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Enrico Letta dice che siamo in ripresa e che il 2014 è un anno importante per la ripresa. Unimpresa rielabora i dati Istat e dice che ci sono (siamo) più di “9 milioni, 286mila in più (il 3,2%) rispetto al 2012 rientrano nel bacino delle persone economicamente "deboli"”. Le cifre quantificano disoccupati e le ampie fasce di lavoratori in condizioni precarie, anche loro in crisi. Poi, sempre secondo lo studio di Unimpresa ai 3,07 milioni di persone disoccupate, bisogna sommare i contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (643mila persone) e quelli a orario pieno (1,63 milioni). Vanno poi considerati i lavoratori autonomi part time (832mila), i collaboratori (430mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,56 milioni). Questo gruppo di persone occupate - ma con prospettive incerte circa la stabilità dell'impiego o con retribuzioni contenute - ammonta a 6,1 milioni di unità. Il totale del'area di disagio sociale, calcolata d...
courtesy M.Iannino© Catastrofisti, positivisti e speranzosi si fronteggiano in tv, in radio e sui giornali. Ieri ho sentito, presumo un imprenditore, lamentarsi con il conduttore radiofonico per le notizie catastrofiste diramate dai mass media sulle aziende che chiudono e sul lavoro che manca ma non evidenziavano le migliaia di nuove aziende che nascono da un momento all'altro. Anche il Governo è ottimista. Per Letta a fine anno ci dovrebbero essere i primi segnali di crescita reale. Intanto, stamane, ho raccolto, mio malgrado e con estremo disaggio la rabbia di un uomo di mezza età. Indossava la divisa di lavoro. “Mi è arrivato il preavviso. A fine mese non ci sarà lavoro... Andrò a rubare! Non l'ho mai fatto e non so neanche come si fa ma imparo. Devo pagare le bollette. Dobbiamo mangiare a casa. Ho moglie e figli... Loro, i capizzuni, problemi non ne hanno. A loro i soldi arrivano” caro Letta, vedi di fare presto e che sia vera la notizia della r...
Lo Statuto dei lavoratori è un insieme di norme che servono a tutelare la libertà e la dignità dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Perché si è sentita la necessità di scrivere uno Statuto e trasformarlo in legge nel maggio del 1970? la risposta è ovvia! Perché i datori di lavoro non sempre usavano comportamenti democratici e civili nei confronti delle maestranze. È anche vero che lo Statuto dei lavoratori è applicato nelle aziende con più di 15 dipendenti e questi ultimi spesso sono messi in uno stato di subalternità oggettiva ben nota. Senza entrare nel merito degli articoli che vanno dall'apprendistato all'orario di lavoro, tutela della salute e quindi doveri dell'imprenditore e dei lavoratori, c'è però da chiarire, e il prof. Mario Monti deve necessariamente farlo definitivamente nell'immediatezza per fugare ogni dubbio, non tanto la questione dell'articolo 18 che può essere modificato se dalla sua modifica dipende la tutela di tutti i lavorat...
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