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La mancata tassazione equa degli extraprofitti, nonostante le promesse iniziali di Giorgia Meloni , è il risultato di una combinazione di fattori politici, economici e di pressione da parte dei settori interessati. Ecco una spiegazione dettagliata: La promessa iniziale di Giorgia Meloni. Nel 2023, il governo Meloni aveva annunciato una tassa sugli extraprofitti bancari , con l’obiettivo di redistribuire parte dei guadagni eccezionali ottenuti dalle banche grazie all’aumento dei tassi di interesse. La misura era stata presentata come un atto di giustizia sociale , per aiutare famiglie e imprese in difficoltà. Cosa è successo davvero? Modifica della norma : Dopo l’annuncio, la norma è stata rapidamente modificata. Invece di una tassa obbligatoria, è stato introdotto un meccanismo che permetteva alle banche di scegliere tra pagare la tassa o aumentare il proprio patrimonio — una via d’uscita che ha reso il gettito praticamente nullo. Pressioni politiche e bancarie...
Faccio parte di quella schiera di italiani educati al risparmio e quindi necessariamente ma anche per legge ho obbligatoriamente rapporti con una banca. Un tempo, saggiamente, perché l'imprevisto è dietro l'angolo, i nostri nonni mettevano i risparmi sotto la mattonella o sotto il materasso anziché depositarli in banca. E avevano ragione visti i drammi causati da certi dirigenti bancari. I nonni volevano essere certi che in caso di bisogno potevano contare sulla solidità economica proveniente dalle loro fatiche.
Questa non è una favola a lieto fine per chiunque ma un dramma contemporaneo causato dalla brutta (?) politica che salva i potenti e affossa i deboli. Governare è difficile e ancora più difficile è rimanere in sella quando spuntano ombre che fanno vacillare la credibilità di qualche ministro e quella del premier che si sono presentati come il nuovo che rottama e avanza. andiamo ai fatti: Secondo quanto dicono i mezzi di comunicazione di massa circa le quattro banche salvate dal Governo Renzi in una di queste c’è la figura ingombrante della famiglia Boschi : padre, in qualità di alto dirigente, figlio, dipendente, e Maria Elena Boschi, sempre secondo i giornalisti, azionista di Banca Etruria.
Caso MPS. Banda del 5% e gestioni creative molto allegre sono riuscite ad affossare la banca che vanta tradizioni antichissime. Storia a parte, la vicenda del Monte dei Paschi di Siena affonda il coltello nella piaga. Al momento gli inquirenti stanno seguendo delle piste, difficili quanto inutili da seguire per chiunque non è addentro alle questioni bancarie e ai meccanismi complessi che interessano gl'investigatori. Il dato che salta agli occhi dei cittadini comuni è il passaggio sconsiderato dell'enorme mole di euro, si parla di 9,3miliardi che MPS passò al Banco di Santander per l'acquisizione di Antonveneta, operazione, decisa e voluta dal vertice di Rocca Salimbeni e cioè dal presidente Giuseppe Mussari in quota Pd, avallata dagli azionisti, in primis dalla Fondazione Mps guidata da Gabriello Mancini, sempre Pd, e dalle istituzioni locali di riferimento (tutte a maggioranza Pd). Insomma, ancora una volta i destini degli uomini sono assoggettati alle azioni d...
courtesy archivio M.Iannino, part. "soldato che paga", 1998, t.m. cit. Mattia Preti. A meno che non si candida un omino verde proveniente dalla galassia extra terrestre (perché mi sa tanto che il politichese è sbarcato insieme al codice sul volo di Leonardo da Vinci su Marte nell'ultima missione spaziale) a meno che non succeda l'imponderabile, dicevo, volutamente, da ora in poi ignorerò tutta la guerriglia mediatica degli ominidi in lizza per il potere. Sia ben chiaro: non è disinteresse per la politica, bensì rispetto per la Politica! E visti gli ultimi accadimenti in materia di crisi economica che hanno prodotto miseria, disperazione e instabilità sociale nei cittadini, che possiamo riassumere con nomi ormai familiari. Nomi che conoscono anche i bambini, tant'è che a detta di nonno Monti, il piccolo Monti è soprannominato spread dai suoi compagnelli dell'asilo. Eventi divenuti comuni dopo che è scoppiata la bolla ma che prima dei cosid...
©M.Iannino, giochi, tm su cellulosa 80x60, 2012 Quando in Italia si stava bene e le aziende guadagnavano, esistevano circoli ricreativi aziendali (cral) che offrivano servizi invidiabili ai dipendenti associati e spaziavano dall'assistenza medica, quindi dentisti, oculisti e specialistica varia, fino alla beneficenza per i poveri e ai regali per la befana ai figli dei dipendenti in servizio e anche ai pensionati; ma il tempo delle vacche grasse è finito! Ce ne siamo accorti quando persino le aziende statali hanno iniziato a tagliare i privilegi ai dipendenti. Niente più viaggi gratis, impianto e traffico telefonico gratuito, ridimensionamento delle spese sanitarie etc etc. Anche le banche si sono adeguate. Hanno aumentato le spese di commissione, la tenuta conto e non erogano prestiti se non a tassi altissimi solo dopo avere preso visione della solidità lavorativa presente e futura del cliente. A far eccezione è la filiale della banca nazionale del lavoro del Senato. Infatti...
È un bollettino di guerra quello diramato dall'ANSA in merito a quanto scrive la banca centrale europea che verte completamente sulla salvaguardia economica delle banche per garantire stabilità all'€ e ai mercati. Capitale economico contro valore umano, si legge esplicitamente nel messaggio che l'UE manda all'Italia e al nascente governo Monti. I primi no si fanno sentire con toni forti e annunciano battaglie contro il cambio strategico ma inefficace del governo. La domanda corrente è: chi dovrà pagare la crisi? I grandi capitali, quindi i ricchi o quelli che hanno pagato fin ora, vale a dire la classe media che sta scivolando verso una nuova povertà? Le metafore in politica si accavallano: cambia il macellaio (Berlusconi/Monti) ma la macelleria sociale rimane la stessa! In effetti la manovra rimane sconosciuta ai cittadini e persino ai parlamentari. Unico dato certo e allarmante, ribadito da tutti in Europa e in Italia: l'Italia non è la Grecia! Questo ...
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