La brezza marina agita l'aria. La sensazione di fresco prodotta dal venticello non induce a calarsi in acqua. Seduto sulla sdraio osservo il cielo. Uno spicchio di cielo azzurro in parte nascosto dalle strisce verdi dell'ombrellone con la scritta “porto rhoca”. Le falde biancastre mosse dal vento lasciano intravedere il logo capovolto. Sottosopra, alla maniera tipografica. La visione, similmente all'odore delle madaleine di proustiana memoria, mi proietta indietro nel tempo a quando, per racimolare qualche soldo, impegnavo parte del mio tempo libero estivo nella tipografia “Mancaruso”. Il titolare, Giacinto, un omone dalle idee socialiste, a fronte del mio volontario “lavoro” par time, se la memoria non m'inganna, mi dava attorno alle 2500 lire ogni venerdì. Non c'era niente di scritto e avevo la massima libertà. A volte, quando non c'era molto da comporre aiutavo Gaetano il rilegatore. Tommaso il compositore, si definiva il re del ritm&b...
Prove di alta classe culinaria: le melanzane ripiene alla calabrese. Come diciamo noi in Calabria: i malangiani chjini a lu fhurnu. È tempo di melanzane e si avvicina la fatidica data del 15 agosto. Ancora d anoi rimane vivo il concetto di gita fuori porta, o per meglio dire, in Sila o tra i boschi delle Serre ma anche al mare. Insomma l'itinerario è soggettivo ma non è soggettivo il menù che si rifà ai criteri della tradizionale scampagnata di ferragosto. Quindi con l'immancabile pasta piena al forno e le melanzane ripiene al forno. Due pietanza che si gustano benissimo anche fredde. Le modalità di preparazione hanno delle piccole sfumature che dipendono dai luoghi e dalle esigenze economiche delle famiglie. Per esempio c'è chi frigge le melanzane e chi le fa bollire prima di infornarle. C'è chi abbonda con la mollica di pane raffermo e chi predilige la polpa delle melanzane stesse soffritte con l'aglio e impastate con della carne macinata. ...
È di moda o necessità, oppure è la visione di una nuova coscienza critica nei confronti della natura quella che sta prendendo piede nelle città metropolitane grande e piccole? Mi riferisco alla coltivazione di vario genere nelle aiuole e spartitraffici urbani e extraurbani; azione civica che pur facendo un favore alle rispettive amministrazioni nel mantenere puliti gli spazi pubblici se non è accordata dagli uffici competenti coi relativi permessi è un'azione illegale. Dal mio punto di vista credo si stia facendo una grande confusione tra i prodotti a chilometro zero e gli orti urbani. Se consideriamo la qualità dell'aria, contaminata dagli scarichi degli automezzi e quella delle campagne lontane dai centri abitati, la conclusione viene da sé. L'orto urbano può essere, a mio modesto avviso, carino a vedersi e persino gratificante sotto il profilo personale per avere prodotto qualcosa di vivo e per essersi calati nelle vesti dei coltivatori che lo fanno...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
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