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Sanremo, la finestra socialpopolare spalanca le imposte e si affaccia Benigni per declamare la bellezza della Costituzione Italiana anche se ai tempi di Renzi ha perorato la causa dell'allora primo ministro per modificarla. "contraddizioni, pop-go" Simile a quei pupazzetti a molla costretti nelle scatole che sbucano all'improvviso, Roberto Benigni è stato un fiume in piena. Un novello maestro Manzi che elargisce sapienza e scolarizza gli italiani come negli anni '50-60. E se è lasciato al teatro della canzone popolare il compito di divulgare i diritti e doveri sanciti nella Costituzione e non agli organi preposti alla scolarizzazione e alla divulgazione dei saperi quali le scuole, bèh, significa che ancora c'è molto da lavorare. Il tempo cambia molte cose, pure le menti. Meno male! La 73ma edizione del festival della canzone popolare italiana ha aperto col botto! Non c'è stato momento che nella tv di Stato non si vedesse uno spot che lo pubblicizzass...
Amadeus o chi per lui e Zelenski. Come ogni anno la kermesse televisiva della canzone stimola l'immaginario collettivo. In questa 73° edizione gli sfriculijamenti non mancano e vanno dalle ospitate di gente dello spettacolo, come di consueto, agli intrusi eccellenti e Zelenski sembra essere uno di questi. La guerra è una cosa orrendamente seria! E non può essere trattata al pari di un prodotto d'avanspettacolo neanche quando si affaccia prepotentemente nelle case dei curiosi che guardano Sanremo. San Remo è sanremo!? E se Ama avesse invitato il Che? Battute a parte la guerra di Putin sta diventando una sorta di boomerang mondiale e le provocazioni verbali di Zelenski li moltiplicano infruttuosamente. Le soluzioni, se si vogliono seriamente sono nella politica mondiale. Risiedono nelle scelte dei governanti e non nella fabbrica delle armi né tanto meno nelle ospitate ad effetto di una velina famosa. Le coscienze vanno curate perché Simili ai giovani virgulti impostati ...
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