Chi non ha problemi economici deve aiutare gli artisti meno fortunati! Questa considerazione mi è rimasta impressa e riaffiora spesso nelle mie riflessioni. Ricordo che stavamo scendendo a fare due passi sul corso. E nei pressi del tribunale, sul marciapiede, un ragazzo abbozzava un'icona. I gessetti sparsi nell'area delimitata e riquadrata erano stati scelti con cura. E la pezza che il madonnaro usava per sfumare i colori testimoniava una lunga esperienza. L'amanuense copiava l'immagine sacra e la riproduceva maniacalmente ingrandita senza badare ai passanti e a quanti si fermavano ad osservarlo. Anche noi ci fermammo. E pur conoscendo la tecnica osservammo, attratti da quel fare antico, l'autore della storica opera al lavoro. Diecimilalire scivolarono su un angolo del riquadro. mentre una voce sussurrava: chi è più fortunato deve aiutare l'arte e gli artisti in difficoltà e chi divulga il bello.
Gli esperti dicono che il virus covid-19 ha perso carica, è mutato e si è indebolito. Non è micidiale come nella fase 1. Ancora non sanno darci spiegazioni in merito e perché abbia attenuato la carica mortale. Al momento sembra essersi ridotto il tasso di mortalità dei contaggiati e del contaggio a quasi un semplice raffreddore stagionale. Così dicono! Suppongono, sempre gli esperti, che la mutazione sia dovuta al caldo e all'uso delle mascherine . Boh... Non so a voi ma a me succede sempre, dopo avere indossato la mascherina intonsa nella confezione sanificata, altrimenti non mi è consentito usare alcune esigenze sociali per approvvigionamenti, che si irriti la gola. Il fastidioso effetto mi perseguita per un bel po' di tempo. Intanto i dirigenti nazionali e locali pensano a come rilanciare l'economia e a mantenere alto l'allarme contro il nuovo flagello. Le notizie si rincorrono . Da ogni angolo del mondo arrivano notiziari più o meno allarmanti. Qua...
L'appuntamento è per le 10 e 15 al S. Giovanni. Le frecce tricolore lasceranno la scia nel cielo di Catanzaro. Verde. Bianco. Rosso. È un'esperienza da non perdere! I bambini delle scuole elementari si sono dati appuntamento e insieme alla loro maestra hanno colto l'occasione per salutarsi. Tutti rigorosamente con la mascherina aspettano lo stormo dell'aeronautica italiana invano. Sono le 10 e venti. Le nuvole rimangono del loro colore naturale. Gonfie. Trasportate dal vento. Minaciosamente grigie con sprazzi di bianco pallido nascondono il sole e promettono pioggia. Il vociare gioioso dei ragazzi vivacizzano la piazza. La statua del cavatore è lì, pietrificata nell'azione di scalfire le rocce, l'uomo impassibile tende i muscoli incurante del traffico e della gente in attesa. Qualcuno scatta foto. Arrivano le notizie. Non è uno scherzo! L'aeronautica fa sapere di avere anticipato l'esibizione alle nove per evitare assembrameenti, (che brut...
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