Visualizzazione dei post con l'etichetta paesaggi di calabria
Fotogramma sul Golfo di Squillace: tra bellezza, memoria e resistenza Nel cuore della Calabria , dove la terra si piega dolcemente verso il mare, il Golfo di Squillace si offre come uno specchio di luce e storia. Un fotogramma rubato tra i rami di un albero, con il mare in lontananza e il verde che avvolge lo sguardo, non è solo una scena naturale: è un atto di testimonianza. In quell’inquadratura si condensano secoli di lavoro, di attesa, di lotta silenziosa contro l’oblio. La bellezza del paesaggio non è mai neutra. Essa parla, denuncia, consola. Il melograno che pende dal ramo, il sentiero che si insinua tra le foglie, il mare che chiama da lontano: ogni elemento è un segno, un invito alla riflessione. In un tempo in cui l’immagine è spesso svuotata di senso, questo fotogramma restituisce profondità. Non è decorativo, è civico . Chi guarda questo scorcio non può farlo da turista . Deve farlo da curatore della memoria , da operaio della bellezza , da educatore del dubbio . Il ...
"energia pulita? " La natura è forte. Caparbia. Laddove l’uomo ha cementificato e reso vivibile in maniera arbitraria luoghi incontaminati piegandoli al proprio uso e consumo sono accaduti i disastri peggiori. Gli eventi naturali hanno pianificato, resettato diremmo in gergo, e riportato allo stato originale i siti violentati dall'egoismo predatorio che caratterizza gli stilemi delle società consumistiche.
Il mare è stato irrequieto in questi giorni. le onde alte hanno depositato acqua e sabbia oltre il muretto che delimita la passeggiata del lungomare e la spiaggia sottostante.
Un pugno di scogli gettati nello jonio affiorano tra le acque cristalline e sembrano tenere ben salda la collina di Stalettì alla cui sommità scorre la ss 106 delle Calabrie. La strada è esposta e inserita strutturalmente nel paesaggio aspro e consente allo sguardo di librarsi oltre l'orizzonte mentre i pensieri cattivi volano via e s'inchiodano negli aculei dei fichi d'india, eterni guardiani abbarbicati sul pendio. Da qualche ventennio la strada è resa comoda. Il nuovo tracciato comprende un lungo viadotto che lascia sul costone la vecchia sede ancora percorribile. La piazzola di sosta invita prepotentemente a sostarvi. E bere di quella bellezza che ispirò Omero e indusse il monaco statista Cassiodoro a eleggerla a dimora.
Protetta e chiusa da un lato, e che mi lascia vedere il mare dall'altro. Se io dovessi descrivermi, lo farei così. Giusto un filo di mare cristallino, giusto perché la vastità continua, sai che basta sapere che esiste e saperla cogliere. Il mare é immenso così come i pensieri che albergano in me. "Il mare é pieno di pesci" , e quelli sono i miei pesci. Quei fiorellini azzurri e quella folta chioma verde, mi ricordano la protezione delicata di qualcosa che potrebbe appassire col gelo, ma che se curata, torna più rigogliosa. E il cielo, visto da qui, sembra una pagina dove provare a spiegare quello che abbiamo dentro. E un po' anche questo é fede. E un altro Settembre che inizia. Immagine e testo: Manuela Iannino ©
Stalettì (Cz). Vasche di Cassiodoro. Ph e testo: Manuela Iannino. © Guardare le cose e le persone dirimpetto, talvolta rassicura. Ma prima o poi potrà farti sentire impotente o non così tanto forte come pensavi. Quando si cambia prospettiva e ci si affianca, il mare non ha fine, ha solo qualche ostacolo ornamentale. Il mare nasconde in sé, piccoli inciampi e alghe scivolose. Ma che fai, solo per questo non ti butti? Mica puoi saperlo prima se cadrai, potrai stare attento quanto vuoi e farti un sacco di problemi, ma a volte bisogna buttarsi e vedere cosa succede. Che magari non succede niente, succede solo che sorridi. E magari qualcosa,quel "qualcosa" tanto sperato, accade.
Vasche di Cassiodoro. Ph e testo: Manuela Iannino. © Il bello della sera è che, prima di dormire, puoi immaginare tutto ciò che normalmente non accade. Il bello dei sogni é che puoi incontrare chiunque, anche chi non c'è più. Puoi abbracciare qualcuno con cui non parli più, puoi litigare con qualcuno e svegliarti pensando "meno male". Puoi sognare di essere altrove in posti sperduti, puoi sognare di essere semplicemente dove stai già. Ma a volte i migliori sogni si fanno da svegli, quando capiti per caso a due passi da casa tua e respiri libertà ed evasione a due passi dalla quotidianità.
Questa foto mi apparteneva, non era bella in sé. Il colore del mare non era un blu acceso e sgargiante, era grigio un po' luccicante quanto spento rispetto ai colori che, spontaneamente o a luce chiara e buona, regala. Le barche pronte già per il mattino seguente per andare e prendere il largo; le case in cui ci si torna per riposare, fare baldoria, concedersi una doccia dopo il caldo e il mare. Il sole al tramonto è infuocato e stanco, ha in sé consapevolezza e speranza di chi risorgerà, regalando al mondo un'altra giornata. Ed io, mi sento un pochino come gli scogli, sempre lì immobile. Perché il mare mi leviga, e io non mi stanco mai. ❤ Ph e testo: Manuela Iannino. ©
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.