Sembrano note stonate quelle che seguono, peggio, peccare di blasfemia nel salottino letterario in cui si parla di cibo mentre alcuni popoli muoiono per fame e sete per volere dei regimi dispotici Ho ancora nella mente le immagini dei bambini affamati, feriti, sporchi di polvere e fango che vagano tra i palazzi e le tende devastate dalle bombe. Ragazzi, anziani, donne e uomini di ogni età costretti nella striscia di Gaza. Ma anche dei Bambini sfruttati nelle miniere dell’africa. Bambini soldato. Bambini privati dell’infanzia e di un adeguato pasto. Esseri viventi che non stanno a guardare il capello. Per loro tutto ciò che è commestibile e riempie lo stomaco va bene.
Ars oratoria. Arte della parola. Da lontano e al sicuro siamo bravi a parlare. Dire tutto e il contrario di tutto. Essere al fianco dei bambini che soffrono e a quanti subiscono le offese mortali inflitte dagli oppressori. Ormai i morti non si contano e gli aiuti umanitari, il cibo e le medicine, i vaccini essenziali per non morire di tifo e malaria pur essendo ammassati nei pressi delle città morenti non possono essere utilizzati. Medici e volontari non hanno l’accesso nei centri offesi e martoriati dai bombardamenti.
Ingenuità e scaltrezza. Posso dire: " furbità" in senso dispregiativo per descrivere nell'immediato la meschinità umana anche se imposta da incarniti bisogni? L'essere bieco è il frutto della contemporaneità virtuale che impone l'abito buono addosso agli immondi? Sì perché la furbizia indotta dalle miserie è un'azione deleteria rispetto alla scaltrezza. L'essere scaltro sa come togliersi d'impaccio senza danneggiare il prossimo contrariamente a chi, in spregio alle altrui necessità, imbruttito dai bisogni arraffa quanto può dalle tasche dei vicini! La vita forgia le menti. E se ai bambini è impartita una certa lezione e si comportano di conseguenza, i grandi, quelli che dovrebbero essere maturi detentori degli insegnamenti comportamentali, forgiati dai bisogni quotidiani li disattendono.
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
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nessun sensazionalismo
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Promuoviamo la bellezza.
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A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.