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In America il problema sono i grandi elettori. Il più grande Stato del mondo non può dividersi in guelfi e ghibellini ma deve dare voce al popolo nella delicatissima fase delle elezioni presidenziali. L'uomo che sarà, a torto o ragione, il più potente del mondo non può essere eletto e quindi schierato in una delle due ale del parlamento USA: Repubblicani e democratici non sono reparti stagni e neanche stadi viscerali in cui si combatte per la vittoria personale. Trump, e non è la prima volta che lo fa, ha dato al mondo intero una pessima impressione. E con lui la gestione democratica degli Stati Uniti d'America determinata dalla politica. Anche se i grandi elettori sono ingabbiati nel vincolo del mandato che a differenza di altri Stati democratici europei garantiscono l'espressione del voto dei cittadini democratici o repubblicani che li hanno eletti a rappresentare i loro sentimenti, per le elezioni del presidente degli Stati questo meccanismo si è dimostrato, e no...
SECONDO MANDATO PER OBAMA ALLA CASA BIANCA Obama ce l'ha fatta! Ancora altri 4 anni alla casa bianca, grazie anche ai 12mila immigrati che vivono negli states. "Voi lo avete reso possibile. Grazie". Così ha scritto su Twitter ai suoi sostenitori non appena le principali emittenti lo hanno dato vincitore sulla base dei conteggi effettuati e delle proiezioni. Folle festanti a Chicago, Washington, davanti alla Casa Bianca, Times Square a New York non appena le emittenti hanno dato la notizia. " Yes we can ", hanno gridato i sostenitori di Obama anche a Boston , dove Mitt Romney avrebbe voluto tenere il suo discorso in caso di vittoria. Ma questa volta, Romney, si è dovuto accontentare del secondo posto e telefonare a Obama per congratularsi. "Grazie per aver creduto in me" ha detto Obama, tra gli applausi interminabili dei sostenitori americani per averlo "sostenuto" e rieletto in combattutissime elezioni e con una situazione ec...
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