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L’ENIGMA DELLE BOLLETTE: QUANDO LA CASA È VUOTA MA IL CONTO PIANGE Tra report paradossali e costi di verifica, ecco come difendersi dai "consumi fantasma" di Enel Energia. Restare increduli davanti a una bolletta che ha il sapore della beffa è un’esperienza comune, ma non per questo meno amara. Mentre il mercato dell’energia resta un labirinto di "giocolieri di parole" e strategie aggressive da call-center — pronti a vendere aria pur di strappare un contratto — l’utente finale naviga nel caos totale, spesso senza soluzioni serie. L’apice dell’assurdo si raggiunge leggendo i report mensili. Ricevere un messaggio che recita: “Questo mese hai un incremento del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente” quando la casa è completamente disabitata, non è solo un errore: è un insulto alla logica. Il muro di gomma dell’assistenza Cosa fare? Il copione è noto. Dopo l’attesa di rito e il solito scambio di dati con la voce gentile di turno, scatta la pro...
"Ciao, abbiamo bisogno di ricevere i dati catastali dell’immobile per cui hai attivato il nuovo contratto di fornitura o richiesto la modifica del contratto in corso, come previsto dalla normativa. I dati catastali servono a identificare l’immobile in cui è attiva la fornitura e sono riportati all'interno della visura catastale, un documento rilasciato dall'Agenzia delle Entrate." Ma dico, questo non doveva essere il governo delle semplificazioni? Siamo censiti e monitorati costantemente, eppure basta una semplice variazione in una delle utenze che se pur attive da oltre 20/30 anni si chiedono di dati catastali. Ma lo capite che così non fate la guerra agli evasori ma rompete i già precari equilibri di quanti non hanno dimestichezza con la burocrazia? Ecco, basta poco. Basta una comunicazione del genere a mettere in fibrillazione chiunque abbia per necessità operato una scelta nel mercato libero nonostante sia utente censito dallo stesso fornitore che ora si...
A volte la realtà inganna! È quanto mi è successo ieri l’altro allorché, recatami negli uffici postali per versare dei pagamenti su cc, sbircio dalla porta a vetri e vedo poche persone in attesa. Bene!, esclamo tra me, ci metterò poco, è senz’altro l’effetto ora pranzo: sono le 14,00. Entro, pigio il pulsante e la macchinetta sputa un numero assurdo. Lo guardo. Guardo il display. Lo riguardo. Come è possibile! Il display segna 94, a me esce il 303 e qua ci sono si e no 10 persone! È giorno di pagamenti pensione, signore… mi dice un impiegato. …molta gente viene si prende il numero e si va a sbrigare altre faccende, magari torna a casa a pranzare.. Intanto la numerazione va a rilento. L’impiegata offre un gratta e vinci in cambio di un euro alla pensionata che a stento riesce a compilare il modulo per accreditare parte della pensione sul libretto di deposito. La vecchina risponde di non credere alla fortuna. Allora l’impiegata le chiede se ha il telefonino se lo usa molto e s...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
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