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È bastato un nome noto per fare andare in visibilio il delirante popolo di calabresi connessi anzi residenti in pianta stabile sui social. Russell Crowe è sceso a Catanzaro con la sua band per esibirsi al Politeama e non a girare o prendere parte ad un film, parte a lui più congeniale! Ma sono bastate poche e sbiascicate parole pronunciate ii un italiano stentato per farcelo sentire amico e promuoverlo sul campo “ambasciatore ad honorem” . Notizia che non raggiungerà Metaponto una volta che il gladiatore sarà andato via dalla Calabria. Un intellettuale calabrese, Franco Costabile , poeta e letterato sensibile, morto suicida a Roma, scrisse poche veritiere righe in merito ai calabresi piagnoni sempre pronti a dare la colpa al fato o agli altri: “Ecco, io e te, Meridione, dobbiamo parlarci una volta, ragionare davvero con calma, da soli, senza raccontarci fantasie sulle nostre contrade. Noi dobbiamo deciderci con questo cuore troppo cantastorie.”
Se Carmine Abate non avesse vinto il Campiello , oggi, sarebbe gradito ospite del presidente della giunta regionale calabrese? Risposta scontata: NO! Questo è il modello adottato dai dirigenti politici che amano navigare nei mari calmi dell’orgoglio campanilistico facile e perciò puntano sui cavalli affermati che si sono fatte le ossa e guadagnata la fama fuori dalla terra d’origine. Vincitori di niente se fossero rimasti in loco non per demeriti ma per l’assenza di una classe dirigente lungimirante al servizio dei cittadini e della cultura. In Calabria l’ostracismo nasce con la vita stessa e si mitiga solo affiliandosi a qualcuno o qualcosa. Qui non conta la sensibilità, l’onestà intellettuale, la cultura del bene comune. Forse per la durezza della vita stessa che porta a lottare fin dai primi giorni di vita sociale. L’arma più usata è la delazione, a seguire, la supponente derisione nei confronti dei rivali. Insomma una guerra continua per la sopravvivenza. Per ques...
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