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L’acqua limpida espone i fondali alla vista. Un branco di cefali segue il perimetro del molo. Lo seguo con gli occhi. Per un attimo immagino di essere lì. Senz'altro sarei un elemento di disturbo per i pesci. Nel porto, protetti dall'acqua torbida, grossi pesci animano i fondali ingombri di carcasse di ogni genere: copertoni di auto, un vecchio contatore del gas, una barca affondata da chissà quanto tempo, ombrelli e quant'altro. I resti delle casse in polistirolo servite per contenere i pesci pescati dondolano appoggiate alle pietre all'interno del molo. Un peschereccio entra adagio nel porto. Il pescato è misero: una cassetta di seppie, qualche cicala di mare, una sogliola, una trota di scoglio e qualche scorfano. I potenziali acquirenti si sporgono per guardare all'interno della piccola imbarcazione. “Dammi la sogliola e venti € di seppie”, intima un signore che sembra essere in confidenza coi pescatori. “mò questi devono essere puliti e poi messi ...
È la prima volta che vedo pescare a mani nude. Il ragazzo si è dotato di machera e boccaglio. Ma è bravo davvero! Riesce a catturare piccoli pesci con una retina. È a circa due metri dalla battigia. Il secchiello è quasi pieno. Un gruppo di ragazzi adolescenti sbirciano nel secchiello: "dai liberiamoli!" si dicono l'un l'altro. Detto fatto. In men che non si dica i pesci agonizzanti sono di nuovo in mare. La sorpresa del pescatore è grande allorché va a depositare altri due pesciolini appena catturati. Guarda attonito il secchiello rovesciato sulla sabbia e sbotta in un sonoro meravigliato: " CU SI FHUTTJIU I PISCI?"
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