Visualizzazione dei post con l'etichetta disagi sociali
Ce n'è per tutti. Le tre signore fresche di trucco e parrucco con le rose di S. Rita in mano parlano all'uscita della chiesa. Conoscendo i fatti del comprensorio s'intuisce chi è nelle mire delle tre giudicanti. La mimica facciale cambia repentinamente. Sdegno. Ipocrita comprensione. Livore per come sono andate le cose e probabile risvolto se. Il se, non dubitativo ma perentorio secondo loro, apre ogni frase. E dall'esterno, pur disconoscendo le reali condizioni dei singoli malcapitati e inconsapevoli inquisiti, sentenziano sulla vita e sulle relazioni tra consanguinei. Eppure, visto che si tratta di donne credenti appena uscite da una funzione religiosa, dovrebbero attenersi ai dettami del vangelo e non giudicare! L'esperienza accumulata nel tempo fatta di errori e di qualche verità induce a riflettere. Non sempre ciò che brilla è oro! E, restando in tema di saggezza antica, i guai della pignatta li conosce solo il mestolo che gira dentro. Certo dall'ester...
L’analisi di Bertolaso, i tre forni di Casini, le tre carte di… Il principale problema che assilla i leader politici è: annullare l’avversario!, perlomeno questo è ciò che avverte il cittadino comune bombardato dalle notizie dei giornalisti e dalle esternazioni degli stessi politici che occupano gran parte degli spazi dei palinsesti. Ogni strategia è buona per ab/battere il nemico! Nel frattempo si perdono di vista i veri valori della vita comunitaria che sono la fonte di tutte le civiltà evolute: • La morale • Il lavoro • L’istruzione Temi ampiamente sbandierati ma mai sviluppati dai dirigenti nazionali che sembrano prediligere i giochi dei tre forni per le alleanze politiche o quello delle tre carte per solidificare inciuci dannosi per la collettività. Tutto ciò è ampiamente documentato nella letteratura giornalistica degli ultimi anni con dovizie di particolari. Di contro, nel momento in cui un dirigente nazionale esprime fuori dal coro un’analisi costruttiva, si as...
Strettamente personale. L’arte dell’arrangiarsi è un’attività umana, praticata nei luoghi in cui vivere alla giornata assurge a filosofia di vita, non perché si è creativi, ma per l’assenza di politiche serie atte a debellare il male sociale più infido per la libertà e l’emancipazione dell'uomo: la mancanza del lavoro retribuito. Napoli è, per antonomasia, la capitale di quest’antichissima arte; oggi, esportata e attuata ovunque; in Italia e nel resto del mondo. Laddove esistono larghe fasce sociali che vivono o sono sulla soglia della povertà, a nulla valgono gli incentivi alla rottamazione delle automobili; l’accesso agevolato del mutuo o le variegate campagne abbonamenti. La gente compra la spesa quotidiana confrontando i prezzi scontati e si sposta da un supermercato all’atro pur di far quadrare i pochi conti. Questo è il quadro della situazione odierna in Italia! Ma ciò non deve indurre in inganno chi non vive nella nostra nazione, perché, è bene ribadirlo, c’è una vasta...
L’esperienza fin qui accumulata mi suggerisce di continuare nella ricerca del “non-metodo” per quanto concerne il fare come azione gratificante dell’uomo. Per “non-metodo” intendo l’assenza assoluta di programmi aprioristici così come intesi nelle scuole di pensiero, siano esse istituzionali, private o diversamente definite. La creatività è in netta relazione col gioco. Il gesto gratuito è privo di coercizioni e chi lo pratica non ha paura di sbagliare o fare brutte figure. Spesso si ha pudore ad esternare i propri sentimenti e la timidezza è, conseguenzialmente, mascherata con atteggiamenti arroganti quando si è posti davanti a teorie prestabilite che non lasciano margini di errore. Infatti, chi ha problemi relazionali si chiude al nuovo; evita di interagire ed assume arie di distaccato disimpegno nelle azioni che richiedono padronanza di abilità manuali o corporee. Pertanto, ritengo poco indicato parlare di arte terapia assecondando i criteri clinici o psicoscientifici. La terapi...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
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Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.