Visualizzazione dei post con l'etichetta posteggiatori abusivi
Da noi si dice: “u troppu bonu è fissa...”, vale a dire “chi è troppo buono passa per fesso. E qui, a Catanzaro si sta rasentando l'assurdo. Peggio che in quella scuola di Rozzano, nel milanese, in cui il dirigente scolastico ha deciso di sopprimere o posticipare le didattiche natalizie in chiave religiosa svolte da sempre in tutte le scuole d'Italia. L'ospite è sacro !, ma, una volta accolto, l'ospite, deve a sua volta rispettare la cultura della terra che lo accoglie. Sbaglia, chi pretende azioni inusuali o lesive nei confronti culturali dell'altro, sia esso ospite o padrone di casa. Ricordando che: L'estremismo porta inevitabilmente allo scontro. E che il lassismo di certi amministratori locali induce i più deboli alla sfiducia, se non peggio, alla diffidenza e alla paura nei confronti del diverso, non si capisce come mai ancora il sindaco Abramo e il Prefetto Latella consentano ad alcuni immigrati di spadroneggiare nelle aree cittadine.
Quando l'abusivo intimidisce Ehi hai lasciato la macchina là? Non può stare devo lavorare! Che dici? –rispondo all'uomo che mi viene dietro. È tua la macchina? Sì, è mia, cosa c’è che non va? Devo lavorare. Non può stare! Forse intralcia i lavori. O l’accesso di qualche mezzo del cantiere. Penso, mentre ritorno sui miei passi, in direzione della macchina. In effetti l’ho lasciata a ridosso delle transenne di un fabbricato in via di ristrutturazione, un palazzo popolare situato di fronte lo stadio di Catanzaro, ben avvolto nella rete protettiva edile. Il ragazzone nero, che credevo fosse un operaio del cantiere addetto a tenere lontane le macchine, mi precede. Arrivato vicino alla mia macchina si gira. Siamo a tu per tu. Ha una vistosa cicatrice sulla guancia sinistra, alcuni graffi sul volto e una ferita aperta sulla fronte. Io lavoro. Dammi qualcosa per mangiare se no non può stare. Mi dice deciso. Ah! Mi hai fatto tornare indietro per questo? ...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.