà del pianeta, accumulano ulteriore ingordigia sulla già vergognosa ricchezza acquisita.


Dedico questo 2 giugno alla Terra, alla nostra terra e al nostro pianeta, e alla violenza che esso subisce a causa dell’egoismo di quanti lo deturpano per stupidità e incuria, distruggendo pinete, boschi e foreste, inquinando mari e fiumi, abbattendo l’equilibrio che la natura stessa si è data per restare sana e viva.


Dedico questo 2 giugno alla popolazione iraniana, a quella violentata, uccisa, imprigionata: centinaia di migliaia di iraniani oppressi da un regime autoritario e violento che, sotto la maschera di un Dio invisibile, infligge da trent’anni una delle dittature più dure della storia.


E dedico questo 2 giugno anche al resto della popolazione iraniana che vive nel terrore che un minacciato attacco militare degli Stati Uniti possa devastare quella terra antica, distruggendo il patrimonio culturale e uccidendo altre migliaia di persone.


Dedico questo 2 giugno al popolo palestinese, alla sua più che quarantennale sofferenza, alle sue lotte per vivere in uno Stato autonomo e libero su una terra, quella dei loro padri, che ancora gli viene negata.


Anche oggi, da parte di chi, sotto la paura di essere aggredito o di poter essere distrutto — paura spesso alterata se non quasi assurda — accusa di sterminio quella popolazione, beneficiando talvolta della passività, dell’apparente neutralità o persino del sostegno aperto di quegli Stati democratici che rifiutano la guerra e si battono contro lo sterminio di popoli e nazioni.


Lo dedico infine a una parola che si vorrebbe cancellare dal vocabolario: genocidio.


Lo dedico a tutte le forze sane del mondo che vogliono davvero battersi non solo per salvare il popolo palestinese, almeno per ciò che ne resta, ma per affermare il principio secondo cui ogni atto che distrugga interamente paesi, città e nazioni, e che uccida indiscriminatamente uomini, donne e bambini, debba essere considerato crimine di genocidio e non solo di guerra, e che in questa veste debba essere perseguito dalla giustizia internazionale e punito secondo il diritto internazionale.


Dedico questo 2 giugno ai coraggiosi uomini e donne della Flotilla, che hanno rischiato e ancora rischiano la vita per portare cibo e medicinali alla popolazione palestinese, a cui da anni vengono negati alimenti e cure, proseguendo così una forma di sterminio attraverso questo ulteriore strumento di guerra.


Lo dedico anche, questo giorno, a Francesca Albanese, splendida donna italiana che, su mandato dell’ONU, sta conducendo in solitudine una battaglia alta e coraggiosa: la denuncia dei crimini commessi nella Striscia di Gaza da parte di un esercito e di un governo che si definiscono ancora democratici, ma che di quel valore hanno ormai perduto gran parte della sostanza, fino a distruggerlo dentro una volontà di potenza che mira a trasformarsi in dominio assoluto, anche per conto terzi, dell’intero Medio Oriente. 


Dedico questa festa odierna allo strumento più semplice, che fa umile la Democrazia e orgogliosa la Libertà, le elezioni. La dedico a quei popoli che non ne possono godere e a quei paesi che ai popoli questo strumento negano. Lo negano anche quando fanno di questo prezioso mezzo una cosa diversa o alterata, rispetto al principio non negoziabile che vuole che le elezioni siano sempre il diritto- dovere di ciascuno elettore di scegliere pienamente chi lo rappresenta, anche nella scelta degli eletti. Eletti, che appartengono a quella esclusiva volontà democratica, non alla proprietà “esclusiva” di quattro-cinque capipartito, di partiti fittizi e ingannevoli. 


Dedico infine questo 2-3 giugno alla mia persona, affinché non indebolisca mai e anzi rafforzi sempre il suo amore per la democrazia e la libertà e la sua fede nella Repubblica.


Viva la Repubblica democratica italiana.


Franco Cimino

Commenti

Chi siamo

A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

dal 2009

dal 2009
buon viaggio

ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA

ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA
PERCORSI SUGGERITI

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti
post in progress

OPEN

Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, ogni voce è importante! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra. Siamo un piccolo avamposto di bellezza civile. Un luogo dove le storie non sono consumate, ma accolte. Dove la memoria non è nostalgia, ma un gesto di responsabilità. A ore 12 nasce come un taccuino di viaggio: appunti, incontri, città, volti, ferite, resurrezioni. Col tempo è diventato un archivio di ciò che non vogliamo perdere: la dignità delle persone, la forza dei territori, la delicatezza dei gesti quotidiani. Non inseguiamo l’attualità: la viviamo ne facciamo tesoro e andiamo oltre. Non cerchiamo consenso: cerchiamo senso. Non vendiamo pubblicità: divulghiamo bellezza. Scriviamo per chi ha ancora voglia di fermarsi. Per chi crede che le parole possano essere un atto di cura. Per chi sa che la realtà, analizzata bene, è azione propulsiva. Scriviamo per chi crede che le parole possano essere un atto di cura, e riconosce nella quotidianità opere da rifinire con estrema onestà intellettuale e con un’idea alta di bellezza. «A ore 12 è un luogo aperto. Le storie che scegliamo di raccontare costruiscono la Calabria che vogliamo vedere.»

DEDICATO ALLA CREATIVITA'

🎨 Artisti in Calabria

Uno spazio libero per dare voce alla creatività calabrese.
Gratuito, ideologico, autentico. Per chi crede nella bellezza come riscatto.

Vuoi partecipare? Invia curriculum, foto delle opere e una breve presentazione a:
arteesocieta@gmail.com

📌 Tutto il materiale ricevuto sarà pubblicato integralmente. La responsabilità dei contenuti è dei mittenti.

IN PRIMO PIANO

IN PRIMO PIANO
creatività

ARTISTI IN CALABRIA

ARTISTI IN CALABRIA
La creatività è femmina

La cucina della memoria

Un pizzico di ---- cultura --- folklore --- storia --- a spasso tra i paesi della Calabria e non solo. ---Incontri a ore 12 Notizie & ...Eventi ...at 12 o'clock... Opinioni ... works in progress, analisi e opinioni a confronto
Itinerari gastronomici e cucina mediterranea

A TAVOLA

A TAVOLA
ALLA SCOPERTA DELLE TRADIZIONI

Cucina Calabrese

Cucina Calabrese
... di necessità virtù

POSTA

Tra mari e monti, sbirciando qua e là

Tra mari e monti, sbirciando qua e là
notizie e curiosità

CALABRIA: Itinerari firmati

CALABRIA: Itinerari firmati
ph valentina

Da un capo all'altro

Da un capo all'altro
Tra storia, miti e leggende

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.