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Sì! mi ero detto. Devo decidermi. Non posso continuare con questo residuo bellico: lento, ottima macchina stando ai criteri di resilienza ma vecchia. Persino i tasti risentono del tempo trascorso e qualcuno manca. E così. Approfittando delle offerte ho acquistato un device. Un apparecchietto non di ultimissima generazione perché sarebbe costato troppo per quello che serve. Ho preso un tablet. È dotato di un sistema intuitivo. Veloce e imprevedibile. Sensibilissimo al tatto. Capita, se non uso la massima attenzione, di trovarmi ad esplorare pagine e mondi ignoti; si aprono moltissime finestre e schede che minimamente avrei pensato di visitare. Ecco, per ultimo, mentre lo poggiavo sul tavolo, sfioro inavvertitamente qualche zona dello schermo e mi trovo a viaggiare in mondi sconosciuti. Bei mondi! Non c'è che dire! Ma pieni zeppi di banner che venivano su peggio dei pupazzi racchiusi nelle scatole degli scherzi e non riuscivo a contenere. E più pigiavo sulle spunte di chiusura e più...
Ho appena acquistato un blackberry e, avendo a disposizione un modem Alice, ho tentato di connettermi col wi-fi di casa. Dopo vari tentativi e ricerche in rete, ho trovato indicazioni con relativi inseguimenti di link (a pagamento) e finalmente la guida di telecom che, gratuitamente spiega, in maniera semplice come configurare il mio nuovo telefonino bb alla rete wi-fi di casa mia. Copio e incollo a beneficio di quanti passeranno da qui.
Una tacca due tacche tre tacche! Ecco questo è il punto ottimale per la connessione internet. Clicco su connetti. Attendo un secondo, due, tre quattro cinque minuti. Niente! Aldo Giovanni e Giacomo sono davvero simpatici ma la wind fa cagare! La connessione è lenta e il segnale per accedere in internet una scommessa peggio dell'enalotto! Giro per casa alla ricerca del segnale perduto. finalmente trovo un residuo di vita sul davanzale della finestra che guarda il mare. Posiziono il pc. Clicco su connetti. Qualcosa si muove. Avvio il browser: la pagina web non è disponibile. Controllo la connessione internet: inesistente. Riprovo. Le tacche UMTS scompaiono e ricompaiono. Giocano a nascondino. Si affaccia la prima poi la seconda, si allineano come a formare dei gradini. Tre al massimo, poi due, uno zero... è un balletto snervante. Poi la sigla HSPA prende il posto di UMTS e ricompare una tacca. Poi di nuovo UMTS HSPA. Chi cacamentu! Per oggi la posta non la leggo. E vaffanculuuu ...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
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Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.