Quattro cavalli. Uno bianco. Uno marrone e due pezzati che sembrano giovani stalloni pascolano tra gli ulivi. Il più piccolo è irrequieto. Vuole dominare gli altri puledri. Scalcia e mordicchia sul collo uno in particolare ma sta ben lontano dallo stallone bianco. I cavalli pascolano nella campagna vicino casa da qualche settimana accuditi da un uomo dall'accento straniero che mi chiede qualcosa da mangiare. Al momento non ho nulla da offrirgli ma mi riprometto di portargli qualcosa appena possibile. È inusuale la visione dei cavalli al pascolo in prossimità delle case. E qualcuno storce il naso. Ai bambini, però, piace la visione agreste con nitriti e sbuffi. Finalmente osservano dal vivo degli animali al brado. Stamane il puledro dominante, fuori dal pascolo, per strada, è catturato da due uomini che lo imbrigliano e lo trascinano nel trasportino parcheggiato oltre il recinto. Con ritrosia Pirata (questo il nome che gli ha assegnato una bimba) si adegua ai comandi...
Il verbo “creare” ha un significato e un peso specifico e deve essere profferito con cognizione di causa ma forse “creare” in politichese assume connotati differenti. Forse si riferisce a qualcosa di fattibile e ritrattabile nell'immediato altrimenti come può un leader di partito farselo stampare con superficialità sui manifesti pubblicitari pur sapendo che non può mantenere simili promesse? Creare significa realizzare qualcosa che prima non esisteva. “Creiamo lavoro, non odio” così c'è scritto affianco ad un faccione sorridente. Allora c'è da chiedere: se è così semplice “creare” lavoro perché non è stato fatto prima? quando c'erano i potenziali presupposti giacché, insieme ai compagni di partito, governavano il Paese? Ma le frasi enfatizzanti sono, forse per parità di “pochezza mentale?”, stampigliate in tutti i manifesti dei concorrenti alla bagarre politica con estrema leggerezza. C'è chi si fa scrivere “vota con la testa”, “vota chi ...
Quel 25 aprile di settantaquattro anni fa. È commovente sapere che c'è gente pronta a percorrere centinaia di km per vedersi riconoscere i sacrifici fatti da giovanissimi anche e principalmente per onorare e ricordare quanti non sono sopravvissuti alla seconda guerra mondiale e alle leggi razziste volute dal regime fascista guidato e plagiato dalle teorie mussoliniane. È assurdo vedere in tv dei giovani che inneggiano a Mussolini e alle tante barbarie provocate dai suoi seguaci. Non ho vissuto quel tragico periodo storico e per questo ringrazio la provvidenza. Ma sono vicino e mi compenetro con quanti hanno patito la fame e le angherie in quel periodo buio. I racconti degli anziani, fin da quando ero piccolo, li sento addosso ed è come se li avessi vissuti tutti. Gli stenti, la fame, l'assenza della ragione critica mettevano chiunque, pur di sopravvivere, in condizione di subalternità al potere del regime. Alcuni hanno reagito. Hanno imbracciato le armi per ...
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