Celebrazione del culto della potenza
DELLA CELEBRAZIONE DI UN SOLO VINCITORE, IL CULTO DELLA POTENZA E DEL SUPER-IO CHE LO IMPERSONA (di Franco Cimino) Oggi, da stamattina presto e fino all’ora in cui scrivo — quella in cui, in Egitto, non è stato ancora firmato a più mani il cosiddetto accordo americano-israeliano per la pace — sul medesimo teatro, quello mediorientale, e in particolare lungo la linea di confine che separa Israele dalla Striscia di Gaza, sono andate in scena due opere: il dramma e la commedia. Entrambe scritte e dirette dagli stessi autori: cultori dell’odio e della potenza, costruttori di guerre per ricostruire ricchezze sulla guerra stessa. Le due rappresentazioni sono legate da un unico motivo: la speranza. Ambedue si muovono secondo lo schema proprio del teatro: il dolore e il suo superamento, la lotta, il combattimento, e infine la quiete che segue. L’odio e l’amore, la sconfitta e la vittoria, i vinti e i vincitori. La fatica del vivere, la fame e l’opulenza. Due opere rappresentate sotto un’u...