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Il prato ricoperto di figlie secche veste i colori dell’autunno. Nel sottobosco, tra le felci, s'intravede una palluzza biancastra. Scostò con il bastone ricavato da un ramo di castagno le foglie secche e, l'ovulo, ancora chiuso, sembra essersi riparato sotto il cappello rosso, spuntato qualche ora prima.
Tra le conifere, in pianura, spunta una qualità di funghi che in Calabria chiamiamo “ vavusi ”. Raccoglierli e cucinarli secondo l'antica ricetta contadina I vavusi, meno tozzi dei cugini porcini, e anche meno pregiati per i “fungiari”, hanno lo stesso colore e ottimi al pari dei porcini se saputi cucinare. Una ricetta semplice e veloce adattissima per condire due maccheroni è la seguente: pulire il gambo dal terriccio; spellare il cappello e eliminare le lamelle. Tagliare a fette e mettere in padella dopo avere soffritto uno spicchio d'aglio e un peperoncino piccante in olio d'oliva. Non aggiungere altri liquidi perché i vavusi ( da ciò deriva il nome) toglieranno molta acquetta. Mescolare con la spatola di legno e lasciare consumare. Spruzzare una manciata di prezzemolo e del pecorino grattugiato (alcuni preferiscono dell'ottimo formaggio di capra stagionato) ma c'è anche chi non preferisce l'uno e l'altro. De gustibus! Que...
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