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A proposito di bellezza e della missione degli operatori culturali facciamo un'analisi del mercato effimero dell'arte. E sulla frustrazione di chi crede nella sua valenza e non tollera i mercanti nel tempio. Lettera di risposta all'invito chi non vuole cedere alla mercificazione selvaggia dell'arte. LE BANCARELLE DEI CLICK E I NUOVI MERCANTI NEL TEMPIO. L’arte ridotta a un abbonamento mensile: la missione dell'artista soccombe all'algoritmo del profitto garantito.
ARTE, TEMPO DI FIERE E MERCATI. 2013, p.a. Si è chiusa da pochi giorni la fiera di Bologna. Nelle intenzioni di organizzatori e curatori, l'appuntamento bolognese doveva essere un momento di riscatto per l'arte, non nel senso alto del termine ma per il giro d'affari che ruotano attorno al lavoro creativo. La mini rassegna sull'arte italiana, avrebbe dovuto divulgare e vendere, dopo averle scoperte, le opere degli artisti più rappresentativi e proporli, appunto, come interessanti forme d'investimento. Ma data la crisi in atto, molte gallerie hanno rinunciato perché la loro economia non permette impegni economici extra. Bologna, in occasione della fiera-mercato, con Art City, che coinvolge musei, istituzioni e privati, tenta di sviluppare un programma culturale con alcune esposizioni personali di artisti sparsi per la città e un appuntamento che tenta la commistione tra arte e scienza a Palazzo Re Enzo. E poi, c'è stata Set Up, la fiera alte...
Mark Rothko, 1961, "orange, red, yellow" Marcus Rothkowitz, meglio conosciuto col pseudonimo di Mark Rothko rappresenta quel filone dell'espressionismo astratto definito “color field” “campo colorato”, per le campiture uniformi, piatte e liquide con le quali gli artisti del dopoguerra trattavano le superfici. Opere, quindi, non gestuali, istintive, iraconde, nate di getto ma meditate e congeniali ad una pittura emotivamente controllata. Mark, figlio di ebrei lituani, nato a Dvinsk nel 1903, fu pittore autodidatta anche se studiò con il pittore di origine russa Weber che lo oriento verso l'espressionismo. Dopo anni di sperimentazioni abbandonò definitivamente la figura per concentrarsi sui “fondi” preparatori sui quali dipingeva. Stesure monocromatiche rotte da figure geometriche quadrangolari dai margini sfumati. La sua sensibilità artistica esprimeva una tale spiritualità che spinse i collezionisti De Menil di chiedergli di dipingere la cappella di Houston. ...
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