Visualizzazione dei post con l'etichetta comunicazione visiva
"REPORTAGE DA GAZA: denuncia: crimini di guerra: autore, ©mario iannino" La pittura, o meglio, la narrazione visiva artistica pop nasce e amplifica il flusso delle notizie mediatiche.
Anche se consentivano riprese a colori, le cineprese super 8 degli anni settanta, difettavano, oggi diremmo, di applicazioni basilari come l'audio o il controllo automatico delle immagini e altre impostazioni video di serie in dotazione persino nei menù dei moderni telefonini. La mia prima cinepresa è stata una Bencini comet 22. una super 8, con la quale, se non si usavano le dovute attenzioni persino nella durata delle batterie, il rischio di perdere tempo pellicola e ricordi era un dato garantito. Lusso da evitare volentieri, visto i costi che aveva una pellicola di 15 metri con sviluppo incluso ma dalla durata miserevole. Costi a parte, prima di iniziare a filmare per documentare un viaggio o un evento familiare era necessario munirsi di almeno quattro pellicole da assemblare dopo la registrazione e lo sviluppo. Il cinema neorealista, più che la corrente impressionista , fu maestro per chi, come me, appassionato cineasta in erba, a quei tempi, si cimentava a c...
Il posto di Amanda Finito il tempo delle campagne elettorali gli spazi pubblicitari cittadini si rinnovano. Le facce che hanno sorriso e fatto compagnia a cittadini e automobilisti per un mese circa sono ricoperte da altri prodotti più o meno utili alla società dei consumi. Anche il posto di Amanda, una ragazza biondo platino tinto che voleva "ripartire dal basso dando voce al nuovo", è occupato da un signore di mezz’età che indossa uno strano cappello con la punta che indica il cielo, un mantello color porpora lungo fino ai piedi e che tiene in mano un bastone come quello che usavano un tempo i pastori quando pascolavano le greggi: …Otelma!? Ch’è venuto a fare qui? L’associazione è immediata perché da lontano i paramenti riportano alla mente la sagoma sui generis del guitto visto spesso a intrattenere le platee televisive che si fa chiamare “divino Otelma”. La sorpresa è maggiore allorché si riesce a leggere “… il nuovo metropolita… Monsignor...”. Che dire? Non ci ...
Non c’è dubbio che a causa della velocità con cui i mezzi di comunicazione propagano le notizie, i messaggi visivi sviluppano un linguaggio ibrido, caotico, che annulla valenze estetiche, sociali, etiche e sovverte le implicazioni psicologiche di quanti sono investiti dall'onda mediatica. L’assenza spazio temporale, a cui ci ha abituato l'evoluzione mediatica, ha il potere di livellare le realtà etniche mondiali; contaminare le culture e modificare la naturale evoluzione dei popoli attraverso l’ingerenza culturale del popolo “evoluto”, che, nel tentativo di erudire il resto del mondo coi propri proselitismi danneggia quei “primitivi” costretti alla “scolarizzazione” politica, sociale, religiosa. È abnorme pensare ad un aborigeno, accovacciato sulle gambe col teschio/amuleto del caro estinto affianco, mentre estrae un pugno di larve da un tronco in decomposizione che, prima di cibarsene, guarda la telecamera e si segna con i simboli cristiani. O, che dialoga col mondo att...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.