Compagni di visio
Pino Pingitore e la visione optcal: un ricordo personale Nel fervore visivo degli anni ’70, quando la pittura cercava nuove modalità di percezione e coinvolgimento sensoriale, Pino Pingitore si inseriva con forza e originalità nel panorama della cosiddetta “scuola optcal” — un movimento che sondava il confine tra arte e illusione, tra struttura e vibrazione. La sua tela del 1973, acrilico su 50x40 cm, è una testimonianza viva di quel linguaggio: geometrie pulsanti, cromie in movimento, una costruzione plastica che non si limita a rappresentare, ma interroga lo sguardo. Ho avuto il privilegio di conoscere Pino fin dall’infanzia: compagni di scuola, amici, complici di conversazioni che spesso si spingevano oltre la superficie dell’arte, toccando il ruolo dell’artista nella società, la responsabilità del gesto creativo, la tensione tra forma e significato. Ricordo nitidamente il giorno in cui entrai a casa sua e lo trovai intento a lavorare su questa tela. Mi colpì subito — non so...