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Grandi manovre. Apri le gambe... così., punta i piedi bene. Girati. no. Non così! Avevi detto che avresti collaborato! Dai. Impegnati. Siediti. Mettiti seduta. Girati. Togli fuori prima la destra. ecco, sì così. Dai mamma! C'è voluto tutto un piano esecutivo per fare uscire dalla macchina l'anziana signora. Non ho potuto fare a meno di assistere alle grandi manovre che una figlia amorevole ha dovuto inventarsi per fare uscire dalla macchina l'anziana madre. Alla fine la strategia per trarre fuori dall'automobile la vecchina ha funzionato. Non ho potuto fare a meno di assistere a quella che, con ogni probabilità, è una routine quotidiana in casa della signora. Con passi incerti coprono i pochi metri che li separa dalla tenda medica. Davanti alla tenda un banchetto, misero misero, presieduto da un giovane medico, altri anziani aspettano il proprio turno con figli o badanti al seguito. In Barba alla privacy. La compilazione delle schede anamnestiche con relativa l...
Con il servizio sanitario nazionale non si può. Se vuole la visita col prof deve prenotarne una in privato. Chiarisce la segretaria al telefono. D'accordo! Quando i malanni attanagliano l'esistenza chiunque è propenso a impegnarsi la casa o i beni che possiede pur di trovare sollievo alle sofferenze. E se questa è la strada che porta al benessere fisico la scelta non può essere che una sola: quella che si pensa possa risolvere il problema e affidarsi a chi, con efficacia e professionalità indiscusse sostenute dall'opinione pubblica oltre che scientifica, ha dedicato studi e ricerche nel campo specifico. Ed è proprio qui che casca l'asino! La realtà è sempre portatrice di verità ineccepibili. E le attese, a volte, sono disattese dalla supponenza. Capita che l'accoglienza del paziente sia demandata all'assistente che pone domande di prammatica dopo essere passati dalla segreteria e avere pagato l'esosa parcella. E fin qui niente di anormale. L...
Quando il camice bianco tinge di grigia maleducazione la corsia. Visitare gli infermi è un'azione imperativa, un'azione misericordiosa che i credenti dovrebbero fare sempre. Ma se “visitare gli infermi” è pratica di un'opera di misericordia, sopportare le urla di qualche medico cafone cos'è? Per amor del vero, premesso che l'orario più favorevole per le visite serali è tra le 19 e le 20, è opportuno fare dei distinguo tra l'infermiere che, dopo avere motivato l'esigenza scientifica e psicologica dei pazienti, invita educatamente i visitatori a spostarsi fuori dalle stanze e la boria della dottoressa attempata che urla di non sostare neppure nel corridoio e uscire dal reparto. Chissà forse la dottoressa ha fatto il callo a furia di vedere malati e parenti affollare negli anni i letti dei sofferenti. Se così è allora dovrebbe prendersi una pausa. Rigenerarsi. Riflettere. E comprendere se ha ancora senso indossare un camice bianco. Stare vici...
Nella trasmissione del 29 settembre 2010, Giulio Goria delle iene, rende nota una notizia scientifica che se applicata in Italia migliorerebbe la qualità della vita di moltissime persone ammalate di sclerosi multipla. L’intervista verte sulla scoperta del prof. Paolo Zamboni dell’università di Ferrara che sembra risolvere definitivamente l’handicap invalidante che colpisce gli ammalati di sclerosi multipla con un intervento chirurgico alle giugulari. Il professor Zamboni si è accorto che i colpiti di sclerosi hanno le vene giugulari otturate e quindi il sangue ristagna nelle parti alte e non defluisce a irrorare e ossigenare il resto del corpo. Ciò determina la graduale e inarrestabile degenerazione invalidante. Secondo il servizio divulgato nella trasmissione delle iene, la ricerca scientifica è ancora nella fase iniziale e non può essere associata con certezza alla sclerosi multipla e il servizio sanitario nazionale non può fare fronte alle spese mediche necessarie. Intanto le perso...
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