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Nonostante tutto lo spettacolo continua! Eppure si è visto che le maggiori preoccupazioni odierne riguardanti la credibilità del Paese sono strettamente connaturate ad una concezione culturale improntata sulla mascolinità degli attori principali che rappresentano l'Italia nel mondo. Una concezione che basa le radici sulla donna in quanto oggetto di desiderio sessuale asservita alla supremazia del maschio voglioso piuttosto che compagna di vita, sorella, figlia e madre. In questo clima si è consumata la gara che proclama fin dagli anni '50 la signorina più bella d'Italia e quest'anno la più bella è una calabrese di Sinopoli in provincia di Reggio Calabria: Stefania Bivone, 18 anni, studentessa del quinto anno al liceo scientifico di Palmi, con la passione del canto, alta, magra e bella quanto basta per essere proclamata miss 2011. Ovviamente, da calabrese, sono contento per la corona che si presuppone porti in Calabria un po' di luce sviluppata dai rifle...
9 ottobre, Villa Erba, Cernobbio. Maria Perrusi, la nuova Miss Italia 2009, debutta nella moda con la maison Gattinoni. La giovane miss, avvolta in un abito in candida seta dell'ultima collezione Gattinoni firmata da Guillermo Mariotto, ispirata alla «Luce», percorre la passerella tra le modelle professioniste. Il giornalista, conterraneo della neo miss, fa qualche domanda allo stilista Guillermo Mariotto: Mariotto cosa pensa della neo miss Italia? È ancora una bambina, deve crescere, studiare… Forse, non contento della risposta elusiva, il cronista lo incalza, cerca di carpire qualche nota d’incoraggiamento, un elogio almeno alla bellezza ma Guillermo glissa e infine, messo alle corde dalla domanda: Mariotto qual è l’augurio che fa alla nuova miss Italia? Sentenzia: Bèh che dire a una ragazza che si chiama Maria:… lunga vita e molti figli. In poche battute si è concentrata la tesi, che, enunciata pubblicamente da un esponente del bel mondo fatto di luci e paillettes, sgr...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
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Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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