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CAROSELLO

Perugia, imprenditore e impiegate vittime del disagio sociale

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Davanti a certi fatti difficile trovare parole, tentare analisi o prendersela con qualcuno o qualcosa per dare senso a tensioni cresciute nel tempo. SI rimane annichiliti! A nulla vale inveire contro gli organi istituzionali o gli strumenti burocratici. Unico dato raccapricciante, davanti al quale si rimane, appunto, di pietra è la tragedia umana di un piccolo imprenditore che vedendosi revocati dei contributi, dopo numerosi tentativi per riottenere gli accediti presso gli uffici provinciali e regionali di Perugia, irrompe nella sede istituzionale che gli aveva revocato il finanziamento e uccide due impiegate della regione Umbria. «Mi mancavano tre cartellini, libretto di fumo, macchine in movimento, una cavolata… mi hanno tolto un accreditamento e di conseguenza i 160 mila euro di finanziamento approvato». questo il laconico commento dell'imprenditore, vittima del disagio sociale, qualche giorno prima che accadesse il fattaccio. Andrea Zampi, imprenditore di 43 anni, ...

morire in nome della spending review

All'inizio, forse, chi entra in un reparto d'ospedale ha qualche pietà per gli ammalati ricoverati con prognosi preoccupanti e anche per i familiari che vivono affianco a loro. Trascorso qualche mese, però, la sensazione mista a pietà e sofferenza causata dall'impotenza iniziale è sotterrata. Occultata agli occhi e alla mente dei sanitari e di quanti stazionano nelle corsie. Asciugate le lacrime e fatto crescere il pelo sullo stomaco, sanitari e paramedici iniziano a praticare la cura massiccia, dicono, per contenere e circoscrivere la pandemia. Anche il governo tecnico ha adottato una cura analoga. Ha tagliato posti di lavoro. Ha demolito il welfare. Rivisitato le amministrazioni. Ha messo in campo eccellenze per rimuovere rami secchi mantenendo però un tronco d'albero malato. Inutile fare un'analisi approfondita sulle esigenze nostre. Le conoscono bene! Loro antepongono il bene comune alle singole esigenze che, sommate l'una a l'altra, rappresenta...

i tagli del governo creano lavoro?

Tagliare gli sprechi per crescere e creare lavoro. Queste le parole del premier Mario Monti. E la bagarre in tivù è scontata. Questa volta il buon Vespa apre il suo programma in compagnia di una gigantesca forbice e dopo i cartelli riassuntivi inizia lo show. Ma non è dello show che voglio parlare. Preferisco riportare le parole di Monti. Molto più rassicuranti di quelle dei suoi rappresentanti di governo e dei giornalisti che imbastiscono storie. “l'Italia non ha bisogno di sostegno e non si trova nelle condizioni in cui si trovavano la Grecia, l'Irlanda e il Portogallo. Ora però c'è bisogno di un passo avanti: E' venuto il momento di agire in modo più strutturalmente convincente sul settore pubblico che non vuol dire riduzione tranchant ma una riduzione della spesa dopo aver fatto un'analisi molto precisa dei settori dove ci sono sprechi. E questo non è in contraddizione con la necessità di rilanciare la crescita e soprattutto di contrastare ...

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